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sabato 23 ottobre 2021
 
La riforma
 

Papa Francesco "aggiorna" l'ordinamento giudiziario Vaticano

16/03/2020  Con una legge promulgata il 16 marzo 2020, il pontefice introduce una riforma organica dell'ordinamento giudiziario vaticano per adeguare alle esigenze più attuali la giustizia civile e penale dello stato. Ecco le novità.

Il 16 marzo 2020, Papa Francesco ha promulgato la legge numero CCCLI, con cui riforma l’ordinamento giudiziario dello Stato della Città del Vaticano.

«Amministrare la giustizia», scrive il Papa nell’introduzione al nuovo testo normativo, «non è soltanto una necessità di ordine temporale. La virtù cardinale della giustizia, infatti, illumina e sintetizza la finalità stessa del potere giudiziario proprio di ogni Stato, per coltivare la quale è essenziale anzitutto l’impegno personale, generoso e responsabile, di quanti sono investiti della funzione giurisdizionale. Oltre a ciò, sono necessarie istituzioni e discipline che ne favoriscano un esercizio tempestivo ed efficace». Per questo motivo: «a distanza di più di trent’anni da quando il mio venerato predecessore San Giovanni Paolo II volle che fosse promulgata la Legge N. CXIX che approva l’Ordinamento giudiziario dello S.C.V., del 21 novembre 1987, ritengo che l’attuale contesto storico e istituzionale, sensibilmente diverso da quello di allora, richieda una parziale modifica del sistema».

La nuova legge viene a seguito di una serie di riforme normative in materia economico-finanziaria e penale, dovuta anche all’adesione a importanti convenzioni internazionali ma nello stesso tempo conserva e assicura la specificità del diritto vaticano che riconosce nell’ordinamento canonico la prima fonte normativa e il primo criterio di riferimento interpretativo. Provvede a meglio garantire l’indipendenza degli organi giudiziari e dei magistrati che dipendono soltanto dal Sommo Pontefice che li nomina e sono soggetti, però, soltanto alla legge nell’esercizio delle loro funzioni, che esercitano con imparzialità e disponendo direttamente della polizia giudiziaria. Chiede specifici requisiti per la nomina dei magistrati che sono scelti tra professori universitari e comunque tra giuristi di chiara fama, con una comprovata esperienza, giudiziaria o forense nell’ambito del diritto civile, penale e amministrativo Semplifica sistema giudiziario, e intanto aumenta di una unità l’organico del Tribunale, prevedendo un regime di tempo pieno ed esclusività professionale per almeno uno dei giudici. Rafforza l’indipendenza dell’Ufficio del Promotore di Giustizia, prevendogli un capo autonomo e mantenendolo però ben distinto da quello riguardante il Tribunale. Eleva di un anno, dai 74 ai 75 anni l’età di collocamento a riposo dei magistrati vaticani e prevede, per la prima volta, una tipizzazione dei possibili provvedimenti disciplinari a carico degli avvocati che esercitano presso gli organi giudiziari dello Stato Vaticano.

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