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sabato 22 gennaio 2022
 
 

“Ponte di volontari” fra Torino e Roma

18/10/2013  Idea Solidale realizza per la seconda volta l'iniziativa. Nel 2012 il “gemellaggio della solidarietà avvenne fra Torino e Reggio Calabria. Quest'anno fra il capoluogo piemontese e Roma: una quarantina di volontari laziali in questi giorni è venuto al Nord. I torinesi renderanno la visita dall'11 al 15 novembre. Lo scopo? Uno scambio di esperienze, ma anche aprire orizzonti più ampi.

Torino e Roma unite nella solidarietà, grazie a un "ponte di volontari". Uno scambio di esperienze, un orizzonte più ampio che si schiude. Ecco l'ultima sfida lanciata da Idea Solidale, associazione che riunisce oltre 70 realtà del terzo settore attive nella provincia di Torino, in collaborazione con il Centro Servizi Spes di Roma.

In questi giorni, dal 14 al 18 ottobre, una delegazione di volontari laziali è in visita nel capoluogo subalpino, per scoprire cosa c'è di solidale all'ombra della Mole. Poi, tra qualche settimana, dall'11 al 15 novembre, toccherà ai "colleghi" piemontesi esplorare la città eterna attraverso la rete di volontariato che la attraversa.

Si tratta di un progetto "silenzioso", con numeri che non fanno rumore: una quarantina i volontari coinvolti (20 per città), gocce apparentemente invisibili nell'universo metropolitano. Eppure l'idea, semplice quanto innovativa, ha la forza di lasciare segni nel tempo. A Torino l'associazione Idea Solidale è titolare di uno dei due Centri di Servizio per il Volontariato che da oltre un decennio operano nella Provincia. È da qui che tutto è partito.

«Finora i Centri, per quanto dinamici e propositivi, hanno avuto un raggio d'azione abbastanza ristretto, limitato all'ambito locale», spiega Luciano Dematteis, presidente Idea Solidale, «Ma negli ultimi anni, grazie anche ad alcuni progetti europei, abbiamo iniziato a capire quanto sia prezioso confrontare le nostre esperienze con quelle di altri volontari, magari distanti geograficamente, ma senz'altro vicini negli intenti e nelle azioni quotidiane. Sì, perché, malgrado le apparenze, il volontariato ha tanti tratti comuni, da Nord a Sud».

Ecco allora l'idea degli scambi. Non è la prima volta che Idea Solidale tende la mano ad analoghe realtà di altre regioni. È già accaduto un anno fa, grazie a un sodalizio con un Centro Servizi di Reggio Calabria. «Un'esperienza davvero interessante», racconta Dematteis, «non solo per condividere esperienze e conoscenze, ma anche per sfatare alcuni luoghi comuni. La Locride non è solo quella terra in mano alle cosche che conosciamo attraverso i media. Anche là esistono coraggiosi progetti di volontariato, realtà nate a costo di estremi sacrifici, cosa che le rende ancora più preziose». Non solo: «Da quell'incontro sono nati legami duraturi, che iniziano lentamente a dare i primi frutti».

Le delegazioni che partecipano al progetto sono scelte in modo da rappresentare le diverse facce del volontariato, dall'assistenza sociosanitaria all'impegno culturale. Anche i percorsi di visita tentano di rispecchiare questa pluralità. Ci sono momenti più teorici, incontri e seminari, ma anche attività sul campo. Il tutto all'insegna della concretezza, cercando di favorire quanto più possibile il dialogo personale.

A Torino i volontari laziali scoprono una città inedita anche per molti torinesi. L'itinerario tocca infatti luoghi come il museo del carcere "Le nuove", il centro didattico-ambientale della cascina Bert e l'Asai (Associazione di Animazione Interculturale), tutte realtà estranee ai percorsi turistici, ma tanto utili nel favorire la coesione sociale dei cittadini. La dimensione internazionale è garantita dall'incontro con un gruppo di volontari portoghesi, ospitati in questi giorni dall'Avo (Associazione Volontari Ospedalieri). È prevista anche una giornata "fuori porta", in val Pellice, zona culturalmente molto particolare (segnata, tra l'altro, dalla vitale presenza della comunità valdese). Lì le varie associazioni di volontariato sperimentano da tempo percorsi comuni e dimostrano una spontanea propensione a lavorare in rete, con risultati a volte sorprendenti.

«Sarebbe bello», spiega ancora il presidente di Idea Solidale, «promuovere simili esperienze anche a livello nazionale, magari attraverso progetti più organici». D'altra parte, in tempi duri per il terzo settore, falcidiato dai tagli, anche sugli scambi tra volontari gravano pesanti ipoteche. Nell'immediato futuro alcuni Centri Servizi (compresi quelli del torinese) potrebbero essere accorpati, il che ovviamente porterebbe a ridefinire obiettivi e strategie. «Ma nei limiti del possibile», conclude Dematteis, «speriamo di poter dare nuovo respiro a questo progetto, in cui crediamo molto».

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