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mercoledì 20 ottobre 2021
 
TORINO, PARLA UN POMPIERE
 

«Nessuno scoppio; abbiamo messo al sicuro disabili, bimbi e feriti»

05/06/2017  «Non ho sentito esplosioni nè urla particolari», racconta Sandro Ballo, caposquadra dei Vigili del fuoco, il 3 sera di servizio in piazza San Carlo. «La folla a un certo punto ha ondeggiato. Poi s'è messa a correre. Ho spostato transenne, portato via bambini e disabili, rialzato 4-5 persone cadute, trasportato feriti. Un incubo».

Compirà 50 anni a fine giugno, metà dei quali vissuti a salvare gente. Incendi. Alluvioni. Incidenti stradal. «Ma sabato 3 giugno è stato diverso. Per la prima volta non arrivavo sul posto dopo che l'evento era ormai capitato ma l'evento si è sviluppato davanti ai miei occhi, in diretta. Un incubo». Il 3 giugno Sandro Ballo era uno dei capisquadra impegnati nella vigilanza di piazza San Carlo. Con i suoi uomini e il loro mezzo era proprio dietro il palco occupato dalle televisioni, lato via Giolitti, da dove - come provano le immagini ripetutamente trasmesse dalle tv - è partita una delle ondate di panico. 

«Non ho sentito nessun botto», risponde quando gli si chiede se ha avvertito qualche esplosione attribuibile allo scoppio di un petardo o di una bomba carta. Così come, dice, non ha avvertito urla particolari. «Il Real aveva appena segnato», precisa, «in piazza regnava semmai uno scoraggiato silenzio. Ricordo invece nitidamente un rumore misto al tremore del suolo: la folla aveva iniziato a correre. Insieme ai miei colleghi ho spostato velocemente le transenne per consentire il deflusso della gente anche perchè lì nei pressi avevamo bambini e disabili su carrozzelle.Abbiamo visto molti cadere. Per esperienza sappiamo che uno ha a disposizione 20-30 secondi per rialzarsi, altrimenti viene calpestato. Abbiamo tirato su più gente possibile. Io, personalmente, ho aiutato a rialzarsi 4-5 persone». Poi, i feriti. «Ne abbiamo accompagnati diversi ai punti di pronto soccorso allestiti ai bordi della piazza. Ho visto il piccolo Kelvin, il bambino cinese: era assistito da un medico di colore». 

«In altri punti di piazza San Carlo i miei colleghi presenti facevano altrettanto». Uno di loro ha praticato un massaggio cardiaco che ha salvato una giovane signora piemontese di 38  anni travolta dalla folla in fuga. «Mi hanno colpito ancora due cose», conclude Sandro Ballo: «C'è stato un momento in cui tutti avevano perso qualcuno: chi il coniuge, chi il fratello, chi l'amico. Si rivolgevano angosciati a noi chiedendo una mano a trovarli. La seconda cosa è che la piazza era piena di non torinesi: c'era chi arrivava da Bologna, chi da Bari, chi dall'estero». Ballo e la sua squadra sono rimasti in piazza fino all'una di notte. Poche ore di sonno e poi sono tornati in servizio.

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