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mercoledì 26 gennaio 2022
 
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McCarrick non è più sacerdote. La sentenza del Papa è inappellabile

16/02/2019  Francesco ha “spretato” l’ex arcivescovo di Washington al quale aveva tolto la porpora cardinalizia a luglio. È stato riconosciuto colpevole di molestie durante una Confessione e abusi di potere e sessuali su minori e adulti. Non potrà fare ricorso

L’indiscrezione circolava da mesi sui media statunitensi. L’ufficialità è arrivata sabato mattina con una scarna nota della Congregazione per la Dottrina della Fede diramata dalla Sala Stampa vaticana: l’ex cardinale Theodore McCarrick, l’arcivescovo emerito di Washington, per anni tra le personalità più influenti della Chiesa degli Stati Uniti d’America, è stato dimesso da papa Francesco allo stato clericale. La sentenza è inappellabile, quindi significa che l’interessato non può fare alcun ricorso. Già il 28 luglio scorso, Bergoglio gli aveva tolto la porpora in seguito alle accuse di abusi sessuali su un minore e di una condotta sessualmente inappropriata con giovani seminaristi e sacerdoti maggiorenni. Ora, a sessant’anni dall’ordinazione presbiterale, McCarrick non è più neanche sacerdote.

Per i media statunitensi questa del Papa era quasi una decisione obbligata e arriva alla vigilia del summit in Vaticano sugli abusi sessuali del clero in programma dal 21 al 24 febbraio e al quale parteciperanno i presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo. Nella nota dell’ex Sant’Uffizio si legge: «In data 11 gennaio 2019, il Congresso della Congregazione per la Dottrina della Fede ha emanato il decreto conclusivo del processo penale a carico di Theodore Edgar McCarrick, arcivescovo emerito di Washington, D.C., con il quale l’accusato è stato dichiarato colpevole dei seguenti delitti perpetrati da chierico: sollecitazione in Confessione e violazioni del Sesto Comandamento del Decalogo con minori e adulti, con l’aggravante dell’abuso di potere, pertanto gli è stata imposta la pena della dimissione dallo stato clericale. Il 13 febbraio 2019», prosegue la nota, «la Sessione Ordinaria (Feria IV) della Congregazione per la Dottrina della Fede ha esaminato gli argomenti presentati nel ricorso del ricorrente e ha deciso di confermare il decreto del Congresso. Questa decisione è stata notificata a Theodore McCarrick in data 15 febbraio 2019. Il Santo Padre ha riconosciuto la natura definitiva, a norma di legge, di questa decisione, la quale rende il caso res iudicata, cioè non soggetta ad ulteriore ricorso».

Le accuse nei confronti di McCarrick sono quelle di aver violentato un adolescente quando era sacerdote nella diocesi di New York, dove diventerà poi vescovo ausiliare nel 1977. Tale denuncia è stata resa pubblica il 20 giugno scorso e ha comportato la rimozione totale di McCarrick da ogni incarico pubblico. A questa denuncia, si è aggiunta l’accusa, nel dicembre scorso, di James Grein, un uomo della Virginia, che davanti al vicario giudiziale dell’arcidiocesi di New York incaricato dalla Santa Sede, ha affermato di esser stato molestato a 11 anni da McCarrick negli anni Settanta durante una confessione in una stanza. È molto probabilmente questo il caso a cui si riferisce il comunicato della Congregazione per la Dottrina della Fede nel passaggio in cui parla di «sollecitazione in Confessione», ovvero l’abuso da parte di un prete del sacramento della penitenza per sollecitare, adescare o coinvolgere i suoi penitenti in discorsi o atti sessuali. Si tratta di uno dei delicta graviora secondo l’ordinamento della Chiesa cattolica.

L'ex cardinale Theodore McCarrick, 88 anni (Ansa)
L'ex cardinale Theodore McCarrick, 88 anni (Ansa)

Le accuse dell'ex nunzio Viganò al Papa

La vicenda dell’ex cardinale McCarrick resta una tra le più controverse degli ultimi anni perché incrocia due questioni spinose: quella degli abusi sessuali e quella degli insabbiamenti da parte delle gerarchie.

D'altra parte, le indiscrezioni sulla condotta sessuale di McCarrick si rincorrono dagli anni Novanta, quando era arcivescovo di Metuchen e Newark, nel New Jersey. Si parla di vittime tra i seminaristi e anche tra componenti di famiglie che l’allora vescovo frequentava abitualmente tanto da chiamarlo confidenzialmente lo “zio Ted”. Accuse rimaste tali e che non hanno mai prodotto denunce ufficiali. Intanto, la carriera di McCarrick prosegue e viene indicato per l’importante sede di Washington, dove Giovanni Paolo II lo assegnò nel 2000 creandolo l’anno dopo cardinale.

Finora gli atti del processo non sono stati resi pubblici ma vista la sentenza finale hanno comprovato la fondatezza delle varie accuse. McCarrick è divenuto il prelato cattolico di più alto rango ad essere “spretato”.

Il caso McCarrick è stato al centro anche del dossier pubblicato dall’ex nunzio negli Usa, Carlo Maria Viganò dello scorso agosto, in cui veniva messo in stato d’accusa il Pontefice per aver “riabilitato” il cardinale da presunte «sanzioni» ricevute da Benedetto XVI, rivelatesi poi delle raccomandazioni presentate circa due anni prima della data comunicata dall’ex nunzio. Viganò chiese anche le dimissioni del Pontefice. Un’opposizione, quella di Viganò contro papa Francesco, piuttosto pretestuosa visto che Bergoglio è stato il primo ed unico Papa ad aver preso un provvedimento pesantissimo contro McCarrick come quello di togliergli la porpora che, peraltro, nella storia della Chiesa registra un unico precedente, novant’anni prima.

Non si sa se McCarrick, che oggi ha 88 anni, farà delle dichiarazioni dopo la notifica della decisione del Papa e la conclusione del processo canonico a suo carico. Le sue ultime parole risalgono a giugno dello scorso anno, quando in una breve nota ribadì la sua innocenza e si diceva pronto a collaborare con qualsiasi indagine. Ora l’ex cardinale vive nel convento di St. Fidelis a Victoria, nel Kansas occidentale, dove vivono anche cinque francescani cappuccini e un frate. L’appartamento si trova nella diocesi di Salina, a fianco alla Basilica di St. Fidelis. È lì che gli è stato notificato venerdì pomeriggio il provvedimento papale, consegnatogli dal suo avvocato. McCarrick tra le mura del convento vive una vita di silenzio e preghiera.

La nota della diocesi di Washington

  

Sulla sentenza è intervenuta anche l'Arcidiocesi di Washington con una nota pubblicata sul suo sito. «L'imposizione all'ex arcivescovo Theodore E. McCarrick della pena della dimissione dallo stato clericale, vietandogli così qualsiasi tipo di ministero sacerdotale, sottolinea la gravità delle sue azioni», si legge, «la nostra speranza e la nostra preghiera è che questa decisione serva ad aiutare il processo di guarigione per i sopravvissuti agli abusi, così come per coloro che hanno sperimentato delusione o disillusione a causa di ciò che l'ex arcivescovo McCarrick ha fatto. Preghiamo anche affinché la Chiesa sia guidata a progredire nella sua missione. La legge della Chiesa», conclude, «indica che chi ha perso lo stato clericale non può ricoprire in alcun modo il ruolo di vescovo, sacerdote o diacono. Non può celebrare i sacramenti, né indossare abiti clericali o essere chiamato col suo precedente titolo». Attualmente, ricorda infine la dichiarazione, l’ex cardinale «sta conducendo una vita di preghiera e penitenza in una Casa religiosa».

 
 
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