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E si scioglie il sangue di San Gennaro

21/03/2015  Pranzo con i detenuti e incontro in cattedrale con i consacrati e i sacerdoti. E il sangue di San Gennaro comincia a sciogliersi mentre il Papa finisce di parlare.

Il Papa bacia l'ampolla con il sangue di San Gennaro (Reuters).
Il Papa bacia l'ampolla con il sangue di San Gennaro (Reuters).

Improvvisa tutto il pomeriggio, papa Francesco. Dà i discorsi per letti, ma poi parla a braccio ai detenuti, circa 100, con i quali ha pranzato nel carcere di Poggioreale: «Dio è presente anche in questi luoghi», dice ai 12 seduti con lui e con il procuratore delle carceri. Poi li saluta uno a uno prima di arrivare in cattedrale per l'incontro con le religiose, i religiosi e i sacerdoti. Al termine dell'incontro il cardinale Sepe annuncia che «il sangue di San Gennaro si è già sciolto per metà» e il Papa ribatte: «Il vescovo dice che il sangue è per metà sciolto, segno che il santo ci vuole bene per metà, dobbiamo convertirci un po' tutti perché ci voglia più bene».

Un discorso lungo e denso quello ai consacrati - «lo dico in generale intendendo anche i sacerdoti», precisa il Papa. Parla della testimonianza dell'essere sempre in cammino citando il caso di una suora anziana che gli ha chiesto la benedizione in articulo mortis, «ma per andare lontano a rimettere su una comunità», la testimonianza del non litigare «perché non abbiamo lasciato di avere una famiglia dei figli, per finire a litigare con il vescovo», la testimonianza della gioia: «I consacrati o i sacerdoti noiosi con amarezza di cuore, tristi, hanno qualcosa che non va e devono andare da un buon consigliere spirituale, da un amico e dire "non so cosa succede nella mia vita". Quando non c’è la gioia c’è qualcosa che non va».

E ancora il Papa incoraggia ad avere al centro Gesù e suggerisce ai seminaristi di ritardare l'ordinazione se non si è certi di questo. «Un’altra testimonianza», dice il Papa, «è lo spirito di povertà, anche per i sacerdoti che non hanno voto di povertà, ma hanno lo spirito di povertà. Quando nella Chiesa entra l’affarismo, sia nei sacerdoti che nei religiosi, è brutto. Io ricordo una grande religiosa, una brava donna, una grande economa e faceva bene il suo mestiere, l’ho osservata e aveva il cuore attaccato ai soldi e selezionava la gente, inconsciamente, in base ai soldi che aveva. Era economa di un collegio importante, ha fatto grandi costruzioni, ma si vedeva questo attaccamento. E l’ultima umiliazione che ha avuto questa donna è stata pubblica. Aveva più o meno 70 anni ed era con altri professori, ha avuto una sincope ed è caduta, una professoressa ha detto questo: "Mettile un biglietto di cento pesos e vediamo se così reagisce". La poverina era già morta, ma questa è stata l’ultima parola che è stata detta quando ancora non si sapeva se era morta, una brutta testimonianza». Si possono avere dei risparmi, ma il nostro cuore non deve essere là, spiega ancora papa Francesco.

E, ancora, la misericordia: fare le opere di misericordia spirituale e materiale.  Infine il Papa ricorda tre cose: «Primo la adorazione. Io chiedo, ringrazio, dò lode al Signore, ma adoro il Signore? Riprendere l’adorazione di Dio. Secondo: non puoi amare Gesù senza amare la sua sposa: l’amore alla Chiesa. Tanti tanti preti ho conosciuto che amavano la Chiesa e si vedeva che amavano la Chiesa. E terzo: lo zelo apostolico cioè la missionarietà. L’amore alla Chiesa ti porta a farla conoscere, a uscire da te stesso per andare fuori a predicare la rivelazione di Gesù».

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"San Gennaro vuol bene al Papa, sangue liquefatto a metà"
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