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Parigi, noi genitori e la normalità rubata

14/11/2015  Dopo il massacro nel cuore della Francia abbiamo bisogno di tornare a gustare i gesti semplici di ogni giorno come poter uscire di casa la sera senza la paura di non tornare più e che il terrore ci ha violentemente strappato

Potrebbe essere un sabato normale. I ragazzi tornati da scuola cominceranno a parlare di che cosa fare questa sera: cinema, discoteca, teatro o stadio?  Come sarà successo ieri a Parigi dove a una certa ora in tante case sarà cominciato il classico rituale di sempre:lo sguardo all'orologio, il cellulare ripreso mille volte nella speranza di ricevere il solito tardivo messaggio rassicurante e di essere costretti a fare il discorsetto mille volte rifatto sull'inaccettabile ritardo. Ma per tanti papà e mamme questa volta non sarà andata così... Verrà il tempo delle analisi politiche ma il primo gesto spontaneo del cuore di tutti noi, mamme e papà, italiani ed europei, è abbracciare questo dolore assurdo e inutile, persino a chi l'ha provocato. È il tempo della preghiera e della compassione. E anche della consapevolezza che siamo tutti francesi, europei e soprattutto uomini che forse hanno bisogno di tornare a gustare che dono grande possa essere poter uscire di casa una sera senza il terrore di non tornare più

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