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sabato 25 maggio 2024
 
palermo
 

Ecco la Biblioteca blu dedicata a Falcone e Borsellino

19/04/2024  Un luogo della memoria ma anche di costruzione del presente, primo tassello del Museo dedicato ai due giudici e martiri della società civile

Un luogo della memoria ma anche di costruzione del presente e del futuro. È la Biblioteca Blu, dedicata al Novecento, appena inaugurata a Palermo e dedicata a tutte le vittime di mafia. Un primo tassello del “Museo del Presente - Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” progettato dalla Fondazione Falcone a Palazzo Jung, a pochi passi da piazza Magione dove Falcone e Borsellino sono cresciuti. Qui il prossimo 23 maggio, anniversario della Strage di Capaci, sarà presentata anche la Galleria espositiva che racconterà l’epoca del Maxiprocesso accogliendo media e oggetti del lavoro e dell’impegno del pool antimafia come la fotocopiatrice utilizzata in quegli anni, ma anche capolavori della pittura italiana e di fotografia e arte contemporanea. Dal 21 giugno, tutto il complesso del Museo sarà finalmente aperto al pubblico.

Un luogo da visitare. Ma soprattutto uno spazio “vivo” dove costruire comunità mostrando a tutti la “bellezza del fresco profumo di libertà” come auspicava Paolo Borsellino e come sottolineano dalla Fondazione.

Un’insegna accesa recita: “Qui facciamo futuro”, con un verbo declinato al plurale per dare proprio il senso di ciò che, ancora oggi, a trentadue anni dalle stragi del ‘92, deve essere la molla del cambiamento: un movimento culturale che coinvolga l’intera società. Non a caso la biblioteca è pensata come sala di incontro con posti a sedere che si allungano di fronte ad una grande immagine di Falcone e Borsellino ritratti mentre ridono tra loro. La foto è del fotoreporter palermitano Giuseppe Gerbasi, collaboratore dell’agenzia Contrasto. È stata scattata il 27 marzo 1992 ad un convegno organizzato a sostegno di Giuseppe Ayala, al tempo candidato alle elezioni Politiche. Palazzo Jung, di origini Ottocentesche, si chiama così per la famiglia di imprenditori di origine austriaca che lo ha abitato dal 1921 fino al 1959, quando il palazzo è passato nelle mani della Provincia di Palermo. Il Museo del Presente si svilupperà nell’intero piano terra grazie ad una concessione ventennale.

Dal blu delle pareti della biblioteca, un blu intensissimo come quello della profondità del mare che tanto amava Giovanni Falcone (colore ideato appositamente per la biblioteca e denominato Blu Falcone, ndr) emergono altri siciliani coraggiosi che hanno pagato con la vita il loro impegno contro Cosa Nostra: Padre Pino Puglisi, il giudice Rosario Livatino, Francesca Morvillo, Pio La Torre, Piersanti Mattarella, Rocco Chinnici, Peppino Impastato… Volti e storie di una Sicilia che nel secolo scorso è stata in grado di innescare una rivoluzione culturale e civile.

Dice Maria Falcone, presidente della Fondazione Falcone: “Da subito dopo le stragi del 1992 e da oltre trent’anni la Fondazione Falcone è impegnata nella costante attività con le scuole, con le istituzioni, con le imprese e il mondo della cultura per unire il Paese a tutela dei valori ereditari e fondamentali lasciati dal sacrificio di mio fratello e da Paolo Borsellino. L’apertura di uno spazio nuovo e moderno è un’occasione ulteriore per sottolineare che questi valori più che concreti della cultura e del dialogo devono essere al centro di una comunità civile libera dal ricatto mafioso”

 “Il Museo del presente vuole essere uno spazio nuovo dove la memoria dolorosa delle stragi possa trasformarsi continuamente in energia culturale”, aggiunge Alessandro de Lisi, curatore generale del progetto che ha avuto il sostegno di aziende italiane leader del settore del design, dell’energia e della cooperazione, del mondo del lavoro.

 

Fa parte del Museo del presente anche un giardino, Parco Jung, che conduce dritti a Piazza Magione. Qui due gigantografie di Falcone e Borsellino scandiscono l’attesa per l’apertura definitiva e completa di tutta la struttura. C’è anche una piccola casa, un tempo abitata dal custode, e che sarà riservata ai laboratori per i bambini.  

 

Liberati dalla vegetazione spontanea, gli alberi secolari sono già tornati a respirare, il giardino è stato arricchito di nuove piante, panchine e spazi colorati. I lampioni hanno la forma di papaveri rossi giganti. Sono 5 come le vittime della strage di Capaci, luce di resistenza e di primavera.

 
 
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