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Patty Pravo, 70 anni di musica e ricordi: «Sono ancora la ragazza del Piper, ma un po’ più buona»

09/04/2018  I ricordi della cantante, che compie oggi settant'anni: «Quella sera a mangiar sushi con Bowie...»

Riproponiamo l'intervista alla cantante del 2016.

Anche i Pooh sono venuti a Sanremo per festeggiare i 50 anni di carriera. Solo che loro sono venuti come ospiti, mentre Patty Pravo ha scelto di mettersi alla prova, dall’alto dei suoi splendidi 67 anni e degli oltre 110 milioni di dischi venduti in tutto il mondo. «Anch’io ero stata invitata come ospite. Ma è molto più divertente gareggiare. Spero di farlo per altri 50 anni. Andare lì e limitarmi a cantare i miei vecchi pezzi non mi faceva impazzire». Alla fine è tornata a casa con un ottimo sesto posto per la sua Cieli immensi, canzone con cui ha vinto il Premio della critica, che ha dedicato «agli Stadio e a Gaetano Curreri, quel ragazzo che ha scritto con Vasco Rossi E dimmi che non vuoi morire e che scriverà ancora per me».

Nella serata delle cover ha deciso di rifare la sua Tutt’al più. Perché questa scelta?

«Carlo Conti ha avuto l’idea di farmela cantare in duetto con il rapper Fred Di Palma, che ha aggiunto dei versi che secondo me sono un capolavoro».

Il suo primo Sanremo risale al 1970. Quell’anno era in gara in coppia con Little Tony con La spada nel cuore. Solo di recente è venuto fuori che tra gli autori di quella canzone c’era Lucio Battisti. Lei lo sapeva?

«Certo che lo sapevo, ma non l’ho cantata mai più, perché non mi piaceva anche se era di Battisti. Eppure la prima serata arrivammo primi».

E poi cosa successe?

«Vinse Celentano con Chi non lavora non fa l’amore, una canzone talmente bella che l’avrei votata pure io».

Cos’è rimasto della “ragazza del Piper”?

«Tutto. Forse sono solo un po’ più buona. A 16 anni mettevo in riga tutti. Adesso faccio lo stesso, ma con più gentilezza».

Dopo Sanremo partirà in tour dove presenterà le canzoni del suo ultimo disco, Eccomi. Qualche anno fa era stata costretta a interrompere i concerti perché soffriva di attacchi di panico. Adesso come va?

«È durata una settimana. Poi l’ho superata. I fan mi hanno aiutato con il loro affetto. Sono venuti sotto casa con gli striscioni per incoraggiarmi. Adesso non vedo l’ora di tornare sul palco».

Nel disco ci sono canzoni di autori prestigiosi come Tiziano Ferro e Giuliano Sangiorgi. Ha un ricordo particolare legato a loro?

«La canzone di Sangiorgi è un regalo che mi ha fatto per il mio compleanno. È venuto a casa mia e me l’ha cantata al pianoforte».

E il rapper Emis Killa?

«Ci siamo incontrati e ci siamo piaciuti. Mi piacciono i rapper per la libertà che hanno nel descrivere la realtà. In questo, hanno preso il posto dei cantautori della mia generazione».

Lei ha cantato in tantissime lingue. Qual è la più difficile?

«Il tedesco, per la sua durezza. Il cinese è facile, l’arabo è facilissimo, lo spagnolo è una passeggiata…».

Che canzone ha cantato in arabo?

«Ricordo Darla dida dada, una canzone contenuta in un album in cui ho omaggiato la mia amica Dalida».

In molte foto degli anni ’70 sembra un David Bowie al femminile. Lo ha mai conosciuto?

«Sì, una prima volta nel 1969. Era a Roma per incidere la versione italiana di Space Oddity, il suo primo successo. Non era ancora famosissimo, ma era già anni luce avanti rispetto agli altri. Ci siamo rivisti molti anni dopo durante una cena in un ristorante giapponese a Los Angeles sul Sunset Boulevard. Lui mi ha riconosciuta subito».

Ha studiato al Conservatorio direzione d’orchestra. Le sarebbe piaciuto farlo per mestiere?

«Moltissimo. E non è detto che non mi prenda un paio d’anni per riprendere a studiare e farlo davvero».

Ascolta spesso musica classica?

«Sì, da Béla Bartók alla lirica. Adoro sentire le grandi voci, come quella di Maria Callas».

E tra le sue colleghe di Sanremo chi le piace?

«Noemi e Arisa, che oltre a cantare bene è pure molto simpatica».

Lei ha inciso canzoni struggenti, come Col tempo di Leo Ferrè e Non andare via di Jacques Brel. Si considera una romantica?

«Non so. Non l’ho ancora deciso».

L’intervista è finita. Patty esce dalla stanza e dopo un po’ si sente risuonare la sua voce nei corridoi: «Col tempo sai, col tempo tutto se ne va. Non ricordi più il viso, non ricordi la voce, quando il cuore ormai tace…».

(Foto Ansa)

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