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Pillole per la salute del Creato

19/06/2015  Ecco alcuni degli interventi all’XI Forum dell’Informazione Cattolica per la Custodia del Creato di Greenaccord, in corso all’Aquila (19-21 giugno). Brevi passaggi di alcuni dei relatori, che “fanno bene all’ambiente”. E che spesso riecheggiano temi e idee dell’enciclica Laudato si’ di papa Francesco.

FRANCESCO COCCOPALMERIO - Pres. Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi

«Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori e che quindi tutto era lecito», ha osservato il cardinale Francesco Coccopalmerio. «Così abbiamo usato e abusato e la nostra “signoria” sul Creato non è stata alta, non è stata previdente e amorevole, ma, piuttosto, è stata predatoria e direi accumulatoria, nel senso che l’insieme è semplicemente proprie­tà nostra e lo consumiamo solo per noi stessi. E lo spreco della Creazione inizia dove non riconosciamo più alcuna istanza sopra di noi, ma vedia­mo soltanto noi stessi».

Per invertire effettivamente la rotta, «l’uomo dev’essere capace di passare dal consumo al sacrificio, dall’avi­dità alla generosità, dallo spreco alla capacità di condividere, in un’ascesi che significa imparare a dare, e non semplicemente a rinunciare».

E accanto all’impegno personale quotidiano, Coccopalmerio ha lanciato una grave denuncia della sordità dell’Occidente verso chi è costretto a fuggire dalla propria casa a causa dei cambiamenti climatici. «È tragico l’aumento dei migranti che fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale, i quali non sono riconosciu­ti come rifugiati nelle convenzioni internazionali e portano il peso della propria vita abbandonata senza alcuna tutela normativa. Purtroppo c’è una generale indifferenza di fronte a queste tragedie. La mancanza di reazioni di fronte a questi dram­mi dei nostri fratelli e sorelle è un segno della perdita di quel senso di responsabilità per i nostri simili su cui si fonda ogni società civile».

Un appello diretto, in primo luogo, al mondo della politica che ha la responsabilità di «vagliare qualsiasi decisione sotto il profilo ambientale e della sostenibilità. Penso», ha concluso Coccopalmerio, «all’utilizzo del suolo, ai piani regolatori, ai criteri di edificazione, alle aree verdi, alle scelte che riguardano la salute dei cittadini, la vivibilità delle città, la qualità dell’aria».

RICCARDO VALENTINI - Analista Centro Euromediterraneo Cambiamenti Climatici

Un’agricoltura dalle radici antiche ma estremamente proiettata al futuro quella al centro del dibattito di oggi nell'XI Forum dell'Informazione Cattolica per la Custodia del Creato. Di “Agricoltura 5.0” parla Riccardo Valentini, analista del Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici. «Il nuovo approccio è necessario per creare una rete fitta di produttori che cooperano per la sfida della produzione globale, utilizzando tecnologie utili a ridurre gli impatti nocivi».

Ma la lotta alla fame è anche connessa con un cambio di stili di vita di chi ha cibo in abbondanza e spesso lo sperpera senza riflettere. Un’abitudine odiosa eppure quotidiana nel Nord del mondo, con riflessi ecologici oltre che morali: «Lo spreco di cibo», osserva Valentini, «non è solo una questione etica, c’è anche un problema ambientale, perché per produrre quel cibo sono state utilizzati acqua, fertilizzanti, pesticidi».

MASSIMO CIALENTE - Sindaco dell'Aquila

«Entro tre anni sarà completata la ricostruzione del centro storico dell'Aquila, entro cinque di tutta la città e delle frazioni»: è quanto ha assicurato il sindaco dell'Aquila Massimo Cialiente parlando con i giornalisti a margine dell’XI Forum sull'informazione ambientale organizzato da Greenaccord.

«Considerando la ricostruzione complessiva entro i prossimi cinque anni», ha detto Cialiente, «vuol dire che ci avremo messo in tutto circa 11 anni. Un risultato di grande soddisfazione non solo per gli aquilani ma per tutto il Paese».

ALFONSO CAUTERUCCIO - presidente di Greenaccord

Le sollecitazioni del Papa vengono accolte nel programma del Forum che in quattro sessioni di lavori affronterà i molti aspetti che mettono in pericolo il corretto utilizzo delle risorse naturali e che creano difficoltà alla vita e al lavoro dei milioni di piccoli agricoltori distribuiti in tutto il mondo.

«Attraverso l’analisi di economisti ed esperti internazionali», ha spiegato il presidente di Greenaccord, Alfonso Cauteruccio«vogliamo aiutare il mondo dell’informazione a far luce sui fenomeni globali e le storture di un modello che contribuiscono a creare disuguaglianze di reddito, danni agli ecosistemi, problemi al tessuto sociale. Si parte dalla fame e dalla malnutrizione, definite uno scandalo da Papa Francesco, dalla sfida posta dai cambiamenti climatici in atto che avranno un grande peso sulla produzione agricola, dalla gestione delle filiere produttive e distributive, dal tema dell’utilizzo razionale e sostenibile del suolo, dalla tracciabilità di ciò che mangiamo, dal valore della biodiversità che in Italia rappresenta la ricchezza maggiore».

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Forum di Greenaccord, "Non serve più cibo, serve meno povertà"
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