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lunedì 03 ottobre 2022
 
la svolta
 

Patrick Zaki torna libero, ma lo aspetta il processo

07/12/2021  Dopo 22 mesi in carcere torna libero lo studente e attivista egiziano che svolgeva un progetto di ricerca all'Università di Bologna. Dovrà presentarsi davanti ai giudici il 1° febbraio 2022

C’è finalmente un raggio di luce nella vicenda di Patrick Zaki, lo studente universitario e attivista egiziano in stato di detenzione dal 7 febbraio 2020. Il tribunale per reati minori della sicurezza dello stato di emergenza della seconda divisione di Mansoura ha deciso di rilasciarlo i con il rinvio del suo processo al 1 febbraio 2022. L’incubo giudiziario non finisce, ma almeno Zaki può riassaporare un po’ di libertò dopo 22 mesi di carcere.

Patrick Zaki, studente dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, venne fermato all’Aeroporto del Cairo, appena atterrato con un volo proveniente dall’Italia. In Egitto Zaki  avrebbe dovuto trascorrere solo una vacanza in compagnia dei suoi cari,  in una breve pausa delle sue attività universiutarie. E invece è iniziato l’incubo. Zak è stato preso di mira dalle autorità egiziane per il suo lavoro in favore dei diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social media.

Nel mandato di cattura le accuse nei confronti dello studente erano molto gravi: minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento a manifestazione illegale, sovversione, diffusione di notizie false e propaganda per il terrorismo. Reati che gli potrebbero costare fino a 25 anni di carcere.

Questi 22 mesi sono stati un calvario di udienze, nelle quali si era sempre deciso di allungare (a volte di 15 giorni, altre volte di 45 giorni), senza lo svolgimento di un processo,  la detenzione preventiva di Zaki, che lo scorso 16 giugno ha compiuto trent'anni in cella.

Non è ancora chiaro quando Patrick Zaki sarà scarcerato. “Speriamo già stasera”, si augura Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International, “anche se rimane sotto processo e dunque non è assolto. Ma è un passo avanti enorme”.

Zaki non era in aula al momento dell’annuncio della scarcerazione, ma all’esterno dell’aula del tribunale erano in attesa i genitori, la sorella e alcuni attivisti. La prossima liberazione di Patrick è stata accolta con un urlo di gioia.

Poco prima dell’udienza un diplomatico italiano aveva potuto avvicinare Zaki per chiederli come stava. “Bene, bene, grazie”.

Nei mesi scorsi era stata lanciata online la richiesta rivolta al presidente della Repubblica e al presidente del Consiglio Mario Draghi di attribuire la cittadinanza onoraria allo studente egiziano.

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L'abbraccio con i familiari e il grazie all'Italia, Patrick Zaki è libero
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