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Papa Francesco, "lezioni" di matrimonio sul lungomare

21/03/2015  Papa Francesco conclude la visita a Napoli dialogando con i giovani e gli anziani. E spiegando l'importanza della preparazione al matrimonio, che non è "come un corso di lingue".

Il Papa a Napoli durante l'incontro con i giovani (Reuters).
Il Papa a Napoli durante l'incontro con i giovani (Reuters).

«Fate la pace lo stesso giorno perché il rancore freddo del giorno dopo è più difficile da superare». Papa Francesco dà consigli alle coppie presenti, insieme ai tanti giovani, all'incontro finale sul lungomare di Napoli. Ma anche ai ragazzi che «non si vogliono sposare perché non è di moda». C'è una cultura del secolarismo, «ci sono modelli che vengono da tante parti del mondo, c'è anche la teoria del gender, ci sono attacchi alla famiglia. Per questo ho convocato il sinodo, per discuterne».

La famiglia è in crisi, ma per uscire da queste difficoltà non basta parlarne, ci vogliono soprattutto «testimonianza e preghiera».

Il Papa spiega l'importanza della formazione all'affettività, al matrimonio. Cita l'esempio di due persone che conosce che, dopo tanti anni di convivenza volevano sposarsi, ma rimandavano perché volevano scegliere «una chiesa che si intonasse con il vestito e un ristorante vicino alla chiesa. E io ho chiesto: è questa la vostra fede?». Il matrimonio è una cosa seria, impegnativa, che richiede un di più di generosità e di capacità di pensare al plurale.

E non si può arrivare a sposarsi facendo solo il corso prematrimoniale. «Il matrimonio non è come un corso di lingue: diventare sposi in otto lezioni», dice papa Francesco, «ci vuole un cammino che parte da molto prima, ci vuole la testimonianza della famiglia».

Parla ancora a braccio il Papa. E mette insieme giovani e anziani: «Una società che non cura i giovani e gli anziani non ha futuro. Una società che ha a cuore il futuro cura i giovani dandogli un lavoro e ha cura degli anziani che sono quelli che portano la saggezza della vita». Infine fa recitare ancora una volta a tutti l'Ave Maria. E si congeda da Napoli con il consueto «'A Maronna v'accompagne», sulle note di O sole mio.

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