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sabato 02 luglio 2022
 
Rai, da un eccesso all'altro
 

Per Fabio Fazio fa sempre bel tempo: 2,8 milioni di euro l'anno

24/06/2017  Il presidente della Commissione di vigilanza Roberto Fico si indigna per il raddoppio del suo compenso. E non ha tutti i torti. Con una tale cifra si potrebbero far funzionare per quattro anni 5 mense Caritas da 6.500 pasti al mese

“Uno scandalo, un comportamento vergognoso”. Diciamolo, qualche ragione ce l’ha Roberto Fico, presidente della Commissione di Vigilanza Rai ed esponente dei Cinque Stelle, nel commentare il compenso del nuovo Creso della Rai Fabio Fazio: 11,2 milioni per quattro anni, 2,8 milioni all’anno, più che un compenso un ingaggio da calciatore, quanto quello di Lichtsteiner e Benatia, o Strootman e Gervinho se volete cambiare squadra. “Quando era stato preventivato di toccare lo stipendio a Fazio, classico comunista col cuore a sinistra e portafogli a destra voleva scappare in un'altra tv. Ora che è arrivato il suo compare Orfeo e gli aumentano lo stipendio non vuole più scappare dalla Rai”.

Al di là dell’acidità delle parole vediamo di mettere insieme qualche fatto, e soprattutto qualche cifra. La legge del Parlamento che fissava un tetto di 240 mila euro per i compensi delle star di Viale Mazzini (che restano bei soldi, anche se sono, ahimé, fuori mercato) hanno provocato la minaccia di un fuggi fuggi generale nelle rete di mamma Mediaset, pronte ad accoglierli versando qualche migliaia di euro in più come nei saldi di fine stagione televisiva. Non importa quanto di vero ci fosse in quelle minaccia. Probabilmente molti erano autentici bluff. Ma in effetti la Rai rischiava di crollare negli ascolti, trascinandosi dietro le migliaia di dipendenti dell'azienda pubblica delle telecomunicazioni che lavorano dietro le telecamere. Il problema è stato comunque superato dall’Avvocatura dello Stato. E così è rimasto praticamente tutto come prima.

Il paradosso è che in questa situazione si è passati da un eccesso all’altro. Il consiglio di amministrazione Rai presieduto da Mario Orfeo, già direttore del Tg1 e prima ancora vicedirettore di Repubblica, ha aumentato lo stipendio di un milione al mese a Fabio Fazio, nuova stella della Rai passato da Raitre alla rete ammiraglia e incaricato di gestire 32 prime serate ed altrettante seconde serate con il suo “Che Tempo che fa”. Un tempo molto buono, anzi ottimo per Fazio e la sua “band”.

L’operazione Fazio ha qualcosa di surreale e paradossale, come spesso avviene per le vicende legate a Viale Mazzini. Sul piano politico è un vero e proprio schiaffo al Parlamento, che aveva cercato di calmierare i compensi delle star in tempi in cui un quarto degli italiani è in condizioni di povertà assoluta e il resto del Paese è sottoposto a nuovi sacrifici. E invece che ti fa la Rai? Duplica il compenso (già altissimo, 1,8 milioni all’anno) a una delle sue stelle, Fabio Fazio. Il quale Fazio, sia detto per inciso, è un bravissimo professionista, uno dei migliori in circolazione, ma secondo noi non tale da giustificare cifre così spropositate. Stiamo parlando di un'azienda pubblica sostenuta con le tasse degli italiani: significa che un cinquentesimo dei 500 milioni euro di evasione del canone recuperati grazie all'inserimento della tassa nella bolletta della luce verrà utilizzato per il compenso di una sola persona.

La formula di Che tempo che fa peraltro ha fatto il suo tempo: lo stesso format, le stesse interviste, gli stessi personaggi (una sera Ligabue, un’altra Jovanotti, il solito Saviano, i soliti scrittori e giornalisti del giro di Repubblica, come gli autori, primo tra tutti Michele Serra, i potenti di turno, i soliti monologhi della Litizzetto, il solito club degli attori italiani che devono sponsorizzare sé stessi, qualche star di hollywood di passaggio per pubblicizzare il suo film in Italia, il tutto affogato nella solita nostalgia della Rai del tempo che fu).

E allora ci sarebbe da chiedersi come mai una tale cifra (con cui si potrebbero far funzionare per quattro anni 5 mense Caritas da 6.500 pasti al mese) per assicurarsi un personaggio che sta certamente dentro la storia della Tv ma che non è un fenomeno insostituibile. La risposta sta forse nel fatto che Fazio è portatore nei suoi programmi di una cultura e di una politica che fa gioco a chi in questo momento ha il potere in Rai. Forse nemmeno lo stesso Fazio è conscio di questa logica. Ma il suo ingaggio resta scandaloso: faccia lui un passo indietro per smentire Fico.

 

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