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giovedì 11 agosto 2022
 
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Pompei, il "neon party": chi ha negli occhi Cristo non teme la notte

05/05/2022  L'originale iniziativa promossa per festeggiare il primo anno di attività del C’entro, il punto di aggregazione giovanile del Santuario di Pompei. «Abbiamo pensato ad un momento di festa particolare in un luogo particolare» ha spiegato don Ivan Licinio. L'interventop del vescovo, monsignor Tommaso Caputo

“Gli occhi di chi crede in Cristo scorgono anche nella notte più buia una luce e vedono già il chiarore di un nuovo giorno”.  Il vescovo di Pompei monsignor Tommaso Caputo ha affidato ai giovani il messaggio di luce del Vangelo di Matteo e loro con gioia contagiosa hanno mostrato al prossimo l’alba del nuovo giorno. Lo hanno fatto con la leggerezza e con il linguaggio che caratterizza i loro anni, con un una festa in cui ad essere protagonista è stata la luce: il ‘Neon-Party’. Braccialetti fluorescenti sui polsi e viso truccato con colori che si illuminano al buio. Tra una hit e l’ultimo tormentone musicale, i ragazzi vestiti della luce hanno risposto all’invito di monsignor Caputo che dal palco ha chiesto di alzare braccia e viso verso il cielo.

Un gesto che anticipa in qualche modo la partecipazione dei giovani alla Supplica alla Vergine di Pompei che si tiene l’8 maggio. “‘Neon party’ è stato un momento di evangelizzazione e di festa voluto dai giovani del C’entro, lo spazio dedicato al beato “Carlo Acutis” in occasione del primo anno di apertura del C’entro e anche in occasione del compleanno del Beato (il 3 maggio) l’adolescente indicato da Papa Francesco come un originale esempio di santità per i giovani”. Don Ivan Licinio, 38 anni, vice rettore del Santuario, è la guida spirituale dello spazio che dista poche centinaia di metri dal Santuario di Pompei. E’ sua l’idea di sfruttare e utilizzare ogni nuova forma di comunicazione, dalle serie tv ai videogiochi, per diffondere il messaggio del Vangelo tra i ragazzi.

 

“La festa dei ragazzi è riuscita ancor prima di cominciare” spiega Don Ivan. Festeggiare il primo anno di apertura del centro è stata anche occasione per i ragazzi per aggregare, conoscere e prendersi in carico il prossimo. “La festa si è tenuta in uno spazio chiamato Fonte Salutare situato a ridosso del C’Entro ma che negli ultimi tempi è stato teatro di episodi poco gradevoli come l’arresto di un pusher che su un social network dava appuntamento ai suoi giovani clienti nei pressi di Fonte Salutare - spiega Don Ivan - quel posto con il tempo è diventato un po’ terra di nessuno e i ragazzi per poter ballare e organizzare la festa dovevano quindi ripulirlo. Al lavoro ovviamente c’erano i ragazzi del C’entro, l’Azione Cattolica, l’Agesci, a cui si sono aggiunti i giovani della Croce Rossa di Pompei e quelli del Forum dei Giovani del Comune.

 

Ma proprio mentre loro stavano pulendo ragazzi che non hanno mai nemmeno notato il C’entro si sono avvicinati. Hanno collaborato tutti insieme e tutti insieme hanno ascoltato poi durante il party il messaggio evangelico lanciato dal Vescovo Caputo”. “Il C’entro è un avamposto - ha detto l’ arcivescovo Caputo - che si propone come casa dei giovani e luogo di aggregazione, una luce nella notte dove i giovani sono le sentinelle che annunciano un giorno nuovo”.

E quel giorno nuovo l’hanno visto in tanti anche gli adulti e i turisti che non hanno partecipato alla festa “Con questo party i ragazzi hanno dato nuova luce alla Fonte Salutare - spiega ancora don Ivan - ma soprattutto alla narrazione che la società fa delle nuove generazioni. “Voi siete la luce del mondo” ci ricorda Gesù e nella terra della giovane Maria, la “donna vestita di sole”, i giovani invece hanno portato la luce nella notte, non solo vestendosi di luce attraverso il body painting con vernice fluo e i neon kit distribuiti gratuitamente, ma anche e soprattutto attraverso la luce dei loro occhi, capaci di vedere le opportunità lì dove i grandi hanno smesso di sognare”.

 
 
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