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domenica 04 dicembre 2022
 
IL BILANCIO
 

Pandemia e Sinodo nell'agenda dei vescovi: «Camminare insieme, attenti agli ultimi»

25/11/2021  Si è conclusa la 75a assemblea generale della Conferenza episcopale italiana. Invito morale a vaccinarsi. Il ricordo di don Tonino Bello, fino a 28 anni fa vescovo tra i vescovi, spesso poco capito e condiviso. Infine le nomine, tra gli altri, di don Marco Pagniello, nuovo direttore della Caritas italiana, e del gesuita padre Giuseppe Riggio, nuovo consulente ecclesiastico centrale dell’Unione cattolica stampa italiana (Ucsi)

Green pass e obbligo di tampone per i 228 vescovi e tutti gli altri partecipanti all’assemblea straordinaria della Cei che si è chiusa oggi a Roma. La pandemia e il Sinodo appena iniziato sono stati in qualche modo i protagonisti dell’assise. Riuniti per l’intero periodo dell’assemblea  (22-25 novembre) in un’unica location – l’hotel Ergife – dove hanno dormito, consumato i pasti e lavorato in gruppi di studio, «per la prima volta abbiamo fatto l’assemblea in modo conviviale», ha commentato il cardinale Gualtiero Bassetti. «Anche noi siamo persone, abbiamo tanti problemi, e viviamo una solitudine non immaginabile. Condividere, ritrovarsi, ci ha fatto bene », ha confidato il presidente della Cei durante la conferenza stampa.

«È stata un’esperienza di sinodalità nel quotidiano e nella riflessione», ha aggiunto monsignor Erio Castellucci, arcivescovo-abate di Modena Nonantola, vescovo di Carpi e vicepresidente della Cei. «Viviamo il peso eccessivo della burocrazia e il desiderio di snellire alcuni procedimenti nella vita della Chiesa, ma quando si fa esperienza di dialogo, di confronto, come successe al Concilio Vaticano II,  più si riflette sulla Chiesa più ci si apre al mondo». Un mondo che continua  a essere alla prese con la pandemia. «Stiamo invitando tutti a vaccinarsi, con motivazioni che si basano sul bene comune», ha osservato Bassetti. «Difficile obbligare qualcuno a fare quello che anche per la responsabilità che deriva dal ministero andrebbe fatto», ha aggiunto a chi gli chiedeva dei preti no vax.

Durante la tre giorni, come ricordato dal lungo comunicato finale, la Cei ha vissuto alcuni momenti forti come  l’incontro a porte chiuse con papa Francesco («La prossimità, la cura, l’ascolto e l’accoglienza sono i tratti che Papa Francesco è tornato a indicare e che devono essere il biglietto da visita delle comunità cristiane. Tratti che devono trasparire in primo luogo dal vissuto dei Pastori») e quello che con segretario del Sinodo Mario Grech, che ha illustrato il percorso che porterà alla celebrazione del Sinodo dei Vescovi nell’ottobre 2023 e dato indicazioni perché il cammino della Chiesa italiana si armonizzi con quello della Chiesa universale.

Due le domande che hanno guidato i lavori: «Come si realizza oggi nella mia Chiesa locale o nella realtà ecclesiale a me affidata quel “camminare insieme” che permette alla Chiesa di annunciare il Vangelo, conformemente alla missione che le è propria? Come si realizza oggi nella nostra collegialità episcopale quel “camminare insieme” che permette alla Chiesa di annunciare il Vangelo, conformemente alla missione che le è stata affidata?».  Il tema dell’ascolto è stato dunque centrale. Riprendendo l’invito finale contenuto nell’introduzione di Bassetti, i vescovi hanno evidenziato l’importanza di aprire il cuore e l’orecchio a quanti, per diversi motivi, sono rimasti ai margini della vita ecclesiale. «Di fronte alle ferite che le persone portano sulla loro pelle, la Chiesa è chiamata a mostrare il suo volto misericordioso. Ma per fare questo, è necessario mettersi in cammino, condividere le fatiche del viaggio, fare silenzio per dare voce a ciò che il “Popolo di Dio” ha da dire», si legge nel comunicato. In concreto, si dice, si tratta di aprire la consultazione di questo primo tratto del Cammino sinodale anche al di fuori: «Certo, non tutti parteciperanno, ma tutti devono sentirsi invitati». Anche il rimando a quanti si trovano in condizioni di fragilità è tornato in riferimenti a varie situazioni. In particolare «ricordando che la sacralità di ogni vita umana non viene meno neppure quando la malattia e la sofferenza sembrano intaccarne il valore», si è parlato della vita in fase terminale. «Avere compassione di un malato significa sostenerlo con terapie adeguate e con affetto». Perciò, la Presidenza della Cei ha rilanciato la richiesta di «applicare, in modo uniforme e diffuso, la legge sulle cure palliative e la terapia del dolore, tecniche capaci di ridare dignità alla vita dei malati, anche di quelli inguaribili o di quelli che sembrano aver smarrito il senso del loro stare al mondo».

Quanto al tema degli abusi sui minori, viene riscontrata «una svolta» dopo l’emanazione delle Linee Guida del giugno 2019: «Ne sono testimonianza la cura educativa svolta nelle comunità ecclesiali (seminari, istituti di formazione, parrocchie, oratori, consultori, associazioni, movimenti, etc.) per l’educazione alla relazione e alla maturità affettiva e sessuale; la creazione della rete dei Referenti nei Servizi per la Tutela dei Minori in tutte le Diocesi italiane e di numerosi Centri di ascolto per la raccolta di denunce e segnalazioni; la pubblicazione di tre Sussidi per formare gli operatori pastorali e adottare misure per contrastare i rischi e rendere più sicuri gli ambienti; la promozione di numerosi incontri di informazione e formazione a favore del clero e dei religiosi, dei catechisti e laici educatori e allenatori e degli operatori della Caritas». In questa linea, si dice, «verranno compiuti ulteriori passi per implementare e rafforzare l’azione a tutela dei minori e delle persone vulnerabili».

Nel momento di riflessione per l’inizio del percorso sinodale, lo scorso 9 ottobre, papa Francesco – ricordando le parole di padre Congar – ha auspicato “non un’altra Chiesa, ma una Chiesa diversa”. «E questa è la sfida: una Chiesa più evangelica, meglio innestata nella vita della gente», si sono detti i vescovi italiani. Forse anche con questo spirito hanno salutato con un lungo applauso la notizia del riconoscimento delle virtù eroiche di uno che, fino a 28 anni fa, sedeva tra di loro. Spesso poco capito e ignorato dai vescovi, don Tonino Bello, con la passione per la convivialità delle differenze e la ricerca instancabile del volto dell’altro, sia compagno di strada dei suoi confratelli in questa difficile traversata appena iniziata.

Infine le nomine.Don Marco Pagniello è il nuovo direttore della Caritas italiana. Il gesuita padre Giuseppe Riggio è il nuovo consulente ecclesiastico centrale dell’Unione cattolica stampa italiana (Ucsi)

 

 
 
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