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giovedì 26 novembre 2020
 
Dossier
 

Francesco: il matrimonio non è una fiction

14/09/2014  Incontro con colleghi, amici e parenti delle 20 coppie sposate questa mattina dal Papa in San Pietro: «Una cerimonia molto semplice. Francesco è un vero pastore, non sottovaluta mai la famiglia, la mette sempre al primo posto, con tutti i problemi sociali della vita reale che la minacciano, dal lavoro alla povertà»

Dalla nostra inviata in San Pietro:

«Siamo venuti per gli sposi, ma soprattutto per Papa Francesco». Nonostante la levataccia all’alba per molti, in migliaia sono accorsi in Piazza San Pietro ancor prima delle 7 del mattino per entrare nella Basilica Vaticana e partecipare alle nozze di venti coppie romane. Accesso solo agli invitati con biglietti grigi e blu, non ai numerosi pellegrini che comunque affollano il sagrato di buon’ora. Un gruppo di giapponesi, diligenti in fila, viene cortesemente invitato dal personale vaticano a farsi da parte; un altro membro della Gendarmeria invita le mamme o i papà con bambini molto piccoli, e gli anziani, ad “accorciare la fila”: per loro una corsia preferenziale, visto che la fila è chilometrica e l’attesa rischia di farsi lunga. Ma nessuno protesta o fa una piega. Anzi, si spalancano sorrisi sui volti degli invitati quando chiedo come mai siano venuti così presto: «Mi ha accompagnato mio marito, che poi è tornato a casa con i nostri tre figli», racconta Emanuela Franza, collega dello sposo Sandro Milioto: entrambi lavorano in una società farmaceutica. E galeotto fu proprio il posto di lavoro per Sandro, di origine siciliana, e la moglie Ada Gallotta, veneziana: «Si sono conosciuti proprio in ufficio», testimonia Emanuela, che rivedrà il collega dopodomani, perché «il viaggio di nozze è stato posticipato. Avrebbero dovuto sposarsi più avanti, ma quando il parroco li ha convocati per dire loro che c’era la possibilità di essere sposati da papa Francesco, hanno ovviamente anticipato la data delle nozze, con grande emozione». La signora Emanuela è venuta anche per rivedere il pontefice, dopo aver partecipato all’incontro per la scuola italiana in piazza San Pietro, lo scorso 10 maggio. «Il Papa? Un esempio per me, è in mezzo alla vita di noi tutti».

Una cerimonia molto semplice, quella svoltasi in Vaticano. Gli sposi sono entrati processionalmente per primi, al braccio delle loro madri, seguiti dalle spose accompagnate dai padri. Poi gli officianti e infine il Papa, con un sottofondo di arpa. Il suono dolce dello strumento a corde ha accompagnato anche lo scambio degli anelli. «Un evento davvero particolare e un momento molto importante nella vita di queste coppie», commenta Daniela De Sanctis, insegnante alla scuola primaria e da un anno collega della sposa Sara. «Ci tenevo proprio a esserci», aggiunge: è partita quando era ancora buio a Fiano Romano, in provincia di Roma, per raggiungere la basilica vaticana. «Papa Francesco è splendido, meraviglioso. Sono qui per la sposa, ma soprattutto per vedere lui per la prima volta, da quando è salito al soglio di Pietro. Sono credente e per me era importante incontrarlo durante una celebrazione; si è presentata questa occasione, un grande regalo. Ero venuta a San Pietro tanti anni fa, per rendere omaggio alle spoglie di papa Wojtyla, ora san Giovanni Paolo II; restai in fila tutta la notte, riuscii a vederlo solo alle 6 e mezza del mattino». Oggi Daniela è felice di esserci e pregare con Papa Bergoglio: «Mi colpiscono le espressioni del suo volto, la dolcezza che traspare, la sua semplicità e umanità».

«Ci tenevo moltissimo e volevo venire a tutti i costi con mio figlio Eduardo: avevamo due biglietti soli, quindi mio marito è rimasto a casa», racconta Rosalba Diaferia, amica di Sandra, collega della sposa Vanessa Errera. «Questo Papa ci arriva al cuore, apre la Chiesa a tante possibilità. E mi colpisce la sua spontaneità», aggiunge. Sandra, che lavora nello stesso negozio di abbigliamento con Vanessa, sintetizza la loro amicizia definendo la sposa «una persona molto solare e una collega splendida. Il Papa? Fantastico, sa comunicare e arriva facilmente a tutti, oltre ad avvicinare molti giovani alla fede». Vicini a Vanessa sono anche Massimo, sua moglie Antonella e la loro figlia Arianna, che studia psicologia clinica e comunità all’Università Pontificia Salesiana. «Sono zio acquisito di Vanessa e il suo medico curante», dice Massimo, che si è formato all’Università Cattolica di Roma e ci tiene a sottolineare: «Francesco è un vero pastore, non sottovaluta mai la famiglia e la mette sempre al primo posto, con tutti i problemi sociali connessi – dal lavoro alla povertà –, facendosene portavoce. Lo ha ribadito con forza anche nell’omelia pronunciata oggi, rivolgendosi agli sposi e a tutta l’assemblea».

 
 
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