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lunedì 04 luglio 2022
 
REGINA COELI
 

«Ancora morti nel Mediterraneo, è il momento della vergogna»

25/04/2021  Dure parole di papa Francesco, affacciato su piazza San Pietro: «per due giorni, 130 persone hanno chiesto invano aiuto. Preghiamo per questi fratelli che continuano a morire e anche per coloro che possono aiutare ma preferiscono guardare da un’altra parte»

Il consueto saluto: «Cari fratelli e sorelle, buongiorno!». E poi il commento al Vangelo: «In questa quarta domenica di Pasqua, detta domenica del Buon Pastore, il Vangelo presenta Gesù come il vero pastore, che difende, conosce e ama le sue pecore. A Lui si contrappone il “mercenario”, al quale non importano le pecore, perché non sono sue. Fa questo mestiere solo per la paga, e non si preoccupa di difenderle: quando arriva il lupo fugge e le abbandona. Gesù, invece, pastore vero, ci difende sempre e ci salva in tante situazioni difficili, pericolose, mediante la luce della sua parola e la forza della sua presenza, che sperimentiamo sempre e se vogliamo ascoltare tutti i giorni». «Gesù, pastore buono, conosce le sue pecore e le pecore conoscono Lui. Come è bello e consolante sapere che Gesù ci conosce ad uno ad uno, che non siamo degli anonimi per Lui, che il nostro nome gli è noto! Per Lui non siamo “massa”, “moltitudine”, no. Siamo persone uniche, ciascuno con la propria storia, ciascuno con il proprio valore, sia in quanto creatura sia in quanto redento da Cristo. Ognuno di noi può dire: Gesù mi conosce! È vero, è così: Lui ci conosce come nessun altro. Solo Lui sa che cosa c’è nel nostro cuore, le intenzioni, i sentimenti più nascosti. Gesù conosce i nostri pregi e i nostri difetti, ed è sempre pronto a prendersi cura di noi, per sanare le piaghe dei nostri errori con l’abbondanza della sua misericordia. In Lui si realizza pienamente l’immagine del pastore del popolo di Dio delineata dai profeti: Gesù si preoccupa delle sue pecore, le raduna, fascia quella ferita, cura quella malata…. Così leggiamo nel libro di Ezechiele».

«Dunque, Gesù Buon Pastore», continua, «difende, conosce, e soprattutto ama le sue pecore. Per questo dà la vita per loro. L’amore per le sue pecore, cioè per ognuno di noi, lo porta a morire sulla croce, perché questa è la volontà del Padre, che nessuno vada perduto. L’amore di Cristo non è selettivo, abbraccia tutti. Ce lo ricorda Lui stesso nel Vangelo di oggi, quando dice: «E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore». Queste parole attestano la sua ansia universale: Gesù è pastore di tutti vuole che tutti possano ricevere l’amore del Padre e incontrare Dio». «La Chiesa è chiamata a portare avanti questa missione di Cristo. Oltre a quanti frequentano le nostre comunità, ci sono tante persone, la maggioranza, che lo fanno solo in casi particolari o mai. Ma non per questo non sono figli di Dio, che il Padre affida a Gesù Buon Pastore. Fratelli e sorelle, Gesù difende, conosce e ama tutti. Maria Santissima ci aiuti ad accogliere e seguire noi per primi il Buon Pastore, per cooperare con gioia alla sua missione».

Dopo la recita del Regina Coeli, Papa Francesco si rivolge come di consueto ai fedeli in piazza e collegati da tutto il mondo: «Venerdì scorso a Santa Cruz in Guatemala sono stati beatificati tre sacerdoti spagnoli, missionari del Sacro Cuore di Gesù; e sette catechisti laici tre sacerdoti spagnoli, missionari del Sacro Cuore di Gesù e sette laici tra il 1980 e il 1991, tempo di persecuzioni contro la Chiesa impagnata per i poveri, il loro esempio ci renda più coraggiosi e generosi nel vivere il Vangelo». «Esprimo la mia vicinza alla popolazione delle isole in cui un’eruzione del vulcano La Soufrière a Saint Vincent e Grenadine ha creato disagi. Sono vicino ai soccorritori e alle vittime dell’incendio in un ospedale covid a Bagdad, in cui oltre 80 persone sono morte».

«Sono molto addolorato per la tragedia dei 130 migranti che ancora una volta sono morti nel Mediterrano sono persone che per due giorni hanno implorato invano un aiuto che non è arrivato. Interroghiamoci su questa tragedia. È il momento della vergogna, preghiamo per questi fratelli che continuano a morire e anche per coloro che possono aiutare ma preferiscono guardare da un’alta parte». 

 
 
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