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giovedì 07 luglio 2022
 
 

Congedi parentali più flessibili, così si aiuta la famiglia

25/02/2015  Giorgio Graziani, segretario generale della Cisl Emilia Romagna non credo sia utile dare uno stipendio alle mamme. Meglio incentivare il part time, che è lo strumento ideale per venire incontro alla genitorialità.

«Francamente non sono d’accordo con la proposta avanzata dalla Papa Giovanni: dare uno stipendio alle mamme non solo, a mio avviso, è di fatto impraticabile, ma anche ingiusto perché mette in competizione il ruolo di mamma con il lavoro. Stare assenti dal lavoro per tre anni è decisamente troppo, in questo modo si è tagliati fuori dal mercato». Questa l’opinione di Giorgio Graziani, segretario generale della Cisl Emilia Romagna.

- Una bocciatura secca allora?

 «No, tutt’altro, trovo che questa proposta sia utilissima perché apre un dibattito e solleva un problema enorme, quello della denatalità, che chiede risposte urgenti, ribadendo la centralità della famiglia per il nostro futuro».

- Come si dovrebbe intervenire allora, per aiutare le mamme?

 «Innanzitutto credo che la strada maestra sia quella dei congedi parentali che devono essere flessibili, prolungati nel tempo e soprattutto remunerati. Sono misure cui stiamo già lavorando, all’interno del Jobs Act. Ovviamente vanno intesi sia per la mamma che per il papà, proprio per agevolare la cura del bambino. I congedi infatti salvaguardano sia il mantenimento di una professionalità soddisfacente che la possibilità della presenza di uno dei due genitori accanto al bambino. Ma non bastano».

- Cosa serve allora?

 «Credo che vada incentivato il part time, che è lo strumento ideale per venire incontro alla genitorialità. Purtroppo non è così semplice, perché le aziende sono restie a concederlo, a meno che non ne abbiano un diretto tornaconto. Purtroppo difficilmente sono sensibili alle esigenze delle famiglie. Per questo bisogna trovare strumenti che lo rendano appetibile, in termini economici, anche per il datore di lavoro. Non per tutti, ovviamente, i soldi sono pochi ed è inutile fare demagogia. Il part time va incentivato con interventi mirati e in casi particolari, legati alla cura dei figli ma anche in presenza di carichi familiari. Non dobbiamo dimenticarci, per esempio, dei genitori anziani o invalidi. Sono dei formidabili ammortizzatori sociali, molto spesso si prendono cura dei nostri figli e ci permettono di dedicarci al nostro lavoro. Hanno pieno diritto alla nostra assistenza».

 
 
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