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giovedì 02 dicembre 2021
 
 

Papà, ci vediamo a "Casa di Nonno Mario"

18/03/2013  Aperta a Torino una struttura della Caritas diocesana che offre uno spazio di incontro con i loro figli ai padri separati che non possono contare su una propria abitazione.

La “Casa di Nonno Mario” è la struttura realizzata dalla Caritas Diocesana torinese per offrire uno spazio di incontro con i loro figli ai padri separati che non possono contare su una propria abitazione. Chi si rivolge a Nonno Mario? Come funziona? Lo abbiamo chiesto a Emanuele Ferragatta, presidente di Synergica, la cooperativa sociale, responsabile del servizio.  Luce su un dramma spesso lasciato nell’ombra: in Italia i padri separati sono intorno ai 4 milioni e di questi oltre 800 mila rasentano la soglia della povertà. Storie di solitudine e di disagio, rese ancora più angoscianti se vissute in una realtà metropolitana come Torino.  

Presidente Ferragatta, qual è l’indentikit dei papà che si rivolgono alla “Casa di Nonno Mario”?
«La struttura è operativa da qualche mese, ma è già possibile fornire un identikit. Sono uomini in genere sotto i 40 anni con reddito medio-basso. Per difficoltà economiche sono tornate a vivere con i genitori o da amici, molti anche nei dormitori. Questi papà non hanno la possibilità di possedere un’abitazione propria per trascorrere il weekend con i loro figli. La “Casa di Nonno Mario” risponde a questa esigenza».  

Qual è l’approccio di questi padri con la vostra struttura?
«Il primo contatto è telefonico, segue poi un incontro nel quale molti di loro fanno fatica a raccontare la loro storia personale. È normale: spesso si vergognano delle loro condizioni economiche. Attraverso il dialogo con i nostri operatori si instaura un clima di fiducia e comprensione. Si rompe il classico ghiaccio».  

Quali sono i passi successivi?
«A visitare le stanze per gli incontri sono invitate anche le ex compagne, le mamme dei bambini.  Se il caso è seguito da un assistente sociale oppure da un avvocato, anche questi ultimi accompagnano i genitori».  

Si arriva, quindi, alla prenotazione dell’appartamento?
«Sì, su questo punto vorrei essere chiaro. La “Casa di Nonno Mario” non è un albergo. È uno spazio di incontro riservato dopo colloqui selezionati. Il papà insieme al bambino può rimanere alcune ore oppure pernottare pe quattro giorni. In alcune occasioni, come per esempio le vacanze di Natale, il soggiorno può durare di più, tenendo conto che a volte i papà arrivano da fuori Torino». 

Il servizio è a pagamento?
«Si tratta di tariffe simboliche: il primo giorno 10 euro, dal secondo in poi 2,50. Il prezzo è cumulativo padre più bambino e dà diritto a usufruire dell’appartamento. Se si accertano condizioni economiche veramente critiche la tariffa è ancora più bassa. Dobbiamo purtroppo far pagare per coprire la gestione dei costi della struttura».

Qual è l’atmosfera che si respira all’interno della “Casa di Nonno Mario”?
«Gli appartamenti sono al ventesimo piano di un grattacielo nella zone nord di Torino, riqualificata al tempo delle Olimpiadi invernali. Da qui si gode un panorama stupendo della città.  Ogni alloggio è allestito per garantire il massimo confort e quell’atmosfera di casa: l’ideale per far stare bene i bambini e i papà. La nostra cooperativa organizza anche gite turistiche per far conoscere Torino. Mi lasci poi sottolineare un altro aspetto.  La cooperativa Synergica che io presiedo fornisce un centro di ascolto, che fornisce informazioni per i genitori in difficoltà. Insomma, siamo un punto di riferimento, non solo i gestori di… un hotel».  

Abbiamo parlato di padri gravati dal peso della crisi, ma dal punto di vista umano quali altre caratteristiche presentano?
«Un atteggiamento ambivalente. Da una parte, oltre alle già citate preoccupazioni economiche, a far soffrire questi uomini è la consapevolezza di un legame spezzato, della fine di una famiglia. Sono, tuttavia, padri che non si arrendono e fanno di tutto per vivere la paternità in modo sereno con i loro figli».  

Perché la “Casa di Nonno Mario” si chiama così?
«In ricordo del diacono torinese Mario Devito che ha speso la sua vita a sostegno delle famiglie in difficoltà. Era convinto che la famiglia fosse la risorsa più importante della società e si dovesse fare di tutto per difenderla (per informazioni: Casa di Nonno Mario, Corso Mortara 42 – Torino; www.synergicato.it Caritas Diocesana Torino 011 5156350).  

 
 
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