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lunedì 08 agosto 2022
 
La Chiesa contro la pedofilia
 

All'ex Sant'Uffizio 600 denunce all'anno

24/09/2014  Il picco nel 2004 con 800 segnalazioni arrivate alla Congregazione per la dottrina della fede. Negli ultimi tre anni ci si è attestati sui 600 casi all'anno, che in maggioranza riguardano abusi commessi dal 1965 al 1985. Si tratta di denunce di tipo «canonico» sfociate nel biennio 2010-2012, alla riduzione allo stato laicale di 400 sacerdoti accusati di molestie su minori

È uno scandalo che ha coinvolto le comunità cattoliche di tutto il mondo tanto da indurre sia Benedetto XVI  che papa Francesco alla tolleranza zero nei confronti di tutti quegli esponenti del clero che hanno compiuto abusi su minori o li abbiano tollerati attraverso silenzi e coperture. Nel 2010, annus horribilis per l’emergere di vari casi, papa Ratzinger, con grande coraggio e gettando scompiglio anche tra molti settori della stessa Curia, disse che «la più grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato nella

Il caso dell'ex nunzio, il polacco Jozef Wesolowski, arrestato ieri per volontà del Papa, è tra i casi più eclatanti ma anche la logica conseguenza di un percorso improntato alla massima chiarezza e giustizia iniziato alcuni anni fa. I numeri sul fenomeno, forniti dal Vaticano a inizio 2013, non lasciano dubbi: il picco delle denunce di abusi ricevuti dalla Congregazione per la dottrina della fede, l'ex Sant'Uffizio, è stato nel 2004, con 800 denunce, mentre negli ultimi tre anni ci si è attestati sui 600 casi all'anno, che in maggioranza riguardano abusi commessi dal 1965 al 1985, come ha spiegato don Robert Oliver, da meno di un anno promotore di giustizia della Congregazione. Stiamo parlando di denunce di tipo «canonico», perché poi esistono le denunce all’autorità giudiziaria.

Il “giro di vite” voluto da Benedetto XVI si è tradotto anche, a livello di Congregazione per la Dottrina della fede (l’ex Sant’Uffizio di cui Ratzinger è stato prefetto dal 1981 al 2005, quando è stato eletto Papa) in processi canonici che hanno portato, nel biennio 2011-2012, alla riduzione allo stato laicale di 400 sacerdoti accusati di molestie a minori.
E lo scandalo pedofilia ha pesato anche sull'ultimo conclave con il caso del porporato scozzese O’Brien, che non ha partecipato all'elezione di Bergoglio dopo le rivelazioni su suoi approcci sessuali nei confronti di alcuni seminaristi. Ora tutta la vicenda pedofilia passerà al vaglio della commissione voluta da Bergoglio, creata con lo scopo primario della protezione dei minori.

Gli abusi sui bambini d’altra parte hanno sconvolto intere Chiese nazionali, in particolare negli Stati Uniti, ma anche in Irlanda, Olanda, nella stessa Germania. Rivelazioni da parte di uomini della Chiesa, soprattutto negli Stati Uniti, erano partite già prima dell'arrivo di papa Ratzinger nell'aprile del 2005 al soglio pontificio, ma è negli anni successivi che lo scandalo si è allargato anche in America Latina e in Europa, soprattutto in Irlanda, dove sono emersi i crimini commessi da sacerdoti troppo spesso coperti dalla gerarchia.

Le denunce delle vittime sono stata sempre più frequenti, aiutate da associazioni, sostenute da avvocati che spesso hanno chiesto risarcimenti milionari, in particolare negli Stati Uniti. E gli attacchi da parte della stampa di tutto il mondo sono stati all'ordine del giorno. Una pressione sempre più forte, tanto che nell'ottobre del 2006 Benedetto XVI reagì parlando degli abusi sessuali commessi dal clero come di «crimini enormi», raccomandando di «stabilire sempre la verità» e di «portare sostegno alle vittime».
Inoltre, nel 2008 nel corso del suo viaggio negli Stati Uniti, Ratzinger aveva deciso di incontrare personalmente alcune vittime, chiedendo loro scusa a nome della Chiesa. Altrettanto accadde nei suoi viaggi in Australia, Malta, Regno Unito e Germania, come hanno raccontato gli stessi protagonisti piangendo per l'emozione.  

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Chi è Jozef Wesolowski, dalla diplomazia all'arresto
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