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martedì 11 agosto 2020
 
 

Paesi ricchi, bimbi poveri

29/05/2012  Secondo un rapporto dell’Unicef, la povertà infantile è aumentata nella maggior parte degli Stati industrializzati. In Italia il 15,9% dei minorenni vive in povertà relativa.

Foto Keystone.
Foto Keystone.

I bambini stanno male e soffrono anche nei Paesi più ricchi e sviluppati. Nell'Unione Europea (con l'aggiunta di Norvegia e Islanda) circa 13 milioni di bambini sono privi degli elementi di base necessari al loro sviluppo. Mentre sono ben 30 milioni i minorenni che vivono in povertà nei 35 Paesi con le economie più sviluppate.

Questi dati sono contenuti in un rapporto realizzato dal Centro di Ricerca Innocenti dell'Unicef. Il rapporto esamina la povertà e la deprivazione materiale infantile in tutto il mondo industrializzato, presentando classifiche e analisi comparate. L'indice di deprivazione fa riferimento ai beni, servizi e attività ritenuti “normali” nelle società economicamente avanzate. L'indice comprende 14 voci, fra le quali: fare almeno tre pasti al giorno, libri  egiochi adatti all'età del bambino, un posto tranquillo per fare i compiti, la connessione a internet. I tassi più alti di deprivazione materiale vengono registrati in Romania (70 per cento), Bulgaria (50 per cento), Portogallo (25 per cento).

In Italia il tasso di deprivazione raggiunge il 13 per cento. “Nonostante l'Italia sia tra i 15 Paesi europei più ricchi, il 15,9 per cento dei bambini e degli adolescenti fra 0 e 17 anni vive in una condizione di povertà relativa. In questa classifica l'Italia è agli ultimi posti: 29° su 35”, ricorda Giacomo Guerrera, presidente di Unicef Italia. In Italia il 12,6 per cento dei bambini non può permettersi di frequentare attività ricreative regolari; il 9,3 per cento non dispone di spazi tranquilli con spazio e luce per fare i compiti; il 6,7 per cento non ha l'opportunità di invitare a casa gli amici per giocare e mangiare insieme; il 6,2 per cento non può permettersi di comprasi indumenti nuovi. La percentuale di bambini italiani che con possono permettersi tre pasti al giorno è dell'1,2 per cento. Ma è del 4,4 per cento la percentuale di bambini italiani che non può permettersi almeno un pasto al giorno a base di pollo, carne o pesce.Il tasso di deprivazione è più alto per i minori che vivono con un solo genitore, in famiglie senza lavoro, in famiglie migranti, in famiglie dove i genitori hanno un basso livello di istruzione.

In un messaggio inviato all'Unicef il presidente del Consiglio Mario Monti ha scritto che “proteggere l'infanzia dalla povertà è un dovere morale che dovrebbe essere fra le priorità di ogni governo perché i bambini e gli adolescenti saranno i cittadini di domani”. “Nella fase attuale”, aggiunge Monti, “deve essere ben chiaro che una strategia di sviluppo efficace deve necesariamente includere la protezione dei minori dalla povertà”. “Ben vengano queste parole, io lavoro su questi temi dal 1996 e mai la povertà dei minori è entrata nell'agenda politica italiana”, ha commentato la sociologa Chiara Saraceno.

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