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mercoledì 15 luglio 2020
 
Stasera in Tv
 

Papa Francesco: «Il documentario sui senzatetto è un salutare "schiaffo”»

11/04/2020  Rai 1 trasmette stasera "Al di qua", un documentario del 2017 su un gruppo di senzatetto torinesi molto apprezzato dal Pontefice che ha scritto una toccante lettera al regista finora inedita. Eccola.

Sabato 11 Aprile su Rai 1, dopo la Veglia Pasquale celebrata da Papa Francesco, e dopo una puntata speciale di Porta a Porta sulla Veglia di Resurrezione, verrà messo in onda  alle ore 23.55 il  docu-film “Al di qua” di  Corrado Franco. Ambientato a Torino, è la storia di senzatetto trovato morto per strada nel suo giaciglio, adiacente a un ospedale dove spesso passava il suo tempo. Quaranta suoi amici senzatetto entrano nell’ospedale, come un fronte unito, quasi come nel dipinto “Quarto Stato” di Pellizza da Volpedo, per rendergli l’estremo saluto.

Girato nel 2017, è un docufilm profondamente religioso, più attuale che mai, in questo drammatico periodo di pandemia, durante il quale i senza fissa dimora sono lasciati quasi del tutto a se stessi. E a causa della crisi economica derivante dalla pandemia, la povertà e i senza fissa dimora sono destinati a aumentare in tutto il mondo.

Il docufilm è resto ancora più toccante dal fatto che il senzatetto Rodolfo Spagone da cui inizia il film è poi morto nella realtà poco dopo.  E poiché “Al di qua” è stato in corsa per l'Oscar 2018 nella categoria  Best Documentary Feature, Rodolfo è ricordato per sempre  nel sito degli Oscar tra le personalità di cinema mancate nel 2017-2018. 

Oggi la cappella dell'Ospedale Martini di Torino dove è stato girato in parte il docu-film "AL DI QUA" è diventata, causa emergenza COVID, un reparto con letti e ossigeno annesso. Le bocchette di ossigeno furono predisposte circa trent'anni fa da Antonio Morra, anestesista, esperto di Medicina delle catastrofi. Si allega qui foto chiesetta ora diventata reparto ospedaliero..

Papa Francesco, che ha visto e molto amato il film, ha scritto a Natale 2017 una lettera, finora tenuta inedita. Ecco il testo:

«La “salita al cielo” del caro Rodolfo Spagone, protagonista del film documentario “Al di qua”, è realmente avvenuta. Trova eco nel mio cuore la sua preghiera: «Signore dà a ciascuno la sua giusta morte, quel venir meno che procede da una vita in cui ha avuto amore e ancora conoscenza e pena». È proprio vero, quanto lei afferma, che la realtà della vita supera sempre la fantasia. Ora Rodolfo è stato esaudito e, ne sono certo, sta in buone mani, tra le braccia della Mamma che è nei Cieli, alla cui maternità dolcissima il regista ha dedicato il film. La ringrazio per avermelo inviato in dono e le chiedo di partecipare al dottor Corrado Franco e a tutti gli operatori la mia più sentita riconoscenza, particolarmente perché hanno saputo proporre verità e non finzione. 

La sofferenza inimmaginabile di un popolo di fratelli ci interroga,  interpella senza mezzi termini la nostra credibilità di uomini e di cristiani. I loro sguardi si riassumono nell’interrogativo di Emanuel: «Dov’è Dio?». In quel grido esistenziale è Dio stesso che ci interroga: «Ho avuto fame e non mi avete da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato». Sono questi gli appuntamenti che Dio ha stabilito con ciascuno di noi e rimane in attesa che si manifesti la sua presenza nell’incontro con i fratelli che osiamo chiamare ultimi. Ultimi secondo le graduatorie del mondo, ma primi secondo la novità del Vangelo. In una società lacerata dalla logica del profitto che produce sempre nuove povertà e genera la cultura dello scarto, non desisto dall’invocare la grazia di una Chiesa povera e per i poveri. Occorre guardare il mondo con gli occhi dei poveri per mettersi al servizio della salvezza di tutti.

Vi assicuro che questa preziosa produzione cinematografica appartiene al cuore di Dio e, pertanto, vi incoraggio a non desistere dal proporre capillarmente questo salutare “schiaffo” alla mondanità. Auguro a lei, al dottor Corrado Franco e a tutti i collaboratori, di vivere l’autentico Natale di Cristo. Il Signore vi benedica. Per favore, non dimenticate di pregare per me.

Francesco

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