Pamela Villoresi, nota attrice strehleriana, televisiva e cinematografica, recentemente nel cast di La grande bellezza di Sorrentino per un cameo, da tempo si dedica a recital di argomento religioso, pur dovendo combattere con i direttori di teatro che vorrebbero vederla solo in ruoli tradizionali.
«Il mio interesse per la spiritualità viene da lontano - racconta - ho studiato buddismo ed ebraismo, oltre alle Sacre Scritture; quando il mio interesse è diventato molto forte, ho capito che era giusto portare questa mia “vocazione” anche all’interno del mio lavoro. Proporre un recital a tema spirituale è difficile poiché devo convincere i direttori dei teatri, ma alla fine la gente mi ringrazia sempre commossa ed entusiasta dell’esperienza! Avevo anche creato un Festival Internazionale della Spiritualità “Divinamente Roma”, con tante testimonianze, ma ora l’ignavia di cattivi amministratori l’ha cancellato, anche se spero di poterlo riproporre.»
Il 5 aprile la Villoresi porta in scena, nel Duomo Vecchio di Brescia, il recital voluto dal Movimento Ecclesiale Carmelitano - in collaborazione con la Diocesi di Brescia e l’Associazione giovanile InOltre – È tutta intera la Luce, in cui, con la drammaturgia di Michele Di Martino e l’accompagnamento musicale di Luciano Vavolo, leggerà testi di Giovanni Paolo II, ricordando anche le sue due visite a Brescia, città del suo predecessore Paolo VI.
La Villoresi aveva conosciuto Wojtyla recitando con Arnoldo Foà nella Via Crucis che il papa polacco aveva presieduto nel 2004, prima di quella a cui aveva assistito dalla sua stanza pochi giorni prima di morire, il 2 aprile 2005. La Villoresi spiega il legame con i Carmelitani: «li ho incontrati a Brescia per un progetto, per il 2015, a cui stiamo lavorando con Michele Di Martino per celebrare i 500 anni dalla nascita di Teresa d’Avila, santa carmelitana. Nel frattempo, poiché Karol Wojtyła era un appassionato carmelitano, infatti aveva scritto su Giovanni della Croce, fondatore dell’ordine dei Carmelitani Scalzi e considerava Santa Teresa una fonte a cui attingere spunti di fede, abbiamo deciso di fargli un omaggio con È tutta intera la Luce, prima della canonizzazione del 27 aprile, e di recitare le sue poesie e altri testi sulla spiritualità carmelitana. Era un grande poeta, oltre che un grande uomo di fede, e nei suoi scritti ritroviamo temi fondamentali del suo pontificato: il rapporto con la fede, la promessa cristiana della Resurrezione, l’importanza dell’accoglienza. Il titolo È tutta intera la Luce è tratto da Canto del Dio nascosto, componimento poetico pubblicato da Wojtyła sul mensile carmelitano Glos Karmelu negli anni 1946-47.
In questi giorni sto lavorando anche a un altro recital sulla spiritualità, Lacrime di sangue - la Passione secondo Anna Katharina Emmerick con il Coro Voci dalla Rocca in scena nella Chiesa del Sacro Cuore di Monza il 6 aprile.»
Pamela Villoresi, dopo aver frequentato la scuola del Teatro Metastasio
di Prato, e aver lavorato poi a Milano con Giorgio Strehler, ritiene il
teatro una forma di educazione, poiché trasmette messaggi efficaci: «è
un’occasione per imparare e per riflettere su quello che interpreti,
quando studi un personaggio devi anche conoscere il contesto in cui è
nato, magari non ricordiamo le date della storia greca che abbiamo
studiato da ragazzi, ma figure come Medea e Antigone ci rimangono nella
memoria, anche nel mare magno di sottocultura nel quale oggi purtroppo
navighiamo, l’arte deve servire a porre domande e a sollecitare
risposte.»
Oltre alla vita professionale, la Villoresi si è sempre dedicata anche
alla famiglia e ai sui tre figli, due naturali e una adottata, che le
danno grandi soddisfazioni: «Mia figlia Eva ha fatto la scuola Paolo
Grassi di Milano e ora lavora come organizzatrice teatrale, Tommaso
lavora nel turismo e Isabel si occupa di problemi sociali e ora
collabora con don Don Virginio Colmegna nella Casa della Carità di
Milano. Non ci sono differenze nel rapporto con i miei figli naturali e
mia figlia adottiva Isabel, ma, a seconda del carattere di ognuno,
mentre crescono, occorrono attenzioni diverse. Eva ha avuto una
adolescenza molto turbolenta, mentre Isabel è cresciuta con il sorriso,
è una ragazza solare e determinata. Ora sono tre ragazzi meravigliosi
con un grande legame tra loro, in particolare dopo al morte del padre,
Cristiano Pogany, si sono stretti partecipando agli avvenimenti della
loro vite e io ne sono molto orgogliosa.»
Dove e quando
È TUTTA INTERA LA LUCE , da scritti di Giovanni Paolo II, drammaturgia
di Michele Di Martino, accompagnamento musicale del Maestro Luciano
Vavolo. Con Pamela Villoresi. Il 5 aprile 2014, Duomo Vecchio di Brescia
2014
Info: www.pamelavilloresi.it