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giovedì 30 giugno 2022
 
LA TESTIMONIANZA
 
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Paola Melato: «Come mia zia Mariangela vedo nella Vergine la madre che ascolta»

15/11/2020  La cantante racconta un lato spirituale inedito della famosa attrice e l’influenza che ha giocato su di lei. «Per lei la Madonna era la mamma ideale e dolce, pronta sempre a perdonare, anche quando ci si comporta male. Le piaceva il significato del Rosario ed era legatissima al santuario di Loreto». L'intervista integrale sul numero di Maria con te in edicola .

Mariangela Melato, 1941-2013, durante uno spettacolo teatrale. Foto Ansa
Mariangela Melato, 1941-2013, durante uno spettacolo teatrale. Foto Ansa

«Bisogna diffidare di due tipi di persone: quelle che non hanno personalità e quelle che ne hanno più di una». Questa frase di Mariangela Melato, scomparsa l’11 gennaio 2013 a 69 anni, definisce in modo preciso il suo carattere. La grande attrice era dotata di una fortissima personalità, proprio per questo era capace di calarsi nei ruoli fino a diventare i suoi stessi personaggi, per poi uscirne illesa. Abbiamo chiesto alla nipote di Mariangela, la cantante Paola Melato, di raccontarci un aspetto sconosciuto dell’indimenticabile artista: la sua fede e il suo rapporto di profondo amore verso la Madre Celeste. Ne è emerso un ritratto davvero inedito che getta nuova luce sulla compianta signora del palcoscenico, ma anche una bella testimonianza di fede da parte di Paola.    

Paola, la vostra è una famiglia religiosa?

«Sì, certamente. Mio padre Ermanno era musicista e suonava durante le celebrazioni religiose. Per le feste andavamo sempre tutti insieme a Messa. La nostra è sempre stata una famiglia molto unita. Mia nonna Lina tramandò questo valore a zia Mariangela: anche se abitavamo in città diverse, lei organizzava sempre riunioni familiari per il santo Natale e per la santa Pasqua». 

Che carattere aveva Mariangela?

«Era una persona sensibile, molto dolce, dalla classe innata: anche quando le sfuggiva una parolaccia non urtava i nervi del prossimo. Non l’ho mai sentita nominare il nome di Dio invano. Nella vita quotidiana era molto diretta: andava sempre al dunque e se una cosa la urtava, la diceva. Non amava la vita mondana perché la considerava una perdita di tempo». (....)

 

La nipote, la cantante Paola Melato. Foto Ansa.
La nipote, la cantante Paola Melato. Foto Ansa.

In quali interpretazioni rivelò particolarmente questo suo modo di essere?

«Il suo lato angelico emergeva con forza in Aiutami a sognare di Pupi Avati e in Lo chiameremo Andrea di Vittorio De Sica. Quando interpretò il ruolo di madre, come nel film Caro Michele di Mario Monicelli, era come se la illuminasse  una luce interiore perché si ispirava alla Madonna. Il suo modo di vivere i personaggi aveva sempre qualcosa di mistico e anche in quelli più lontani da lei cercava sempre di trovare un lato positivo. Nella Monaca di Monza che in modo ironico definiva “un bel personaggino”,  cercava di capire perché fosse diventata così, restituendole l’umanità perduta». (...)

Mariangela era una donna di fede?

«Sì, anche se era molto riservata su questo argomento: dava già tutta se stessa al pubblico, voleva che la sua vita spirituale fosse qualcosa di legato solo alla sua vita privata».  (...)

Quali parrocchie frequentava Mariangela?

«Amava quelle del suo quartiere. A Milano aveva un piccolo appartamento in via San Marco, vicino alla chiesa di San Francesco.  Quando si trasferì  a Roma, trovò casa in via Santa Maria dell’Anima e anche quando traslocò poco distante, in via dei Coronari, si recava sempre a pregare nella chiesa di Santa Maria dell’Anima». (...)

Il testo integrale dell'ìintervista, con ulteriori dettagli sulla vita dell'attrice, sui suoi valori professati e vissuti, con anedotti e riflessioni della nipote, nel numero 46 di Maria con te in edicola.  

                                                                                                 Corrado Occhipinti Confalonieri     

 
 
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