logo san paolo
lunedì 23 maggio 2022
 
La lettera
 

Perché siamo chiamati infedeli dai musulmani

14/09/2016  Un lettore ci scrive ricordando che ebrei e islamici sono discendenti da un solo padre, Abramo. Perché allora, si domanda, i musulmani, discendenti di Ismaele, ci chiamano infedeli? Infedeli a chi o a che cosa? Risponde il teologo Paolo Branca.

Ebrei e islamici sono discendenti di un solo padre, Abramo, che ubbidiva al solo Dio unico. Nella Bibbia sta scritto che Abramo ha avuto due figli: Ismaele da Agar e Isacco dalla moglie Sara. Dunque ebrei e ismailiti sono fratellastri e pregano un solo Dio, il Dio di Abramo, ciascuno con le proprie usanze e tradizioni. Perché allora i musulmani, discendenti di Ismaele, ci chiamano infedeli? Infedeli a chi o a che cosa?

GIULIO M

A rigore il termine “infedele” (kàfir, negatore dell’unico Dio) dovrebbe essere riservato a politeisti e pagani. Ma l’esclusivismo ha portato spesso ad allargare questo concetto anche agli altri monoteisti. Ne sappiamo qualcosa dai nostri rapporti con gli ebrei: il Dio di Gesù ci unisce, il Dio-Gesù ci distingue…

Ma  fino a che punto? È ben triste che i  figli dello stesso Padre, o almeno le creature dello stesso Signore, si disprezzino e si combattano invece che rispettarsi a vicenda, cercando di dare il meglio di sé per il bene comune.

Come si può concepire che il disegno dell’Altissimo possa essere quello di spingere gli uni contro gli altri  fino alla violenza estrema?

I vostri commenti
37

Stai visualizzando  dei 37 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo