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domenica 01 agosto 2021
 
Paloma Garcia Ovejero
 
Credere

«Sono la prima donna portavoce del Papa»

18/08/2016  Dopo due religiosi Francesco ha scelto due laici per far arrivare il suo messaggio in tutto il mondo. Ecco chi è la prima giornalista a parlare a nome di un Pontefice

Rispondereste «sì» senza conoscere il contenuto della richiesta? Attenti a dire «mai». Probabilmente, se la domande fosse introdotta da «il Papa vuole chiederti una cosa…», anche voi avreste fatto come Paloma García Ovejero, bloccando il vostro interlocutore: «Ho accettato senza fargli finire la frase… Mai avrei immaginato…». 

La proposta che venerdì 8 luglio monsignor Angelo Becciu, sostituto per gli Affari generali della Santa Sede, fa alla giornalista spagnola corrispondente da Roma di Cadena Cope, Radio Española, è la notizia che, ufficializzata tre giorni dopo, fa il giro del mondo: diventare vice direttrice della Sala stampa vaticana, raccogliendo, insieme al collega Greg Burke, americano di Saint Louis, l’eredità di padre Federico Lombardi e padre Ciro Benedettini. Due laici al posto di due religiosi. E, per la prima volta, una donna. 


Il mandato del Papa

La novità rientra nella “normalità” dei cambiamenti che Francesco sta portando nella Curia romana. Dal primo agosto è anche responsabilità di questa giovane donna, senza fronzoli nell’approccio, solare e allo stesso tempo riservata nel parlare del suo privato − «amo la radio proprio perché mi rende invisibile, non mi piace stare in primo piano» − rispondere alle mille richieste che dai media di tutto il mondo arrivano in Vaticano. E, soprattutto, fare in modo che il messaggio di Francesco arrivi nel modo corretto a ogni latitudine. È stato proprio il Papa, nell’incontro “di lavoro” che ha avuto con i due giornalisti, poche settimane fa, a spiegare cosa desidera. «Ci ha chiesto che il suo messaggio arrivi dappertutto. Ci ha parlato con molta tenerezza, ma allo stesso tempo seriamente. All’inizio mi ha salutato scherzando: “Ah, una gallega in Vaticano!”, come in Argentina chiamano gli spagnoli. Poi ci ha chiesto equilibrio, fedeltà e chiarezza, anche con lui». A Paloma, in quel momento, è tornata alla mente la richiesta fatta ai vescovi all’inizio del Sinodo sulla famiglia: «Il Papa chiese loro parresìa. E secondo me è quello che lui si aspetta da noi».

Chi è Paloma Garcia Ovejero? Ritratto di una Madrilena "protetta dalla Madonna"

  

Per la giornalista il nuovo incarico va così a segnare una linea di demarcazione netta tra i “suoi primi 40 anni” e il tempo a venire. Madrilena doc, prima di sette figli, di diritto prende il nome della Madonna addolorata venerata nella sua parrocchia, la Virgen de la Paloma, considerata dalla pietà popolare la protettrice della città. «A lei devo tutto. È lei che mi ha sempre accompagnato, in tutti i momenti, anche quelli più bui», racconta Paloma. La parrocchia è uno dei luoghi dove si forma, dove inizia a partecipare alla Giornate mondiali della gioventù: «Ho fatto la prima a Czestochowa con Giovanni Paolo II, e poi tutte le altre a seguire, prima come giovane poi come giornalista». La famiglia la segue, i genitori, che si sono conosciuti frequentando gli scout, la incoraggiano.

Il padre proviene da un paesino della regione di Soria, nella Castiglia, vicino Avila: da giovane lascia il tradizionale lavoro di famiglia − la tosatura delle pecore − per studiare psicologia nella capitale. Qui conosce la futura moglie, che studia da infermiera e che, una volta sposati, sospenderà il lavoro per seguire i figli − tra Paloma e l’ultimo, Jesús, che convolerà a nozze in settembre, ci sono 14 anni di differenza − per poi riprenderlo fino all’anno scorso, quando è andata in pensione. Paloma studia giornalismo presso l’Università Complutense di Madrid, nel frattempo fa la gavetta. «La radio mi è sempre piaciuta anche perché ha una “sincerità” che non hanno gli altri media: gli ascoltatori non li puoi ingannare, dalla voce si capisce esattamente come stai e quanto senti quello che dici».

Paloma Garcia Ovejero dai viaggi al giornalismo

«Il lavoro di giornalista l’ho scelto, ma non posso dire di averlo sognato per qualche motivo particolare sin da ragazzina», aggiunge. «In fondo mi piace vivere in pienezza il tempo presente, accogliere le novità che la vita ci riserva, senza proiettarmi troppo nel futuro. Se avessimo parlato un mese fa…». Il gusto per i viaggi e la curiosità di conoscere anche nuovi stili di vita, la portano a New York prima come turista e poi in pianta stabile, per circa due anni, dal 2005 al 2006. «È un mondo favoloso, volevo vivere lì». Si specializza in gestione delle strategie della comunicazione alla New York University e comincia a coltivare l’hobby che ancora l’accompagna, lo studio del cinese e soprattutto «la passione per la calligrafia, che trovo affascinante, nella sua rigorosità e armonia».

Paloma Garcia Ovejero arriva a Roma

  

Quattro anni fa arriva a Roma, nel settembre 2012, come corrispondente per l’Italia e per la Città del Vaticano per Cadena Cope, Radio Española, e altre emittenti televisive e diverse testate giornalistiche. Affitta casa nei pressi di piazza San Pietro e impara a conoscere le mille città che formano la Capitale: «Mi sorprende sempre considerare che nel mio quartiere viviamo come in un paese: l’ortolano e il fioraio mi chiamano per nome, la vicina di casa quando sa che lavoro tanto mi porta qualcosa per cena, ha la chiavi del mio appartamento, per strada saluto le persone che incrocio in parrocchia... Insomma, mi sento a casa. Eppure a poche decine di metri, basta attraversare la strada, c’è la Roma dei ristoranti turistici, degli ambulanti che ti vendono di tutto, dei bagarini con i biglietti per i musei o per gli autobus che fanno il giro della città… È incredibile».

Il primo servizio importante che le capita, quando arriva, è quello che poi si rivelerà l’ultimo viaggio di Benedetto XVI, in Libano. «Ero arrivata da qualche mese e mi sono trovata di fronte alla rinuncia. Poi ho lavorato sul Conclave». L’elezione di Francesco la sorprende: conosce di fama il nuovo Papa, ma non gli ha mai parlato a lungo. Né le capiterà di farlo in seguito, fino alla chiacchierata dell’11 luglio. «Ci conoscevamo perché ho seguito tutti i viaggi papali, ma non l’ho mai intervistato». E adesso si apre un nuovo capitolo. «Sì, ringrazio il Papa, e Dio soprattutto! Ho un po’ di paura, è una responsabilità enorme. So che potrò anche sbagliare, ma sono tranquilla perché so che non è stata una mia scelta, mai lo avrei immaginato». Il primo agosto il cambio ufficiale. Le ferie, quindi, saranno pochissime, giusto il tempo di riprendersi da un anno di lavoro. Ma una cosa è certa: «Il 15 agosto sarò a Madrid per la festa de la Virgen de la Paloma. Mai come quest’anno ho bisogno di essere lì e di affidarmi a lei».

Padre Lombardi, il predecessore di Paloma Garcia Ovejero

Il gesuita padre Federico Lombardi è stato direttore della Sala stampa vaticana dal 2006 al 2016. Un “figlio d’arte”: suo zio, padre Riccardo Lombardi, era soprannominato “microfono di Dio” per la sua vicinanza a Pio XII.

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