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domenica 26 giugno 2022
 
 

Quando una diva diventa mamma

26/06/2013  Chi lavora nello spettacolo sa e accetta di perdere libertà di movimento e di azione. Un adulto può metterlo in conto, ma un bambino no. Ecco perché si dovrebbe imparare a separare il pubblico dal privato

Per una persona dello spettacolo, essere in prima pagina, contare le copertine che ti vengono dedicate è un indicatore di successo e allo stesso tempo un elemento che aggiunge valore economico al tuo profilo. Ma quando si diventa genitori, qual è il diritto del bambino di avere tempi e spazi riservati, spazi in cui la mamma è solo per lui e non per tutti i suoi fans? Soprattutto: può quel bambino decidere se ha voglia di finire in prima pagina, di essere visto da milioni di persone, di diventare un personaggio, ancora prima di essere diventato una persona?

Chi ha un ruolo pubblico sa quali sono i vantaggi della popolarità
, ma ne conosce anche tutti i vincoli e tutti i limiti. Sa che si perde libertà di movimento e di azione, ci si sente esposti e spesso vulnerabili, si diventa riconoscibili – a volte controvoglia. Questo un adulto può imparare a metterlo in conto, ma un bambino no. Ecco perché dovrebbe essergli evitato.

Belen ha probabilmente deciso di vivere pubblicamente anche la sua dimensione privata: questo fa parte del suo personaggio. Ma un figlio dovrebbe spingerla ad una nuova rivoluzionaria decisione: imparare a separare il pubblico dal privato. Perché la donna che fa la diva, quando diventa mamma si deve trasformare e deve darsi il tempo di conoscere il proprio bebè, di adeguarsi ai suoi bisogni e ai suoi ritmi, di avere la pazienza di sospendere per un po’ tutto il circo al quale ha partecipato fino al giorno prima, per risalirci magari un po’ più avanti. Nessun genitore può incastrare un figlio nella sua agenda consueta: dopo la nascita del proprio bambino, tutti, mamme e papà, affrontano la fatica della trasformazione.

Sanno che nulla può essere esattamente come prima e provano a costruire nuovi equilibri e nuove competenze. I genitori più in difficoltà sono quelli che provano a far finta che nulla deve cambiare, quelli che incastrano un figlio nella loro vita precedente. E quindi se lo appendono addosso come un ciondolo, se lo trascinano dietro come una valigia… dicendo “Tanto è piccolo e l’importante è che mi sia accanto”. Ecco, forse noi comuni mortali, non per invidia, ma per un sano senso di protezione verso la mamma e il suo bambino, ci sentiamo in dovere di dirle:

Fai attenzione Belen perché il tuo bambino potrebbe non amare troppo la sovraesposizione con cui lo hai reso a soli due mesi già così popolare, noto e sempre al centro della foto”. Se puoi tienilo fuori dal tuo percorso di diva e permettigli di essere solo il protagonista del tuo percorso di mamma”.

E’ chiaro che questa frase potrebbe far infuriare Belen. E che lei ci potrebbe dire che solo lei ha il diritto di crescere il suo bambino nel modo che ritiene giusto. E magari ha proprio ragione lei. Ma si fidi di noi: a volte ascoltare anche il parere degli altri, soprattutto in un passaggio così delicato del proprio ciclo di vita – cioè quando diventiamo genitori – può essere molto utile. Perché genitori non si nasce. Ma si diventa.

 
 
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