Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
martedì 23 aprile 2024
 
Che messaggio passa?
 

Perché un prof non può mai dire: «Ragazzi copiate pure»

16/11/2016  Ci scrivono: «Ho letto con interesse e stupore quanto della provocazione di un docente dell’Universitàai suoi studenti: "Non vigilerò affinché non copiate perché anche chi è già professore lo fa"». Ma chi studia cosa dovrebbe dire?

Gentile professoressa, ho letto con interesse e stupore quanto ha scritto un docente dell’Università di Bologna ai suoi studenti, e quel provocatorio «non vigilerò affinché non copiate perché anche chi è già professore lo fa». Non mi è sembrato un bel messaggio. Ho due nipoti che fanno la scuola media e le superiori e quando i professori lasciano passare o non si accorgono che qualcuno copia ci restano male e mi chiedono: «Allora a cosa mi è servito studiare?». Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensa.

RITA

— Cara Rita, concordo con te, il messaggio che è passato ancorché provocatorio è certamente fuorviante. Anche perché copiare, in certe circostanze come per esempio durante gli esami di Stato, i concorsi o gli esami universitari, si configura come un vero e proprio reato, tecnicamente viene definito “furto per plagio”, che può portare all’esclusione dalla prova o all’annullamento dell’esame stesso. Quindi ragazzi attenzione, forse quel docente non vigilerà ma se si scopre che avete copiato potreste avere seri problemi. Già a partire dalla scuola materna bisogna insegnare quanto siano importanti i comportamenti leali e onesti, nel gioco e piano piano nelle prove che la scuola ci insegnerà ad affrontare. Ciò sarà possibile se si creerà nella classe un clima di fiducia tra docenti e allievi, facendo capire ai nostri ragazzi che ci interessa il loro lavoro, buono o impreciso che sia. Il docente deve mettere i suoi studenti nelle condizioni migliori per eseguire un compito senza insidie e trabocchetti inutili e così da loro potrà pretendere correttezza. So per esperienza che i ragazzi ci provano, a volte durante le verifiche sembra di giocare a guardia e ladri e bisogna tenere sempre alta la guardia soprattutto nel rispetto degli altri alunni che lavorano seriamente. Ovviamente vanno distinte le situazioni, in classe e non agli esami, una sbirciata sul compito del compagno di banco ci può stare, fa parte del gioco e crea a volte un clima di solidarietà anche esso importante. Ma scopiazzare per intero da un telefonino o da un foglio è un’altra cosa. Se si bara a scuola è alta la probabilità che lo si faccia poi nella carriera lavorativa e nella vita. In molti sistemi scolastici chi viene trovato a copiare non solo può essere penalizzato su quella prova ma rischia l’espulsione dalla scuola o dall’università che sta frequentando. La lettera del professore bolognese con la sua provocazione forse ci dice che è arrivato il momento di rimettere in moto il circolo virtuoso della fiducia tra tutti coloro che operano nella scuola e non solo, pretendendo onestà e stigmatizzando le scorciatoie e le furberie.

I vostri commenti
2

Stai visualizzando  dei 2 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo