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sabato 22 gennaio 2022
 
l'incontro
 

«Più attenzione ai rifugiati». Il Papa incontra l'Alto Commissario Onu

18/04/2021  Filippo Grandi è stato ricevuto in udienza da Francesco: «Abbiamo parlato di America Centrale, dell’esodo dei venezuelani, di Libano: un Paese in profonda crisi», ha detto in un’intervista a Vatican News dopo l’incontro, «e anche della necessità per l’Europa di dotarsi al più presto di uno strumento comune per accogliere, identificare i rifugiati, integrare. Tra il Santo Padre e noi su questi temi c’è piena identità di vedute»

Immigrazione, guerre, fame, povertà, pandemia. Questi i temi affrontati nell'udienza che papa Francesco ha concesso venerdì all'Alto commissario dell'Unhcr, Filippo Grandi, ricevuto nel Palazzo apostolico in Vaticano. L’Alto Commissariato dell’Onu per i Rifugiati, agenzia nata nel dicembre 1950, si è rivelata essenziale per far fronte ad emergenze quali l’immigrazione, l’organizzazione dei campi di raccolta di chi fugge da guerre, fame e persecuzioni di ogni genere.

«Abbiamo parlato di America Centrale, di America del Sud, soprattutto dell’esodo dei venezuelani, di Libano: un Paese in profonda crisi», ha detto Grandi in un’intervista a Vatican News dopo l’incontro, «e anche di Europa e della necessità per l’Europa di dotarsi al più presto di uno strumento comune per accogliere, identificare i rifugiati, integrare, e così via. E devo dire che tra il Santo Padre e noi su questi temi c’è piena identità di vedute».

Grandi ha spiegato la situazione dei rifugiati, «persone che fuggono da violenza, discriminazione, persecuzioni. E sempre di più, come il Papa ha ricordato stamattina», ha detto, «conflitti e guerre che sembrano moltiplicarsi e mai risolversi. E questi esodi, questi esili, si mescolano ad altre situazioni: di povertà, di cambiamento climatico, di pandemia oggi. Quindi, sono flussi di popolazione molto complessi che anche per i governi sono difficili da gestire; ma senza una buona gestione, non soltanto si creano tensioni anche con le comunità locali, che vanno risolte, ma soprattutto si lasciano queste persone in situazioni “sospese”, molto dure dal punto di vista umano e umanitario».

Nell’intervista, Grandi ha fatto presente le difficoltà a portare all’attenzione del mondo le situazioni drammatiche di queste persone: «Un mondo sordo, un mondo indifferente, un mondo distratto anche da molti altri problemi, e la pandemia è una distrazione molto reale purtroppo. Ma anche un mondo in cui», ha aggiunto, «c’è chi invece grida troppo e utilizza la sofferenza di queste persone per guadagnare voti, vincere le elezioni, e avere più potere. E questo è quello che disturba ed è quello a cui dobbiamo contrapporre proprio il messaggio di papa Francesco: il messaggio di solidarietà, di umanità, il messaggio di fratellanza che lui costantemente cerca di diffondere in tutti i Paesi del mondo».

L’Alto Commissario ha ricordato la situazione sull’isola di Lesbo ma anche alla Libia, «che è anch’essa un Paese di transito. Pensiamo alla rotta balcanica – ne abbiamo parlato con Papa Francesco – che oggi in Italia sta diventando di nuovo una fonte di arrivi e di complicati movimenti. Quindi, purtroppo, in un mondo in cui siamo diventati tutti più mobili, anche i rifugiati ed i migranti, questa mobilità, che spesso è sfruttata da criminali e da trafficanti, può mettere persone in fuga in altre situazioni di pericoli».

L’Alto Commissariato dell’Onu per i Rifugiati ha ricevuto due Premi Nobel per la Pace, nel 1954 e nel 1981. «E pensare», ha concluso Grandi, «che era stato fondato nel 1950 per durare tre anni. E dopo più di 70 anni siamo ancora, purtroppo - insisto sulla parola “purtroppo” - necessari. Tra l’altro quest’anno, il 2021, è il 70° anniversario della Convenzione sui diritti dei rifugiati: un documento che, nonostante la sua età che ormai comincia ad essere avanzata, continua ad essere di grandissima attualità».

 
 
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