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Pandemia, il virus ha contagiato anche la nostra psiche

05/10/2021  Secondo un'indagine dell'Oms cui ha partecipato anche l'IRCCS Fatebenefratelli il 54 per cento degli intervistati accusa uno scarso benessere psicologico

Schizofrenia, diabete, borderline, disregolazione emotiva, depressione, pandemia e psichiatria forense: sono i risultati delle ricerca presentate dall’Irccs Fatebenefratelli di Brescia (l'unico specializzato in disturbi psichici dell'età adulta) in vista della Giornata della Salute mentale che ricorre il 10 ottobre. Una di queste riguarda la pandemia mentale: l’emergenza Covid, infatti, oltre alle problematiche strettamente mediche ed assistenziali, ha avuto una molteplicità di conseguenze sul piano psicosociale, sia per l’effetto diretto dell’esperienza di malattia sperimentata da un gran numero di famiglie, che per la conseguenza delle misure restrittive e preventive attuate, quali il lockdown, la sospensione prolungata di molte attività lavorative e ricreative, ecc.

L’IRCCS Fatebenefratelli partecipa a un progetto promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha coinvolto un campione rappresentativo dell’intera popolazione italiana comprendente 10.013 persone in età compresa tra 18 e 70 anni. La prima analisi condotta sul gran numero di dati raccolti ha riguardato i comportamenti nei confronti dei vaccini. I dati raccolti hanno messo in luce che una propensione ad accettare il vaccino per il SARS-COV-2 è associata alle seguenti variabili: un’età più avanzata, una maggiore scolarità, l’essere un operatore sanitario, la presenza di problemi cronici di salute, una maggiore percezione del rischio esistente, la condivisione delle politiche di sanità pubblica attuate nel corso della pandemia e la fiducia vero le istituzioni e le fonti di informazione di tipo sanitario (in opposizione invece alla priorità assegnata ai media ed ai social media). È stato anche indagato, con uno specifico questionario, largamente utilizzato a livello internazionale, il benessere individuale: «il 54% degli intervistati ha riferito una condizione di scarso  benessere psicologico, e questo dato potrebbe, almeno in parte, essere ascritto ai cambiamenti prodotti dalla pandemia, tra cui vanno comprese anche le difficoltà economiche insorte in tanti nuclei familiari», commenta Giovanni de Girolamo, responsabile del progetto.

 
 
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