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domenica 28 novembre 2021
 
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Più spazio alle donne: sì ai ministeri di accolitato e lettorato

11/01/2021  Con il Motu proprio Spiritus Domini papa Francesco rafforza impegno e dignità del genere femminile nella Chiesa. Ma non è un passo verso il ministero ordinato che resta invece esclusivamente agli uomini

Non una strada per accedere al sacerdozio, ma una valorizzazione del ruolo femminile in quei ministeri che già oggi, in tante diocesi del mondo, in realtà già svolgono. Con il Motu proprio  Spiritus Domini, papa Francesco modifica il canone 230 del codice di diritto canonico per consentire alle donne di accedere in forma stabile al lettorato e all’accolitato. Nel testo scompare il riferimento ai laici di sesso maschile e resta invece la frase: «I laici che abbiano l’età e le doti determinate con decreto dalla Conferenza Episcopale, possono essere assunti stabilmente, mediante il rito liturgico stabilito, ai ministeri di lettori e di accoliti; tuttavia tale conferimento non attribuisce loro il diritto al sostentamento o alla rimunerazione da parte della Chiesa».

Lo stesso Bergoglio, nella lettera apostolica e poi in quella indirizzata al prefetto della Congregazione della Dottrina della fede, il cardinale Luis F. Ladaria, spiega che questi ministeri sono «messi a disposizione della comunità» e hanno per fondamento «la comune condizione di battezzato e il sacerdozio regale ricevuto nel Sacramento del Battesimo».

La decisione del Papa arriva dopo che alcune assemblee sinodali degli ultimi anni avevano approfondito il tema e suggerito che conferire in modo stabile i due ministeri anche alle donne avrebbe risposto meglio alle esigenze dei tempi e offerto un sostegno alla evangelizzazione.

Già in diversi continenti le donne, nella prassi, assumono questi ruoli. Il Motu proprio recepisce questa prassi e dà un quadro più preciso del significato che i ministeri stessi assumono.

«L’Apostolo Paolo», scrive il Papa al cardinale Ladaria, «distingue tra doni di grazia-carismi (“charismata”) e servizi (“diakoniai” - “ministeria”. Secondo la tradizione della Chiesa vengono chiamati ministeri le diverse forme che i carismi assumono quando sono pubblicamente riconosciuti e sono messi a disposizione della comunità e della sua missione in forma stabile».

 

Papa Francesco, spiega anche la relazione tra ministeri non ordinati (laicali) e ordinati e chiarisce anche che i cosiddetti “ordini minori” sono stati a lungo considerati soltanto come gradini dell’accesso al sacerdozio ordinato. E poi sottolinea che «il variare delle forme di esercizio dei ministeri non ordinati non è la semplice conseguenza, sul piano sociologico, del desiderio di adattarsi alla sensibilità o alla cultura delle epoche e dei luoghi ma è determinato dalla necessità di consentire a ciascuna Chiesa locale/particolare, in comunione con tutte le altre e avendo come centro di unità la Chiesa che è in Roma, di vivere l’azione liturgica, il servizio ai poveri e l’annuncio del Vangelo nella fedeltà al mandato del Signore Gesù Cristo. È compito dei Pastori della Chiesa riconoscere i doni di ciascun battezzato, orientarli anche verso specifici ministeri, promuoverli e coordinarli, per far sì che concorrano al bene delle comunità e alla missione affidata a tutti i discepoli».

Il Papa risponde così a quanto chiesto dai diversi Sinodi, in particolare da quello sull’Amazzonia, chiarendo che «la scelta di conferire anche alle donne questi uffici, che comportano una stabilità, un riconoscimento pubblico e il mandato da parte del vescovo, rende più effettiva nella Chiesa la partecipazione di tutti all’opera dell’evangelizzazione». Non solo, consente alle donne «un’incidenza reale ed effettiva nell’organizzazione, nelle decisioni più importanti e nella guida delle comunità ma senza smettere di farlo con lo stile proprio della loro impronta femminile». Diventa allora ancora più evidente che «il “sacerdozio battesimale” e il “servizio alla comunità” rappresentano i due pilastri su cui si fonda l’istituzione dei ministeri» e in questo modo, «oltre a rispondere a quanto è chiesto per la missione nel tempo presente e ad accogliere la testimonianza data da moltissime donne che hanno curato e curano il servizio alla Parola e all’Altare, apparirà con maggiore evidenza - anche per coloro che si orientano al ministero ordinato – che i ministeri del Lettorato e dell’Accolitato si radicano nel sacramento del Battesimo e della Confermazione. In tal modo, nel cammino che conduce all’ordinazione diaconale e sacerdotale, coloro che sono istituiti Lettori e Accoliti comprenderanno meglio di essere partecipi di una ministerialità condivisa con altri battezzati, uomini e donne. Così che il sacerdozio proprio di ogni fedele (communis sacerdotio) e il sacerdozio dei ministri ordinati (sacerdotium ministeriale seu hierarchicum) si mostrino ancora più chiaramente ordinati l’uno all’altro per l’edificazione della Chiesa e per la testimonianza del Vangelo».

 
 
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