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Scola presenta i "Dialoghi di vita buona" e rilancia sulla moschea a Milano

16/11/2015  L’arcivescovo di Milano e il filoso massimo Cacciari, insieme al direttore del Piccolo Teatro Sergio Escobar, hanno presentato i “Dialoghi di vita buona”, un cammino biennale proposto alla città di Milano dal cardinale nella sua ultima lettera pastorale che prenderanno avvio il 24 novembre. «Dopo Parigi bisogna intensificare il dialogo per la pace», ha detto Scola che si è detto favorevole alla moschea «Non c’è libertà di religione senza luoghi di culto»

«La pace ha bisogno di molto dialogo, che non è un “volemose bene” evitando i nodi problematici. D’altronde, gli ultimi anni hanno dimostrato come la scelta della guerra abbia provocato solo disastri». Lo dice il cardinale Angelo Scola con lo sguardo – e l’invito alla preghiera – rivolto a Parigi ma anche al Medio Oriente, dove la “guerra preventiva” in Iraq del 2003 ha avviato la distruzione di duemila anni di convivenza tra religioni diverse. «È impressionante e istruttivo – continua l’arcivescovo di Milano – ascoltare i racconti dei patriarchi delle Chiese cristiani orientali sui loro buoni rapporti con la popolazione e le autorità musulmane. Penso ad esempio al Patriarca del Libano, venuto nella nostra città a fine mese». E non è un caso che proprio il Libano, con la sua convivenza plurale, sia nel mirino dell’Isis, come dimostra l’attentato a Beirut della scorsa settimana. «Di fronte ai fatti di Parigi – dice il filosofo Massimo Cacciari – il rischio è di ragionare meno, mentre essere all’altezza delle tragedie vuol dire essere ancora più competenti e capaci di analisi ragionate, sistemiche e quindi di lungo periodo. Tanto più in Occidente, patria della razionalità. Aristotele spiegava che il generale buono è colui che conduce la guerra sapendo a quale pace mirare, altrimenti fa solo disastri. E noi cosa vogliamo?».

Scola e Cacciari, insieme al direttore del Piccolo Teatro Sergio Escobar, intervengono alla presentazione dei “Dialoghi di vita buona”, un cammino biennale proposto alla città di Milano dal cardinale nella sua ultima lettera pastorale “Educarsi al pensiero di Cristo”, quando chiedeva «percorsi comuni per l’identificazione della vita buona nella nostra società plurale». «L’idea è mia, ma la paternità – ha subito precisato Scola – è condivisa con Massimo Cacciari». Con il filosofo collaborano dai tempi in cui erano patriarca e sindaco a Venezia. Insieme hanno raccolto trenta personalità milanesi: «Non è un’iniziativa della Curia – spiega il cardinale – ma l’avvio di un processo in cui la Chiesa ambrosiana ha voluto giocare il proprio ruolo di attore che genera cultura e contribuisce a costruire la vita buona nella nostra società locale. I “Dialoghi” saranno un luogo di confronto laico».

E infatti nel comitato scientifico ci sono i rettori di quattro università milanesi (Politecnico, Cattolica, Statale, Bicocca), i presidenti di istituzioni culturali ed economiche (Fondazione Cariplo, Aaster, Assolombarda, Ispi, Ambrosianeum, Generali, il Piccolo, Triennale), il prefetto Tronca, il rabbino capo Arbib e il presidente della Casa della cultura musulmana Mahmoud Asfa.

Alla presentazione, proprio quest’ultimo interviene dicendo: «Condanniamo questi attentati barbari, per noi sono uno stimolo in più per continuare il dialogo tra le religioni iniziato a Milano con il cardinale Martini nel 1990». E aggiunge Scola: «È molto importante che gli esponenti islamici, come stanno facendo, dicano chiaramente la loro radicale contrarietà agli attentati. Siamo in un momento di evoluzione all’interno del mondo musulmano: deve consolidarsi la distinzione religiosa e politica, come antidoto all’islam estremista che vuole diventare padrone con la forza». È un processo interno all’islam, ma anche le società europee sono chiamate a fare la loro parte: «Per esempio la laicità neutrale alla francese, che nasconde i simboli delle religioni, ha fallito».

Così come il cardinale torna a dirsi favorevole alla costruzione di una moschea a Milano: «Non c’è libertà di religione senza luoghi di culto. D’altro canto, è giusto porre delle condizioni: verificare chi sono le autorità che gestiscono la moschea, che non sia luogo di indottrinamento fondamentalista, che i sermoni siano in italiano e che si tenga conto della posizione su cui sorgerà, dato che la presenza cristiana in città è millenaria». Sempre con la mente a Parigi, Scola invita a chiedersi «come mai ragazzi di terza generazione diventino foreign fighters?». Eppure, ribadisce, «il meticciato di civiltà e di culture è un fatto, un processo inarrestabile e occorre esserne consapevoli».

Di fronte al calo demografico è in corso «una rigenerazione del cittadino europeo». «Angela Merkel – continua Scola – progetta di accogliere un milione e duecentomila migranti inserendoli in un percorso di integrazione e di crescita della Germania. Noi abbiamo solo risposte assistenziali, non un progetto». Secondo il cardinale, «stiamo vivendo un cambiamento di epoca, non un’epoca di cambiamento. È qualcosa che non ha precedenti, ma l’analisi è segnata da discontinuità dominante per cui spesso si riduce il tutto a frammento». Quella del “sistema” sarà invece l’approccio seguito dai “Dialoghi di vita buona”, a partire dal primo incontro, il prossimo 24 novembre alle 20.30 al Piccolo Teatro, dedicato alle migrazioni. Oltre a Cacciari, interverranno Gad Lerner, il direttore dell’Ispi Paolo Magri e il preside della Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale Pierangelo Sequeri. Esporranno le loro tesi e il dialogo con il pubblico proseguirà con la formula dei Ted Events. I successivi incontri (2 marzo e 23 maggio) continueranno a esplorare il tema del confine, ma da un punto di vista diverso: quello del corpo (maschio/femmina e vita/morte) e il bene comune.  

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