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sabato 15 giugno 2024
 
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Benessere

Perché le banane ci fanno bene

10/05/2016  Il frutto perfetto per ricaricarsi di energia, che aiuta a proteggerci dall’ictus, dall’ulcera e dai calcoli renali, grazie al suo alto contenuto di potassio. Attenzione, però, ai diabetici: meglio limitarne il consumo...

Si possono frullare, consumare come spuntino, tagliare a rondelle sulle crostate o magari abbinare al cioccolato in deliziose crêpes dolci. Tra i frutti più consumati al mondo, le banane si prestano bene a lavorazioni fantasiose in cucina e sono così nutrienti da poter sostituire un pasto in caso di emergenza: la parte commestibile è la polpa, biancastra e dal sapore zuccherino grazie alla presenza di saccarosio, fruttosio e glucosio, che rendono questi frutti perfetti per ricaricarsi di energia.
«Dal punto di vista nutrizionale, una banana di circa 200 grammi contiene 150-200 calorie», riferisce la dottoressa Chiara Cevoli, biologa nutrizionista ed esperta in educazione alimentare (www.vivienutri.it). «Un apporto sicuramente non di poco conto, da limitare a un paio di volte alla settimana, compensato però da un elevato potere saziante che ritarda l’assunzione di nuovo cibo e placa i morsi della fame nervosa».
Queste caratteristiche rendono la banana un alimento eccezionale per gli sportivi, prima degli allenamenti e in fase di recupero muscolare, grazie anche alle sostanze vasoattive (come tiamina, dopamina, noradrenalina e serotonina) che favoriscono una buona circolazione sanguigna, fondamentale durante l’affaticamento fisico.

Preserva cuore e ossa
Ogni frutto contiene fra il 20 e il 30 per cento del fabbisogno giornaliero di potassio, un minerale che – oltre a proteggere l’apparato cardiovascolare (riducendo la pressione sanguigna e salvaguardando da ictus e cardiopatie ischemiche) – contribuisce a preservare la densità ossea, contrasta la perdita di massa muscolare, riduce la comparsa di calcoli renali e favorisce l’eliminazione dei liquidi accumulati nel corpo, soprattutto quando un eccesso di sale nella dieta provoca gonfiori e ritenzione idrica.
«Come la carota, contiene vitamina A, utile per aguzzare la vista, specie quella notturna, e proteggere gli occhi da numerosi disturbi, come glaucoma, cataratta e degenerazione maculare senile», sottolinea la dottoressa Cevoli.
«Ma la lista dei benefici continua a livello digestivo, visto che le sostanze nutritive presenti in questo frutto creano una barriera protettiva nello stomaco e aiutano a eliminare alcuni tipi di batteri considerati fra le cause più comuni delle ulcere gastriche».
Le banane contengono inoltre elevati livelli di frutto-oligosaccaridi, speciali carboidrati dall’effetto prebiotico che nutrono i batteri buoni dell’intestino, migliorano l’assorbimento dei minerali, e riducono i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue.

Occhio alla maturazione
A differenza di altri frutti, il processo di maturazione delle banane non rallenta dopo la loro raccolta, per cui – se il consumo non è immediato – è bene conservarle in frigorifero oppure a temperatura ambiente, se questa non è troppo elevata.
È il colore della buccia a fornirci l’indicazione sul momento migliore in cui gustarle, presentando piccole macchie marroni di forma irregolare, ma non troppo estese. «Queste chiazze sono dovute alla conversione dell’amido negli zuccheri naturali della banana, più facili da digerire per il nostro organismo», spiega la dottoressa Cevoli. «Alcuni studi hanno dimostrato che il maggiore livello di maturazione può stimolare l’efficienza del sistema immunitario e addirittura agire come anti-cancerogeno: l’unica controindicazione riguarda i pazienti diabetici, visto che i frutti maturi presentano un indice piuttosto elevato di glucosio».
Tipiche dei Paesi tropicali, le banane vengono raccolte ancora acerbe e poi trasportate all’interno di celle frigorifere, dove le basse temperature le conservano fino a qualche giorno prima della vendita, quando vengono trattate con l’etilene, uno dei gas più diffusi per la maturazione artificiale dei vegetali. «Ovviamente, questi processi industriali possono intaccare il sapore, ma soprattutto i valori nutrizionali che si avrebbero con una completa e naturale crescita in pieno sole»,  considera Cevoli. «Per di più, seppure l’etilene venga considerato sicuro, usato già dal 1901, l’articolo 1 del decreto ministeriale 13 dicembre 2005 stabilisce i tempi di esposizione e la proporzione massima di gas utilizzabile per i vari tipi di frutta, come se esistesse una remota possibilità di pericolo per la salute umana». Per precauzione, dunque, è bene consultare l’etichetta (per le banane confezionate in vaschetta) o il cartellino che accompagna i prodotti sfusi, selezionando i frutti che riportano la dicitura “Non trattati con etilene” (piuttosto difficile da trovare, ma talvolta presente sul biologico o nel commercio equo e solidale).

Delizia per i vegani
Come altri alimenti vegetali, le banane sono anche una valida alternativa agli ingredienti di origine animale (come uova e latte) all’interno di preparazioni dolci e salate: schiacciate con la forchetta e aggiunte agli impasti, hanno un ottimo potere legante e intrappolano le bolle d’aria nelle preparazioni lievitate. 
Per il resto, quando consumarle? Viste le calorie, sicuramente non a fine pasto, ma come spuntino di metà mattina o pomeriggio, preferibilmente al naturale e senza troppe manipolazioni o impieghi culinari che possono intaccarne il contenuto di vitamine e minerali.
Oltre ai diabetici, deve prestare attenzione chi soffre di insufficienza renale (per l’incapacità del rene di eliminare il potassio) e chi assume farmaci per abbassare la pressione sanguigna o alcuni antidepressivi, in particolare gli inibitori delle monoamino-ossidasi, in modo da evitare fastidiose interferenze.


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