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Il Papa prega per le famiglie: «Dio muta in miracolo ciò che a noi sembra impuro»

06/07/2015  Francesco visita il Santuario della misericordia, celebra la Messa con migliaia di fedeli a Guayaquil, la città più popolosa dell'Ecuador, e dedica l'omelia alla famiglia: «Vi invito a intensificare le vostre preghiere per questa intenzione, perché persino quello che a noi sembra impuro, ci scandalizza o ci spaventa, Dio, facendolo passare attraverso la sua “ora”, lo possa trasformare in miracolo»

Una preghiera silenziosa alla presenza di centinaia di fedeli anziani e malati. Papa Francesco, dopo i saluti al suo atterraggio comincia il viaggio in Ecuador dal santuario della Divina misericordia di Guayaquil. Tappa particolarmente significativa soprattutto in vista del giubileo della misericordia che si aprirà l'8 dicembre in Vaticano. E all'Anno santo papa Francesco fa esplicito riferimento nel corso della sua omelia per la messa celebrata al Parque de Los Samanes di Guayaquil.
Nel salutarlo, prima della messa, il vescovo della diocesi, monsignor Antonio Arregui Yarza, aveva subito sottolineato la presenza di tanti bambini e di tante famiglie venute ad ascoltarlo.
E commentando le letture, papa Francesco fa una sorta di sintesi delle catchesi che sta tenendo il mercoledì proprio sulla famiglia. «Poco prima di cominciare l’Anno Giubilare della Misericordia», dice Francesco, «la Chiesa celebrerà il Sinodo Ordinario dedicato alle famiglie, per maturare un vero discernimento spirituale e trovare soluzioni concrete alle molte difficoltà e importanti sfide che la famiglia deve affrontare nel nostro tempo». Ricorda le tre parole chiave per vivere bene in famiglia: Permesso, scusa, permesso. Ribadisce che in tutte le famiglie si litiga, ma l'impordante è il perdono e sapere che «nella famiglia non si scarta nessuno».
«Il modello è Maria, che, come spiega il Vangelo, fa presente a Gesù che gli sposi non hanno più vino. «Una madre attenta», dice il Papa. E fa ripetere per tre volte ad alta voce ai fedeli che «Maria è madre».
«In quelle nozze già iniziate», insiste il Papa, «Maria è sollecita verso le necessità degli sposi. Non si isola in sé stessa, centrata nel proprio mondo, al contrario, l’amore la fa “essere verso” gli altri. E perciò si rende conto della mancanza del vino. Il vino è segno di gioia, di amore, di abbondanza. Quanti adolescenti e giovani percepiscono che nelle loro case ormai da tempo non c’è più questo vino! Quante donne sole e rattristate si domandano quando l’amore se n’è andato scivolando via dalla loro vita! Quanti anziani si sentono lasciati fuori dalle feste delle loro famiglie, abbandonati in un angolo e ormai senza il nutrimento dell’amore quotidiano! La mancanza di vino può essere anche la conseguenza della mancanza di lavoro, delle malattie, delle situazioni problematiche che le nostre famiglie attraversano».
Ma Maria non pretende, prega suo figlio. E pregando anticipa l'ora di Dio. Seppure la risposta iniziale di Gesù è scoraggiante - «che ho a che fare con te donna» - Maria continua ad avere fede e ci insegna «a porre le nostre famiglie nelle mani di Dio; a pregare, alimentando la speranza che ci indica che le nostre preoccupazioni sono anche le preoccupazioni di Dio».
E pensando a tutte le difficoltà, alle fatiche, alle crisi, alle ferite, il Papa aggiunge la richiesta di pregare molto per il Sinodo per la famiglia: «Vi invito a intensificare le vostre preghiere», dice Francesco, «per questa intenzione, perché persino quello che a noi sembra impuro, ci scandalizza o ci spaventa, Dio –facendolo passare attraverso la sua “ora” – lo possa trasformare in miracolo».
Infine ricorda: «Tutto ebbe inizio perché “non avevano più vino”, e tutto si è potuto compiere perché una donna – la Vergine – è stata attenta, ha saputo porre nelle mani di Dio le sue preoccupazioni, ed ha agito saggiamente e con coraggio. Però non è degno di minor considerazione il dato finale: hanno gustato il vino migliore. E questa è la buona notizia: il vino migliore è quello che sta per essere bevuto, la realtà più amabile, profonda e bella per la famiglia deve ancora arrivare. Viene il tempo in cui gustiamo l’amore quotidiano, in cui i nostri figli riscoprono lo spazio che condividiamo e gli anziani sono presenti nella letizia di ogni giorno. Il vino migliore sta per venire per ogni persona che ha il coraggio di amare. E viene anche se tutte le possibili variabili e le statistiche dicessero il contrario. Il vino migliore sta per venire per quelli che oggi vedono crollare tutto». Il vino migliore deve ancora venire ripete il Papa più volte e invita i presenti: «Sussurratevelo nel vostro cuore in silenzio fino a crederci: il vino migliore sta per arrivare, e sussurratelo ai disperati e a quelli con poco amore. Dio si avvicina sempre alle periferie di coloro che sono rimasti senza vino, di quelli che hanno da bere solo lo scoraggiamento; Gesù ha una preferenza per versare il migliore dei vini a quelli che per una ragione o per l’altra ormai sentono di avere rotto tutte le anfore». 

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