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giovedì 30 giugno 2022
 
 

«Per la spiritualità non serve andare in orbita»

27/02/2014  Luca Parmitano interviene alla presentazione del Dvd del film Gravity, candidato a dieci premi Oscar, e parla della propria esperienza nello spazio

Luca Parmitano ha ammirato la grande bellezza della Terra da un’altezza che prima di lui nessun italiano aveva raggiunto. È stato il primo astronauta tricolore a passeggiare nello spazio. Ma come capita a ogni recordman conserva intatto il senso d’umanità necessario a intraprendere prima grandi percorsi, poi a svolgere imprese importanti. Dei sei mesi passati nella Stazione spaziale internazionale (da maggio a novembre 2013) parla con la semplicità che serve a rendere partecipi tutti di un viaggio che ha segnato la sua carriera, la sua vita, e che gli ha permesso di portare, con un orgoglio che gli riempie ancora adesso il cuore, la bandiera del nostro Paese in alto.

E nei panni di un uomo che ha realizzato il suo sogno da bambino, Parmitano racconta a coloro che coltivano le sue stesse ambizioni, agli studenti d’ingegneria aerospaziale dell’Università La Sapienza di Roma, come un desiderio lungo una vita possa trasformarsi in realtà.

L’occasione dell’incontro è la presentazione organizzata dalla Warner Bros. Italia della versione in Dvd, Blue-ray e Blue-ray 3D di Gravity, il film diretto da Alberto Cuarón che sarà protagonista della prossima notte degli Oscar, con ben dieci nomination. George Clooney e Sandra Bullock sono due astronauti impegnati in una missione spaziale dai risvolti tragici. Sospesi nello spazio in assenza di gravità e d’aria, lottano per la sopravvivenza, ritrovando proprio in una situazione tanto critica l’essenza delle loro esistenze.

Per passare dalla finzione cinematografica alla realtà dei fatti il passo non sempre è breve, ma in questo caso ci pensa Luca Parmitano a rappresentare il volto umano di un mestiere tanto affascinante quanto pericoloso. Nello scorrere i sei mesi passati in orbita in compagnia dei suoi colleghi dell’Esa (l’Agenzia spaziale europea), Parmitano si sofferma sui fotogrammi più carichi di emozioni positive, quelle istantanee che ancora oggi, a poco più di tre mesi dal suo ritorno sulla Terra, lo fanno commuovere.

Come la partenza, quando vede per la prima volta il vettore Soyuz e si rende conto di quanto sia enorme rispetto a lui; o il countdown aspettando l’accensione dei motori «con la navetta che diventa viva, animata da una forza feroce». E, ancora, la condivisione del menù italiano «fatto per durare sei mesi, mangiato in un giorno» con gli altri membri dell’equipaggio; la vestizione della tuta spaziale, «indossata in venti minuti, mentre Sandra Bullock in Gravity ci mette solo trenta secondi per entrarci»; e quando, una volta immerso nel buio dello spazio, «scompare tutto il suono e senti solo il tuo respiro»; infine, le foto scattate alla sua terra, la Sicilia, e subito condivise sui social network. Vedere da migliaia di chilometri d’altezza Catania, la città dove vive la sua famiglia - la moglie e due bambine - è stato «da brividi».

E nelle figlie, nelle nuove generazioni, Parmitano ripone grandi speranze: «Parlo sempre del futuro, dei giovani e dei bambini. Sono loro che hanno l’avvenire nelle mani, anche il nostro. È una grande speranza, perché ritengo che essere felici e ottimisti sia una scelta consapevole. Io preferisco pensare in maniera positiva e affidare con questo ottimismo il futuro alle generazioni successive, che devono essere migliori delle nostre». Per percorrere grandi distanze, però, bisogna sempre partire dai piccoli passi, come per rapportarsi alla vastità dell’universo bisogna prima guardare dentro se stessi, anche perché «non è necessario andare in orbita per ritrovare la propria spiritualità», ci dice.

«Io credo che per mettersi in contatto con ciò che è divino non bisogna rivolgersi per forza verso l’infinitamente grande», conclude l’astronuata dell'Agenzia spaziale italiana (Asi). «È un istinto naturale quello di alzare gli occhi verso il cielo, ma faremo meglio a praticare molto più l’introspezione».

 
 
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