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Piazza Fontana, per saperne di più

04/12/2019  A commemorare i cinquant’anni dalla strage di Piazza Fontana sono usciti numerosi saggi di scrittori, giornalisti, storici e magistrati. Ecco quelli che abbiamo letto per voi

UNA STORIA CHE NESSUNO VORREBBE SCRIVERE  

Nel giugno del 2005 la Corta di Cassazione conclude il complesso iter giudiziario relativo alla strage di Piazza Fontana. Un finale amaro fatto di assoluzioni, e della certezza della colpevolezza di imputati  già assolti e quindi non più condannabili. Ma non si chiude per il giudice Guido Salvini il desiderio di continuare ad indagare e per dieci anni torna a parlare con vecchie fonti e a ripercorrere quella scia di falsi abili, depistaggi e bugie che hanno impedito alla giustizia di fare il suo corso. «Questo non è un saggio ma una narrazione. Racconto, e solo io potevo farlo, senza rancore ma anche senza censura, quello che è accaduto in quegli anni. Avevo il dovere etico di scriverlo per rispetto ai famigliari delle vittime di piazza Fontana, ai testimoni, a me stesso e ai miei cari che hanno vissuto con me le persecuzioni che ho subito». 

Lo affianca in questo compito il giornalista Andrea Sceresini e dalla loro collaborazione è nato il volume La maledizione di Piazza Fontana. L'indagine interrotta. I testimoni dimenticati. La guerra tra i magistrati (Chiarelettere, pp. 640, € 22,00, 2019)  la rievocazione delle indagini e del processo in un viaggio ricco di elementi e notizie inediti come in un giallo  che non è un romanzo ma una una vicenda realmente accaduta, «una storia che nessuno vorrebbe scrivere. Anche la carta e l'inchiostro vorrebbero rifiutarla per vergogna».

COSA RIMANE DELLA VERITA' STORICA

Tre generazioni di storici cercano di capire cosa rimane della verità storica relativa alla strage del 1969. Questo il tema del volume Dopo le bombe. Piazza Fontana e l'uso pubblico della storia (Mimesis, 228 pagine,€ 18,00, 2019) che contiene testi di Aldo Giannuli, Davide Conti, Elia Rosati, Elio Catania, Giulio D’Errico, Erica Picco, Sara Troglio e Fabio Vercilli, con la postfazione di Mirco Dondi. Un vero e proprio lavoro di squadra che ha permesso di affrontare il tema da sensibilità e generazioni differenti.

E così all'interno di questo volume troviamo in tre diversi saggi di Aldo Giannuti con Elio Catania, Davide Conti e Giulio D'Errico la ricostruzione storica del quinquennio. il tema della "contro-narrazione nera" e la rappresentazione deformata dei fatti trattato da Elia Rosati, mentre Elio Catania ed Erica Picco con Sara Troglia affrontano in due diversi saggi la controinformazione dell'estrema destra e l'insegnamento scolastico della strategia della tensione. La cronologia degli eventi, la bibliografia, le fonti e il glossario, strumenti utilissimi, sono a cura di Fabio Vercilli.

UN OMAGGIO AI MAGISTRATI "SCONFITTI"

  

Piazza Fontana. Il primo atto dell'ultima guerra (Garzanti), Gianni Barbacetto scrittore e giornalista definisce nel sottotitolo di questo saggio quello che sono stati i 15 anni tra il 1969 e il 1980. A partire dalla bomba in alla Banca dell'Agricoltura in Piazza Fontana sino alla strage alla stazione di Bologna. Eventi traumatici con centocinquanta e morti oltre seicento feriti, generati nell'ambiente dell'estrema destra e le cui indagini furono caratterizzate dal depistaggi da parte di organismi deviati dello Stato. Quasi tutte le mattanze sono rimaste senza colpevoli, esecutori e mandanti.  

«A raccontare questo conflitto segreto e mortale, in queste pagine sono - in diretta - i magistrati che hanno provato a fare le indagini sulle stragi e sull'eversione, restando quasi sempre sconfitti dai depistaggi e sommersi dalle accuse.... Non abbiamo, in molti casi, i nomi dei colpevoli, ma il disegno è ormai chiaro. Uno dei protagonisti di questa storia, l'ex magistrato Libero Mancuso, ripete: "Ci avete sconfitti, ma sappiamo chi siete"»

ECCO COME I COLPEVOLI SONO SFUGGITI ALLA GIUSTIZIA

Anche in questo volume La strage degli innocenti. Perché piazza Fontana è senza colpevoli (Feltrinelli) è protagonista l'assenza di giustizia e dei nomi degli assassini. Gli autori, il giornalista Maurizio Dianese e lo scrittore Gianfranco Bettin, avvertono il lettore che non hanno voluto scrivere un'altra storia completa della tragica vicenda perché già molto è stato scritto e già molte opere sono esaustive sull'argomento. Loro intento, dopo aver lavorato sulle carte delle indagini, dopo aver intervistato protagonisti e testimoni ed essere andati direttamente sui luoghi della strage e delle indagini è raccontare come «alcuni degli uomini più feroci del terrorismo italiano siano sfuggiti alla giustizia» che «meritavano di essere portati allo scoperto, in tutti i sensi. anche perché, non pochi, sono ancora tra noi».

 

Piazza Fontana per chi non c'era. Quello che proprio non si può ignorare di una pagina fondamentale della nostra storia. Di Mario Consani (Nutrimenti). 

Un libro adatto a chi ha bisogno di un riassunto, agile, chiaro e documentato, o perché non era nato all’epoca del terrorismo rosso e nero, come suggerisce il titolo, o perché era troppo piccolo quando la bomba di Piazza Fontana è esplosa, ma non soltanto a loro. Funziona bene anche per chi non ha avuto il tempo e la pazienza di star dietro all’intricata vicenda processuale, che ha portato l’ultima sentenza definitiva ad arrivare soltanto nel 2005, finendo per rispondere a un’esigenza di verità storica, ma mancando di fatto la finalità processuale di sanzionare i colpevoli, riconosciuti tardivamente, dopo depistaggi e coperture, ma non più condannabili perché già processati e assolti con sentenza definitiva per il medesimo reato. Da segnalare, nel libro, l’utile serie di schemi che riassumono il risultato processuale e un glossario che consente di orientarsi, senza perdere la trebisonda, tra i tanti nomi citati tra le pagine. Sembrano piccola cosa, gli schemi, rispetto all’intero lavoro di minuziosa ricostruzione, ma si rivelano preziosi per chi debba anche soltanto rinfrescarsi al volo la memoria senza fare confusione, anche perché non riguardano soltanto Piazza Fontana, ma una serie di altri attentati connessi, tra i quali è semplice per chi non c’era orientarsi. Come ogni libro di storia, anche questo non è asettico, ha un punto di vista e alla fine, ospitandone l’intervista, riprende la linea del giudice Guido Salvini, l’ultimo ad aprire un’indagine sul caso che generò all’epoca una significativa divergenza con l’allora capo della Procura Francesco Saverio Borrelli, la cui campana, però, essendo scomparso la scorsa estate, non può più essere sentita. (Elisa Chiari)

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