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martedì 23 aprile 2024
 
Pippi calzelunghe
 

Pippi: la sua autrice ebbe una vita da romanzo

09/03/2015  Quest'anno compie 70 anni il personaggio creato dalla scrittrice Astrid Lindgren, ancora amatissimo in Svezia e nel resto del mondo. Un’orfanella di nove anni che insegna il coraggio di essere liberi.

«Alla periferia della minuscola città c’era un vecchio giardino in rovina, nel giardino c’era una casa, e nella casa abitava Pippi Calzelunghe
Comincia così il più celebre romanzo di Astrid Lindgren, autrice di numerosi libri per bambini tra cui Emil, I fratelli Cuordileone, Karlsson sul tetto, Martina di Poggio di giugno, Ronja, tradotti in più di 50 lingue.

Il personaggio di Pippi Calzelunghe è sicuramente quello che più è rimasto nel cuore degli svedesi, per i quali è una specie di eroe nazionale, e dei bambini di tutto il mondo che l’hanno amata anche grazie alla serie Tv trasmessa dalla Rai la prima volta nel 1970 e andate  in onda a lungo anche sul canale satellitare DeAKids (601). Ancora oggi si resta affascinati da questa anarchica orfanella di nove anni (la mamma è in cielo, il papà fa il pirata nei mari del Sud) che vive sola a Villa Villacolle, con un cavallo (Zietto) e una scimmietta (Signor Nilsson), senza frequentare la scuola e così ricca da potersi comprare tutti i dolci che vuole.

A Näs, una fattoria vicino alla piccola città di Vimmerby, nel Sud della Svezia Astrid Ericsson nasce nel 1907. Solo nel 1931, in seguito all’unione con Sture Lindgren, sarebbe diventata la celebre Astrid Lindgren. Prima di quel felice matrimonio, una vita quasi da romanzo: dopo un’infanzia felice in una famiglia numerosa e allegra, Astrid, appassionata di scrittura, lavora per il giornale locale ma nel 1926 resta incinta del suo editore. Forse lui nega ogni responsabilità o, come si preferisce narrare, lei rifiuta un matrimonio riparatore, tuttavia lo scandalo la costringe a lasciare il Paese.

Partorisce in Danimarca, poiché gli ospedali svedesi non accolgono le donne nubili, e lascia il piccolo Lars in affido a una famiglia danese prima di tornare a Stoccolma per lavorare. Una lontananza che la fa soffrire, ma che si risolve quando la famiglia danese non è più in grado di tenere il bambino. Lars viene portato dai nonni.

Si dice che lo andarono a prendere alla stazione di Vimmerby in calesse e fecero il giro della cittadina per dire che non si vergognavano di quel nipote nato fuori dal matrimonio. Smorzarono critiche e pettegolezzi e dimostrarono coraggio questi nonni che, oltre all’amore per i racconti (il padre era un grande intrattenitore con le sue storie), per il gioco e l’avventura, trasmisero alla figlia l’importanza di ribellarsi alle ipocrisie.

Proprio come Pippi, che “nacque” nel 1941 quando Karin, la secondogenita di Astrid, era a letto malata. Le chiese quale storia voleva che le raccontasse e la bambina rispose: «Raccontami di Pippi Calzelunghe». Per un nome così strano inventò un personaggio altrettanto originale. Il romanzo fu pubblicato solo nel 1945 e il successo fu enorme. Il mondo letterario della scrittrice è celebrato a Vimmerby con un museo vicino alla casa natale e un parco divertimenti, l’Astrid Lindgren’s world, dove si visitano gli ambienti dei vari romanzi.

I bambini girano liberamente, entrano nelle casette a loro misura, toccano gli oggetti che vogliono e assistono a divertenti spettacoli musicali. «Pippi sono io», potrebbe dire Astrid Lindgren, che seppe affermarsi nella società svedese in difesa dei diritti dei bambini e delle donne e divenne una voce autorevole capace di far cadere, nel 1976, il Governo socialdemocratico con un articolo contro la pressione fiscale e di suscitare ogni anno, all’indomani della consegna dei Nobel, una ridda di polemiche per la sua mancata premiazione. Non ricevette mai l’ambito riconoscimento.

L’Accademia non volle mai considerare una scrittrice per bambini alla pari di altri autori. Per ripicca il Governo svedese donò, in occasione del suo 90˚ compleanno, 7,5 milioni di corone alla fondazione creata per la tutela delle sue opere. La stessa cifra che ricevevano i premi Nobel.

 
 
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