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mercoledì 23 settembre 2020
 
ANGELUS
 

Papa Francesco: «Nel cristianesimo non è l'uomo a sacrificarsi per Dio, ma il contrario»

19/01/2020  Le riflessioni del Pontefice all'Angelus di oggi che ha al centro la testimonianza di Giovanni il Battista su Gesù dopo il battesimo nel fiume Giordano. Un pensiero anche alla Conferenza di Berlino sulla Libia in corso, con l'auspicio che sia «l'avvio verso la pace»

Qual è la specificità del cristianesimo rispetto alle altre religioni? Questa domanda è al centro dell’Angelus di oggi di papa Francesco. Partendo dalla testimonianza del Giovanni Battista su Gesù dopo il battesimo sul fiume Giordano, contenuta nel Vangelo di Giovanni, il Pontefice, sotto un bel sole che ha inonda una piazza San Pietro affollata, ricorda che il Battista “è stato il primo testimone di Cristo” e non può fare a meno di raccontare la sua esperienza:  “Giovanni ha visto qualcosa di sconvolgente, cioè il Figlio amato di Dio solidale con i peccatori; e lo Spirito Santo gli ha fatto comprendere la novità inaudita, un vero ribaltamento. Infatti, mentre in tutte le religioni è l’uomo che offre e sacrifica qualcosa a Dio, nell’evento Gesù è Dio che offre il proprio Figlio per la salvezza dell’umanità”.

Giovanni Battista riconosce in Gesù “l’agnello di Dio” venuto per togliere i peccati del mondo e Francesco afferma che la sua testimonianza ci invita  a "lasciarci nuovamente sorprendere dalla scelta di Dio di stare dalla nostra parte, di farsi solidale con noi peccatori, e di salvare il mondo dal male facendosene carico totalmente”

Papa Francesco invita quindi a desiderare, imparando dal Battista, di conoscere di più Gesù: “Contempliamo con gli occhi e più ancora col cuore; e lasciamoci istruire dallo Spirito Santo, che dentro ci dice: È Lui! È il Figlio di Dio fattosi agnello, immolato per amore. Lui, Lui solo ha portato, Lui solo ha sofferto, ha espiato il peccato, il peccato di ognuno di noi, il peccato del mondo, e anche i miei peccati. Tutti. Li ha portati tutti su di sé e li ha tolti da noi, perché noi fossimo finalmente liberi, non più schiavi del male".

Alla Vergine Maria, infine, il Papa chiede di intercedere perché anche in noi ci sia “la forza di rendere testimonianza al suo Figlio Gesù”, e di annunciarlo con le parole e “con una vita liberata dal male”.

Al termine della preghiera dell’Angelus, prima dei saluti ai gruppi presenti in Piazza San Pietro, Francesco ha rivolto il suo pensiero alla Conferenza di Berlino sulla Libia in corso oggi, auspicando possa essere “l’avvio di un cammino” verso la pace e “la stabilità del Paese”. Quindi Francesco ricorda che questo è l’Anno dell’Infermiere e dell’Ostetrica e invita a pregare per “il loro prezioso lavoro”.

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