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lunedì 27 giugno 2022
 
Angelus
 

Il Papa: "I profughi vanno distribuiti con equità"

28/02/2016  Dopo aver accolto con favore la notizia della tregua in Siria, Bergoglio parlando in piazza San Pietro ha elogiato i Paesi in prima linea nell'affrontare l'emergenza umanitaria di chi fugge dalla guerra, invitando gli altri a non chiudersi in sè stessi.

Un Angelus all'insegna della speranza per " la notizia circa la cessazione delle ostilità in Siria", ma anche un severo monito nei confronti di chi, di fronte al dramma dei profughi, volge lo sguardo dall'altra parte. Papa Francesco ha ricordato che "i profughi che fuggono da guerre e altre situazioni disumane", ha elogiato in particolare, «la Grecia e gli altri paesi che sono in prima linea», i quali «stanno prestando a essi un generoso soccorso, che necessita della collaborazione di tutte le nazioni». Ma ha anche esortato a «una risposta corale» che «può essere efficace e distribuire equamente i pesi». 

Dopo aver pregato per le vittime del ciclone che ha devastato le isole Fiji,  Francesco ha riflettuto sul fatto che «di fronte a certe disgrazie e a eventi luttuosi, può venirci la tentazione di scaricare la responsabilità sulle vittime, o addirittura su Dio stesso». Ma «il Vangelo ci invita a riflettere: che idea di Dio ci siamo fatti? Siamo proprio convinti che Dio sia così, o quella non è piuttosto una nostra proiezione, un dio fatto a nostra immagine e somiglianza?». Al contrario «Gesù ci chiama a cambiare il cuore, a fare una radicale inversione nel cammino della nostra vita, abbandonando i compromessi con il male - e questo lo facciamo tutti - le ipocrisie - ma io credo che tutti le facciamo le ipocrisie - per imboccare decisamente la strada del Vangelo. Ma ecco di nuovo la tentazione di giustificarci: “Da che cosa dovremmo convertirci? Non siamo tutto sommato brava gente?”». Un appello ad «abbandonare i compromessi con il male, che li facciamo tutti, e l’ipocrisia, della quale ognuno ha un pezzetto». 

 

Dopo l’Angelus, il Papa ha salutato «il gruppo venuto in occasione della Giornata per le malattie rare, con una preghiera speciale e un incoraggiamento alle vostre associazioni di mutuo aiuto».  

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