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giovedì 14 novembre 2019
 
 

Per le famiglie quasi 900 euro di spesa in più

07/03/2011  I rincari maggiori pesano sui giovani single

La benzina non raggiungeva i prezzi di questi giorni dal 2008: 1,50 il costo medio in modalità servito per la verde, 1,45 per il diesel. Ma non è solo il pieno dell’auto a pesare sulle famiglie italiane. Secondo una ricerca della Cgia di Mestre sui dati Istat degli ultimi dodici mesi, le famiglie italiane spendono in media 857,3 euro in più a causa degli aumenti di combustibili, energia e trasporti. La situazione è più pesante al Nord, con un incremento del 2,95% (989,3 euro a famiglia), ma non va bene neppure al centro (+2,94%, pari a 898 euro) e al sud (+2,76%, ovvero 634,8 euro l’anno). Se le famiglie decidono di non rinunciare alle proprie abitudini di spesa, quindi, dovranno mettere mano al portafoglio: i più colpiti dagli aumenti sono artigiani e commercianti, ma in generale tutti i lavoratori autonomi che avranno un aumento di uscite tra il 2,94 e il 2,91% l’anno. Non va molto meglio per le famiglie di dirigenti e impiegati, dove l’aumento della spesa potrebbe toccare i 1.098,6 euro.  

L’analisi ha approfondito la situazione anche in base alle principali tipologie familiari: gli aumenti più decisi colpiscono i giovani single, con aumenti del 2,92%, ma anche le coppie con uno o due figli e i pensionati devono mettere in conto spese in crescita del 2,90%. «La forte impennata dei prodotti petroliferi ricade sulle famiglie che si trovano a spendere di più di energia e trasporti – spiega Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre – ma incidono molto anche le spese per la manutenzione ordinaria della casa».  

A conferma di come i prezzi del greggio, e più in generale delle materie prime, peseranno nei prossimi mesi c’è anche una ricerca del Monte dei Paschi di Siena. Tutto è legato alle tensioni in nord Africa: «Sebbene la Libia esporti una quantità di greggio modesta rispetto agli altri paesi produttori – spiega il centro studi di MPS - gli investitori temono che le rivolte possano estendersi anche ad altri Paesi generando una forte restrizione dell’offerta». In Italia, a risentire maggiormente di un aumento prolungato delle quotazioni del petrolio saranno i settori della siderurgia, vetro, cemento ma anche i trasporti. Secondo le diverse associazioni di categoria, infatti, il prezzo del gasolio agisce per il 28-30% sul prezzo finale nel settore trasporti e logistica.

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