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venerdì 06 dicembre 2019
 
L'EVENTO
 

«Pena di morte mai», luci e impegni: si mobilitano oltre 2000 città

30/11/2019  Per la vita, contro le sentenze capitali. Storia di un impegno che ricorda come il 30 novembre 1786 il Granducato di Toscana, primo Stato al mondo, abolì questa estrema condanna dal proprio ordinamento giuridico. Il 29 novembre, un convegno alla Camera dei deputati con Paesi che hanno già cancellato forche e plotoni di esecuzione, e Stati che ancora non l'hanno fatto

Anche quest'anno il Colosseo si illumina il 30 novembre per dire «No alla pena di morte». Appuntamento alle 18 all'Arco di Costantino. Nel corso dell'evento è prevista la scenografia digitale #DefeatingHatred. A Roma e in altre 2.340 città, da Berlino a Torino, da Barcellona a Milano e Napoli, si ricorda così la data in cui nel 1786 il Granducato di Toscana, primo stato al mondo, abolì la pena capitale dal proprio ordinamento giuridico: centinaia di monumenti vengono illuminati nel mondo, come segno tangibile dell'adesione alla più grande mobilitazione contemporanea planetaria, nata con lo scopo di indicare una forma più alta e civile di giustizia.

L'evento del 30 novembre è accompagnato da meeting e dibattiti. No ad una cultura di morte e si, ad una cultura della vita: questo hanno detto in sintesi i quindici ministri della giustizia e i rappresentanti di ventidue Paesi stranieri che sono intervenuti venerdì 29 novembre alla dodicesima edizione del convegno internazionale contro la pena di morte organizzato dalla comunità di Sant’Egidio alla Camera del Deputati. Già ricevuti alla Farnesina dal viceministro degli esteri, Emanuela del Re, tra i presenti, ad interrogarsi su come andare verso un mondo senza pena di morte c’erano rappresentanti di Paesi abolizionisti de iure o de facto come Liberia, Marocco, Niger, Repubblica Centrafricana e Zambia, insieme a paesi mantenitori della pena come Ciad, Indonesia, Somalia, Sud Sudan e Vietnam. oltre ovviamente a rappresentanti di paesi che hanno abolito completamente la pena capitale grazie anche al lavoro portato avanti da anni, dalla comunità di sant’Egidio. “Noi siamo qui radunati a parlare contro la pena di morte perché è il nostro modo per opporci alla cultura di morte più in generale, e per mostrare il bene della vita - ha detto Marco Impagliazzo, presidente della comunità di sant’Egidio - il contagio del bene si comunica facendolo vedere, mostrandolo.”

“Per noi - ha continuato Impagliazzo - la pena capitale rappresenta la sintesi della disumanizzazione a cui opporsi, è una pena irreversibile, viene data dai poteri pubblici che dovrebbero difendere la vita, si basa sulla reciprocità con il male e lancia alla società un potente messaggio di legittimità della ritorsione.” In un clima generale in cui aumentano i Paesi che vanno verso l’abolizione definitiva della pena capitale, si registra però secondo il tono degli interventi, anche un aumento di una cultura dell’odio che può assumere anche all’interno di società che si dicono “pacifiche” i contorni di un giustizialismo che istiga alla violenza, al nemico, alla punizione, anche se mascherato di legalità. E questo il vero nemico da sconfiggere per umanizzare le società e liberarle dalla violenza. Come ha detto Adam Dieng, consigliere speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la prevenzione dei genocidi: “In tante parti del mondo linguaggi giustizialisti pieni di odio stanno diventando una tendenza e stanno facendo dimenticare l’importanza della tutela dei diritti umani a questo dobbiamo opporci e per questo molti si stanno battendo”.

Tra gli altri sono intervenuti Francisca Eugenia da  Silva Dias Van Dunem,  ministro di giustizia del Portogallo, primo Stato sovrano europeo ad abolire la pena di morte nel 1867, Tshaghianghin Elbegdori, ex primo ministro della Mongolia che ha abolito la pena nel 2017 dopo 70 anni di comunismo e Bessolè Renè Bagoro, ministro della giustizia del Burkina Faso, che dopo diverse vicende politiche, prigionie e colpi di stato, è riuscito dal 2018 a liberare il suo paese da questa pena. “Ad oggi - come ha ricordato Mario Marazziti - sono 106 i paesi che hanno abolito per legge la pena di morte per tutti i reati, 142 hanno abolito la pena nella legge o nella pratica e recentemente anche lo stato del New Hampshire tra gli stati fondatori degli stati uniti ha detto no alla pena capitale grazie anche al lavoro di oltre vent’anni di Renny Cushing deputato a cui hanno ucciso il padre che si è dedicato ad un lavoro incessante per l’abolizione della pena di morte nel suo Paese.” Info www.santegidio.org

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