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sabato 02 luglio 2022
 
 

Con prof. Pivetti il libro non annoia

05/02/2012  Veronica Pivetti conduce "Per un pugno di libri" su Raitre. L'esperienza giusta per una lettrice onnivora e una neo-scrittrice.

Un libro, un programma tv, il doppiaggio, una fiction. È un momento denso di impegni e ricco di soddisfazioni per Veronica Pivetti, splendida interprete di numerose serie televisive di successo. Vulcanica, brillante e anche un po’ veggente, la protagonista di Provaci ancora Prof è riuscita a far diventare realtà un sogno nel cassetto e così ogni domenica pomeriggio su Raitre conduce Per un pugno di libri, la storica trasmissione che, attraverso la sfida tra ragazzi dell’ultimo anno delle superiori, riesce a far amare la lettura.


     Un programma, un destino. Basti pensare che ancora in tempi non sospetti Veronica scriveva:  “È lampante che non sono un’intellettuale, probabilmente non sono neanche una persona colta , anzi, ho buchi di conoscenza per i quali mi meriterei senz’altro una nota sul registro ma non mi beccherete mai senza un libro nella borsetta”. E allora come non affidarle un programma che le calza a pennello, cui aveva partecipato in qualità di ospite ma che certo non immaginava di condurre succedendo ad amatissimi predecessori come Patrizio Roversi e Neri Marcorè. L’ironia, la curiosità, la competenza di Veronica sono state subito apprezzate dal pubblico e dagli autori del format.  

- Hai ereditato un appuntamento molto importante della domenica di Raitre, come hai affrontato questa nuova sfida lavorativa? 

     "Con molta emozione. Non ero così tesa neanche quando ho presentato Sanremo e i David di Donatello perché ero consapevole di raccogliere il testimone di qualcosa di molto amato e ben fatto. Per il momento i riscontri sono positivi, gli ascolti anche. Mi sento perfettamente a mio agio in un gruppo di lavoro consolidato che non mi ha mai fatto sentire come l’ultima arrivata. E  ti assicuro che non è facile né scontato, in questo ambiente. 

- Per un pugno di libri è uno dei pochi programmi culturali che riescono a sopravvivere nella tv di oggi. 

     "Hai ragione. È raro come un’oasi del Wwf".

- La crisi di ascolti che stanno attraversando i reality non dovrebbe far riflettere?

     "Certo. Ma chi fa televisione non vuol capire. Forse, si teme che al pubblico possa venire il senso critico …".    

- Il servizio pubblico non dovrebbe servire anche a indirizzare, a educare il telespettatore?

     "Se lo dici a me non posso che essere d’accordo. Si parla davvero troppo poco di libri in Tv, in piccole rubriche o a notte fonda. Io sono entusiasta di essere approdata su Raitre, dove ancora ci sono programmi di servizio".

- Dopo Sanremo è la tua prima esperienza come conduttrice?

     "No. Ho già fatto alcune cose per la Rai. Su La7, inoltre, ho condotto Fratelli e sorelle d’Italia, un programma che era un pretesto per ripercorrere le tappe dell’Unità d’Italia nell’anno del 150esimo. Un appuntamento che mi ha fatto conoscere sotto una luce diversa rispetto a quella cui è abituato il mio pubblico. Ho quasi sempre fatto solo fiction e cinema". 

- Leggi molto?

     "Sono un po’ una secchiona della lettura. Leggo moltissimo e in qualsiasi momento. Nei periodi in cui giro le fiction riesco a dedicarmi alla lettura solo durante le pause di registrazione. Non ho altro tempo. La sera mi sento molto stanca. Leggo una pagina e poi crollo e non mi piace trattare i libri così. Per sentirmi soddisfatta devo leggere almeno 50 pagine per volta.  Allora, in quei periodi, mi scateno nei week-end. Quando, invece, non sono impegnata sul  set leggo in qualsiasi momento, nella sala d’attesa di un dottore, sui mezzi pubblici, in viaggio. Sempre".

- Per tenere il segno fai le orecchie alle pagine?

     "L’orecchia alla pagina la faccio solo quando c’è qualcosa di particolarmente importante che devo trovare con estrema facilità al bisogno. Ho un culto per i segnalibri che sono foto che ho fatto o cartoline di posti che amo. Il segnalibro, per me, è quasi importante quanto il libro. Amo il libro come oggetto. Nonostante questo non lo tratto bene, lo vivo".

- I ragazzi leggono sempre meno. Che consiglio puoi dare ai genitori? Come possono avvicinarli alla lettura? 

     "Intanto non devono imporre loro libri “pallosi” o ritenuti tali dagli adolescenti. Io ho iniziato tardi, sui 14-15 anni. Non c’era verso di farmi leggere. Mi annoiavo, non mi interessava. A un certo punto ho iniziato a leggere ed non ho più smesso. Se mia madre avesse insistito troppo, avrei iniziato a leggere ancora più tardi. Bisogna, furbescamente, assecondare gli adolescenti nelle scelte che fanno, anche se non è grandissima letteratura. Occorre stimolarli a trovare anche cose che non condividiamo. Facciamoli fare il loro percorso".  

- Mi fai un esempio di libro “palloso”? 

     "I libri pallosi sono quelli imposti. Per esempio io adoro I promessi sposi ma a scuola li ho sempre mal digeriti. Ci vorrebbero dei professori illuminati che facciamo amare la materia. Noi invitiamo i ragazzi che partecipano a Per un pugno di libri a portare i loro testi preferiti e non quelli suggeriti dai professori per fare bella figura". 

- Quali autori consigli?

     "Un autore che si può approcciare con molta tranquillità. Un autore semplice e contemporaneamente grande è Simenon, oppure i francesi dell’800 del 900. Oppure Auster, Franzen".

- Uno dei primi libri di Paulo Coelho ha nel titolo il tuo nome. Lo conosci? 

     "Certo. Veronica decide di morire. Mi ricordo che quando lo lessi, con una mano giravo le pagine  e con l’altra facevo gesti scaramantici. Non è tra i miei autori preferiti".

- A proposito di libri. In questi giorni è uscito anche il tuo primo libro: Ho smesso di piangere, la mia odissea per uscire dalla depressione

     "Sono molto orgogliosa di essere riuscita a farlo. Non sono una scrittrice. Ho semplicemente raccontato, in una sorta di diario, la mia esperienza. I libri sono un’altra cosa, anche se mi sono impegnata tantissimo. È stato difficile perché non essendo il mio mestiere ci ho messo un po’ a trovare la giusta concentrazione. Ho, però, affrontato questa nuova sfida con onestà senza censurare i momenti dolorosi". 

- La tua verve, il tuo entusiasmo non lasciano certo intendere che tu abbia potuto trascorrere un periodo così difficile nella tua vita. 

     "Sono un’attrice mica per niente…".

- In un primo tempo hai tenuto nascosto il tuo problema. 

     "Certo. Ho scritto nel libro: “La cosa veramente difficile è far credere al mondo esterno di stare benissimo, di essere sempre la solita persona  di buon carattere con la voglia di scherzare che tutti conoscevano. Purtroppo è così, non si capisce perché, ma in questo ambiente fasullo se stai male non lo devi far capire . Se sei un assassino ti accettano più volentieri che se sei depresso”.

- E poi perché hai sentito l’esigenza di raccontarlo al pubblico?

     "Per aiutare, con la mia testimonianza, tutti quelli che si trovano in questo tunnel e non sanno come uscirne. Perché in questi anni ho capito che la vita si fa con quello che c’è, non con quello che vorremmo. Racconto, comunque, tutto in chiave umoristica, anche se l’argomento è molto serio perché la depressione è qualcosa di terribile. Quando incontriamo un depresso non dobbiamo fare spallucce. Vive una piccola tragedia personale. Bisogna aver pazienza nei confronti di chi ne soffre".

- Dimmi che non è vero. Hai per caso detto che avresti voluto essere bellissima?

     "Invece è vero. Magari fossi stata bellissima! Tutti noi abbiamo dei sogni indicibili. A me piacerebbe, per una giorno della vita, sapere come si vive da bellissimi. Per carità, mi piaccio come sono ma non saprò mai come vive un bello bello. Per esempio, Johnny Depp. Lui ha la certezza della sua bellezza e questo non può non avere influito sulla sua vita".

- Pensavo mi facessi un esempio al femminile…

     "Allora svegliarsi alla mattina ed essere una delle donne più belle mondo per un giorno. Ecco, come Charlotte Rampling".

- Non so quanto ti convenga… ha molti più anni di te! L’esperienza di Per un pugno di libri ti aiuterà ad interpretare meglio Provaci ancora Prof

     "Senza dubbio visto che interpreto il ruolo di un’insegnante. La quarta serie di Provaci ancora prof parte il prossimo 19 febbraio, il giorno del mio compleanno, e si parla già di una quinta. Una sorta di vitalizio in un periodo in cui i vitalizi si tolgono".  

 
 
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