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lunedì 17 gennaio 2022
 
 

Pedofilia, chiesa olandese sotto choc

16/12/2011  Sono stati resi noti oggi i risultati dell'inchiesta condotta dall'ex ministro Wim Deetman. Migliaia i casi che hanno coinvolto personale ecclesiastico, 105 di loro sono ancora vivi.

«Decine di migliaia di minori hanno subito abusi sessuali leggeri, gravi e molto gravi, da parte di preti della Chiesa cattolica olandese tra il 1945 e il 2010». Questo il pesantissimo esito delle indagini svolte dalla commissione indipendente – costituita da un giudice, alcuni professori universitari, una psicologa e presieduta dall’ex ministro Wim Deetman – su migliaia di presunti abusi su minori avvenuti in circostanze ricollegabili ad ambienti ecclesiali. Nel rapporto, presentato quest’oggi in un’affollata conferenza stampa ad Amsterdam, si dice inoltre che, «sulla base di 1.795 segnalazioni, la commissione è potuta risalire a 800 autori degli abusi che hanno lavorato o lavorano per il vescovato, e almeno 105 sono ancora vivi». Dopo che, come in altri paesi, erano giunte numerose segnalazioni su presunti abusi, la conferenza episcopale olandese aveva annunciato, il 9 marzo 2010, l’apertura di una inchiesta «ampia, esterna e indipendente» sugli abusi.

 

Secondo fonti olandesi, il rapporto sostiene che «Ordini e diocesi sapevano degli abusi» e che «non si è fatto abbastanza per impedirli». La Commissione, comunque, ha sottolineato che «l’abuso sessuale è un problema sociale, che non si limita alla Chiesa cattolica, ma evidenzia un problema specifico per molti istituti di ricovero per bambini, come orfanotrofi, brefotrofi, etc». I vescovi olandesi e i direttori degli istituti religiosi, dal canto loro, si sono detti “scioccati” dei risultati della commissione. «Questo ci riempie di vergogna e dolore», dicono i vescovi olandesi in una nota, aggiungendo anche che «le autorità della Chiesa non hanno agito correttamente, non hanno dato priorità agli interessi e alla cura delle vittime». E concludono: «Vogliamo lavorare per dare giustizia alle vittime, per ripristinare il loro rispetto e per aiutarli a guarire il più rapidamente possibile».

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