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venerdì 07 agosto 2020
 
Il Papa in Emilia
 

«Nell'educare i figli siate coraggiosi come dopo il terremoto»

02/04/2017  Dopo la Messa e l'Angelus a Carpi, Francesco ha chiuso il suo viaggio nelle terre emiliane colpite dal sisma del 2012 a Mirandola, nel Duomo dell'Assunta. E ha deposto un mazzo di fiori in ricordo delle vittime del sisma sull’altare ancora scheggiato.

E’ entrato nel duomo dell’Assunta di Mirandola ferito dal terremoto di cinque anni fa e ha deposto un mazzo di fiori in ricordo delle vittime del sisma sull’altare ancora scheggiato. Papa Francesco è passato sotto il reticolo di tubi d’acciaio che sorregge le volte della chiesa madre di Mirandola accompagnato dai Vigili del Fuoco e ha sostato pochissimi minuti in preghiera. Poi sulla piazza ha parlato alla folla. Il vescovo di Carpi mons. Francesco Cavina ha annunciato che i lavori per il restauro del Duomo partiranno all’inizio dell’estate perché sono finalmente arrivati tutti i permessi per aprire il cantiere. Il Papa ha ricordato i segni che ha visto percorrendo le strade di Mirandola di “una prova tanto dura”, e la visita di Benedetto XVI ad un mese dal sisma che “venne in questo territorio a portare la solidarietà e l’incoraggiamento suo personale e dell’intera comunità ecclesiale”.

 

Lui adesso è tornato per confermare l’affetto e incoraggiare “il cammino che ancora resta da fare nella ricostruzione”: “So bene quanto il terremoto abbia compromesso il patrimonio umano e culturale di questa vostra terra. Penso ai disagi che avete subito: le ferite alle case, alle attività produttive, alle chiese e agli altri monumenti, carichi di storia e di arte e simbolo della spiritualità e della civiltà di un popolo. Ma penso soprattutto alle ferite interiori: la sofferenza di chi ha perso i suoi cari e di chi ha visto disperdersi i sacrifici di una vita intera”.

 

Aggiungendo una frase al testo scritto ha esortato la gente ad “avere il coraggio di far crescere i figli in quel coraggio che avete avuto al momento delle ferite”. Ha osservato che “molto è stato fatto”, ma adesso, ha sottolineato, “è quanto mai importante un deciso impegno per recuperare anche i centri storici: essi sono i luoghi della memoria storica e sono spazi indispensabili della vita sociale ed ecclesiale”.

 

Il Papa prima di ripartire in elicottero per Roma ha deposto un mazzo di fiori al monumento che ricorda le 28 vittime del terremoto davanti alla chiesa di San Giacomo Roncole di Mirandola. Si tratta di una stele formata da 28 pezzi di acciaio che sono spezzati ad altezze differenti ad indicare le età, le provenienze e le diverse fedi delle vittime. Il movimento che richiama la stele è quelle dell’onda dei due terremoti che hanno colpito la zona il 20 e il 29 maggio 2012. Il memoriale è stato voluto dal vescovo di Carpi.

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Il Papa a Carpi, bagno di folla
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