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mercoledì 02 dicembre 2020
 
 

USNS Comfort, ospedale galleggiante

29/11/2011  Lunga 272 metri, alta dieci piani, supera come capienza molti ospedali degli Stati Uniti. Ha 12 camere operatorie e a bordo ci sono sempre 5 mila unità di sangue per le trasfusioni.

Nel porto di Baltimora nello stato del Maryland, da fine settembre fa bella mostra di sé un’enorme macchia bianca con la croce rossa sulle fiancate. Si tratta della USNS Comfort, la nave ospedale fiore all’occhiello della campagna umanitaria che gli Stati Uniti svolgono ogni anno nei Paesi che ne fanno richiesta. Dai primi di aprile a fine settembre l’USNS Comfort è stata la piattaforma galleggiante per una missione di assistenza in nove Paesi dell’America Latina: Colombia, Costa Rica, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Haiti, Giamaica, Nicaragua e Perù. Nel corso della missione, costata 25 milioni di dollari, il personale di bordo ha curato 67 mila persone. Lunga 272 metri, alta dieci piani, la Comfort supera come capienza i principali ospedali della costa est degli Stati Uniti.


Equipaggiata con la tecnologia più avanzata (circa 8 milioni di dollari di macchinari) la nave ospedale vanta 12 camere operatorie, una zona pronto soccorso attrezzato per assistere 50 persone, un reparto di 80 letti per la terapia intensiva, due reparti, uno di 400 letti, l’altro di 500 rispettivamente per malati in condizioni critiche e pazienti in condizioni stazionarie. C’è poi un repartino di isolamento di 10 letti per malattie contagiose e una suite attrezzata per le angiografie. Sono attrezzati per improvvisare un’efficiente sala parto con tanto di incubatrici per i neonati. Ci sono quattro macchine per i raggi, una per la TAC, un gabinetto dentistico, uno optometrico e un laboratorio analisi d’avanguardia. La farmacia è fornitissima e a bordo ci sono sempre 5 mila unità di sangue per le trasfusioni. La nave produce l’ossigeno necessario ai pazienti, 1.136.000 litri di acqua potabile al giorno e offre un attrezzatissima palestra per la riabilitazione. Spesso, se il malato è ammesso a bordo per un intervento, è invitato anche un familiare per tenerlo su di morale. I pazienti arrivano in tre modi: con l’elicottero che può atterrare sul ponte, con due barche che possono portare 35 persone ciascuna, oppure, se la nave è attraccata in un porto, in ambulanza.


Il personale fisso per i mesi in cui la Comfort è a Baltimora per manutenzione è composto di 24 civili, tra cui il capitano della nave Randall Rockwood, e 58 militari tra i quali il primario dell’ospedale il capitano David Weiss, e il capitano Kathy Becker, vice comandante delle operazioni sanitarie. Con la nave gemella USNS Mercy (di stanza a San Diego sul Pacifico) la Comfort si alterna ogni due anni per le missioni umanitarie prevedibili. Le due navi, sono anche in grado di partire entro sei giorni per le imprevedibili missioni di emergenza-dopo catastrofi. Nel corso dei preparativi per una missione umanitaria, e in base alle specialità richieste dal Paese che riceve l’assistenza, sono scelti medici e infermieri, che possono essere sia civili sia militari. Molti civili sono volontari, alcuni addirittura provengono dai paesi che in passato hanno ricevuto assistenza nel corso delle missioni della USNS Comfort o della USNS Mercy.

Il primario dell’ospedale galleggiante, il capitano David Weiss, ci spiega che le operazioni umanitarie sono preparate nel corso di mesi per dare modo ai Paesi che ne beneficeranno di fare tutte le richieste sugli specialisti di cui hanno bisogno. In questo modo la nave è tenuta in stato operativo continuo anche perché c’e’ sempre la possibilità di dover partire per emergenze dopo catastrofi quando più che altro servono le attrezzature per interventi post trauma. In questi casi la nave deve essere in stato operativo nel giro di sei giorni ed i medici vengono perlopiù reclutati al National Naval Medical Center di Bethesda.

Comandante Weiss qual è stata la situazione che l’'ha colpita di più nella recente missione umanitaria in America Latina?
«Lo scorso giugno, mentre eravamo al largo della Colombia ci hanno portato a bordo quattro persone fatte a brandelli da una bomba rudimentale mentre stavano sradicando cocaina in un campo. Lo spettacolo era impressionante ed abbiamo lavorato molto intensamente per tentare di salvare la vita a quei poveretti».


In genere le missioni umanitarie, svolte gli anni pari dalla USNS Mercy e negli anni dispari dalla USNS Comfort, avvengono in paesi dell’America Latina per la nave di stanza sulla costa Est e nel Sud Est Asiatico per la nave di stanza sulla costa Ovest. Fra le operazioni di emergenza in cui le due navi hanno prestato soccorso vanno ricordate: Tempesta nel Deserto, 1990/91, nel Golfo in cui sono state curate piu’ di 8 mila persone, ricoverate 700 e sono stati fatti 337 interventi chirurgici. A Manhattan, 2001, dopo l’ attentato alle torri gemelle dove la nave ha fornito assistenza psicologica nonche’ cibo ed alloggio al personale medico. Operazione Liberta’ dell’ Iraq, 2003, dove ha fornito personale altamente specializzato per 700 militari americani feriti. Nel Sudest Asiatico dopo lo Tsunami ,2004, dove sono state curate 107 mila persone, fatti 466 interventi, fornito 11.555 paia di occhiali e 6900 visite odontoiatriche. A New Orleans dopo il tornado Katrina, 2005, dove sono stati curati 1500 individui. Ad Haiti, 2010 dopo il terremoto dove sono stati curati 871 individui e fatti 843 interventi.


Una delle cose più belle, ha spiegato il capitano Kathy Beck mentre ci faceva da guida a bordo dell’ ospedale galleggiante, è quando arriviamo in un posto ed invitiamo sulla nave i medici locali. È ovvio che spesso non possono rimanere a lavorare con noi perché in genere hanno un numero incredibile di pazienti. Ciò che spesso succede però è che l’anno dopo di alcuni di questi medici si prendono le vacanze per fare i volontari da noi. La loro presenza e’ veramente gradita, non solo perché tutti imparano da tutti, ma perché questa gente lavora gratis: noi offriamo solo vitto ed alloggio e ci prendiamo cura della loro biancheria. Quest’anno, ci hanno poi spiegato, hanno avuto a bordo per cinque mesi un veterinario danese che e’ stata utilissima nel curare cani, gatti. pecore, mucche e vitelli.

Se il primario della USNS Comfort è un militare, il capitano David Weiss,  il comandante della nave, Randall Rockwood, è invece un civile. Anche per quel che riguarda medici ed infermieri di questo incredibile ospedale galleggiante i civili lavorano fianco a fianco con i militari. In genere quando la Comfort parte per una missione, a bordo ci sono da 60 a 70 marinai civili, uno staff medico e infermieristico di 956 persone ed uno contingente di supporto della marina di 258 individui. Nei sei mesi che la nave sta per manutenzione nel porto di Baltimora a bordo rimangono 24 civili (capitano Rockwood compreso) e 58 militari fra cui ovviamente il primario dell’ospedale capitano Weiss. Bravissimi, velocissimi coordinati al massimo.


La doppia gestione militare e civile sulla USNS Comfort non intralcia l’efficienza, anzi. I civili dipendono dai militari ed i militari contano sull’esperienza dei civili. “Ho portato navi in giro per il mondo per 34 anni - spiega con un sorriso gioviale il capitano Randall Rockwood – ormai ci sono abituato. È più difficile attraccare che uscire da un porto, ma nulla che non possa essere fatto senza problemi”.

Capitano siete armati?

Abbiamo una piccola forza composta da dieci uomini con armi di piccolo calibro che in teoria non ci dovrebbero servire.


Il capitano Kathy Becker, vicecomandante della operazioni sanitarie, ci ricorda con un sorriso: "Non va dimenticato che andiamo in Paesi che ci hanno invitato per cui non abbiamo bisogno di difenderci". Se scatta un’emergenza, la nave deve essere pronta a salpare le ancore entro sei giorni con tutto il personale a bordo sia militari che civili. La nave stessa e’ il prodotto della collaborazione fra il mondo militare e quello civile. Varata nel 1976 come super tanker per il trasporto del greggio dall’Alaska, la Comfort e' stata trasformata in nave ospedale e consegnata alla marina il primo dicembre 1987.

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