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giovedì 21 ottobre 2021
 
la lettera
 

«Noi, sposi novelli, e l’emozione di essere abbracciati dal Papa»

08/01/2018  Pubblichiamo la testimonianza di Vito e Martina, da Palermo, che hanno partecipato di recente all'udienza generale di Francesco e ci hanno voluto inviare una riflessione che condividiamo con tutti i nostri lettori

Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato la foto di un'udienza generale nella quale papa Francesco, come fa solitamente, saluta le coppie di sposi novelli provenienti da tutto il mondo. I protagonisti di questa foto, Martina e Vito (a sinistra), hanno letto il nostro articolo e visto la foto e hanno voluto inviarci la loro testimonianza dell'incontro con il Pontefice che volentieri qui pubblichiamo:

«Affinché un matrimonio possa crescere bene fin dalle prime fondamenta, crediamo fermamente che ottenere personalmente la benedizione del Santo Padre sia un po’ come abbracciare Dio e ringraziarlo di averci tenuto per mano mentre pronunciavamo il nostro “si”.
Quando entrammo nella Sala Paolo VI, non fu tanto l’immensità del luogo ciò che personalmente mi ha lasciata senza parole quanto vedere che a poco a poco, vicino ai posti a noi assegnati, cresceva il numero di coppie di novelli sposi … da tutto il mondo. Che tenerezza abbiamo provato nel fare conoscenza con la freschissima coppia di sposi novelli provenienti dal Portorico e con cui, malgrado tentassimo vicendevolmente di comunicare, riuscimmo a trovare attimi di sintonia.
Eravamo lì, eravamo presenti tutti in nome dell’Amore e di Dio, quand’ecco il momento fatidico: il Santo Padre entra in Sala. Io e mio marito non facemmo altro che stringerci la mano per scaricare l’emozione, le parole non uscivano dalla bocca ma si fermavano in gola. “Ma ci credi?! E’ il Santo Padre! Siamo alla presenza di Papa Francesco!”, questo dicevano i nostri occhi, quando non ci restava altro che comunicare con lo sguardo. Le nostre mani rimasero legate l’un l’altra per tutta la durata dell’udienza, quasi temendo che, se ci fossimo staccati, ci saremmo svegliati da un bel sogno. Ma non era così: Papa Francesco era lì davanti a noi, a spiegarci l’importanza del Natale, l’importanza della presenza di “Gesù, dono di Dio. Senza Gesù, non è Natale, è un’altra cosa”, l’importanza, per noi, sposi novelli, di costruire la famiglia con costanza e dedizione al di là di ogni sacrificio.
Il momento conclusivo, in cui la nostra speranza più grande era quella di stringergli almeno la mano, si prospettò oltre ogni nostro desiderio: mio marito, vedendo Papa Francesco avvicinarsi sempre più, tremava dall’emozione, “Il Santo Padre! Il Santo Padre!” mi disse con commozione mentre io ero totalmente immobile, frastornata da quanto stava per accadere di lì a poco. Ed eccolo lì, davanti a noi, vicinissimo, stringendoci in un abbraccio, io gli posai una mano sul petto quasi a voler davvero constatare che non si trattasse di un sogno, “Santo Padre noi veniamo da Palermo!” esclamò con gli occhi lucidi mio marito e Papa Francesco (così alto da farmi sparire nel suo abbraccio) ci sorrise e con occhi esprimenti gentile stupore ci rispose con interesse.
Il minuto a noi dedicato ormai era passato oltre e noi, per l’intero giorno (e ancora oggi), non facemmo altro che ripetere al vento “Il Santo Padre! Ci ha benedetti! Ma ci pensi?! Il Santo Padre!”.
Non abbiamo scelto di partecipare all’udienza perché ‘fa tendenza’ o perché così avremmo incontrato una grande personalità, abbiamo fatto questa scelta perché, in un mondo dove il matrimonio e i valori dell’amore e della fede vengono spesso male interpretati, avevamo bisogno di essere confortati e rassicurati, così come il Santo Padre ha fatto, avevamo bisogno di questo abbraccio che ci sostenesse nella grande avventura matrimoniale, avevamo bisogno che Dio ci prendesse in braccio e ci dicesse di non preoccuparci, perché la vita in due è appena cominciata. E sarà bellissima».

 Martina e Vito, novelli sposi, Palermo

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