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giovedì 09 dicembre 2021
 
Sean Penn&El Chapo
 

Il divo e il boss della droga, che brutto film!

10/01/2016  Il due volte premio Oscar Sean Penn, impegnato in molte cause sociali, rese visita al capo del cartello del narcotraffico. Per un film, pare.

Sean Penn (Reuters).
Sean Penn (Reuters).

I fatti sono noti: l'attore e regista Sean Penn, 55 anni, due Oscar e una lunga serie di successi alle spalle, ha incontrato Joaquin "El Chapo" Guzman, messicano, capo del cartello della droga del Sinaloa, mentre questi era latitante e ricercato dalle autorità messicane. Pare, infatti,  che El Chapo, sfuggito a diversi agguati delle organizzazioni rivali, evaso due volte di prigione, accreditato dalla rivista Forbes di un patrimonio personale di un miliardo di dollari (701° uomo più ricco al mondo) e da tutti giudicato il più potente ed efferato boss del narcotraffico messicano, volesse far girare un film sulla propria storia criminale.

La cosa può essere commentata in molti modi. Anche a partire dalla demenziale vanità di un ricercato che si fa portare a casa, nel covo nella foresta del Sinaloa dov'era nascosto, un divo famoso in tutto il mondo. Non a caso le autorità messicane ora dichiarano che il resoconto di quell'incontro, fedelmente trascritto da Sean Penn per la rivista Rolling Stone, ha dato una grossa mano ad arrivare all'arresto del trafficante.

E poi bisognerebbe sapere bene com'è andata. Se il capo di una banda potente e spietata, ben radicata anche negli Stati Uniti, ti venisse a cercare e ti dicesse che, per la tua salute, sarebbe meglio incontrare il capo... beh, forse chiunque di noi avrebbe dei problemi a dire no.

Però, che sia stato Sean Penn lascia un po' di amaro in bocca. Perché Penn è l'uomo del politicamente corretto, l'attore che si è battuto contro la guerra americana in Iraq, per Haiti, per i diritti delle minoranze, per la libertà di matromonio per le coppie gay, per l'ambiente, per un'economia più equa e sostenibile, senta timore di esibire il proprio impegno davanti a qualunque platea: dalle riunioni della Banca mondiale alle manifestazioni di piazza.

Ecco, uno come lui avrebbe forse dovuto pensarci meglio, prima di andare incontro ai folli progetti di El Chapo e, in qualche modo, di accreditarli. Pensarci almeno tanto quanto ci penserebbe un cittadino qualunque, che al suo posto ora avrebbe un sacco di grane e vedrebbe la propria vita rivoltata come un calzino dalle indagini di polizia.

 

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