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L'evento
 

Postumano, quale futuro ci attende?

14/09/2021  In un convegno all'Università Cattolica di Milano il ministro Cingolani rassicura: "Le macchine avranno sempre bisogno dell’uomo"

Il Ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani
Il Ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani

«Le macchine avranno sempre bisogno dell’uomo». Parola del ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, nel convegno tenuto il 13 settembre scorso presso il Museo della Scienza e Tecnologia di Milano dall’affascinante e non meno complesso tema: “Post-umano, sovrumano o semplicemente umano?”. Promosso dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e la Consulta Scientifica del Cortile dei Gentili, il convegno ha visto un parterre di relatori, oltre al Ministro, di tutto rispetto: moderati da Luciano Fontana, Direttore del Corriere della Sera, hanno dialogato sul tema padre Paolo Benanti, francescano e docente di Teologia Morale alla Pontificia Università Gregoriana, Laura Palazzani, vicepresidente vicaria del Comitato Nazionale per la Bioetica, Silvano Petrosino, professore di Filosofia Teoretica all’Università Cattolica, e Antonella Sciarrone Alibrandi, Pro-rettrice dello stesso Ateneo.

Se l’intelligenza artificiale è una delle novità più straordinarie degli ultimi anni, molto promettente per la qualità della vita umana – pensiamo solo per fare un esempio all’ambito medico, farmacologico, delle scienze cognitive, ecc. –, essa non manca però di porre interrogativi etici di non poco momento. Non si tratta, infatti, solo di un problema legato allo sviluppo tecnologico, cioè confinato alla risoluzione di problemi tecnici, ma anche di tipo umanistico. Quale scienza per quale uomo?

Cingolani, intervenuto alla fine del dibattito, ha posto da un lato l’accento sulla necessità di porre “regole” e “codici”, ma, dall’altro, ha precisato che «non dobbiamo temere per il primato dell’uomo poiché le macchine hanno bisogno di essere accese, sono ingombranti, e necessitano di molta energia e vanno programmate». Il problema, semmai, è l’uomo “programmante”: «Temo di più chi possiede il dato e chi fa il programma», ha chiosato il Ministro, che ritiene che il campo in cui l’intelligenza artificiale promette di più e che può avere effetti benefici e più immediati è, primo fra tutti, quello ecologico.

Franco Anelli, Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha contribuito a disinnescare alcune paure irrazionali rispetto al tema: «Da un automa possiamo attenderci che produca un’opera di maniera, riproduttiva di un paradigma stilistico dato. Da esso non ci attendiamo l’originalità», ha affermato. «L’umano va allora ricercato nella capacità di essere creativo, di dar vita a sensazioni che generano sensazioni». È proprio qui secondo Anelli il nocciolo della questione: «La tensione dialettica tra i due grandi poli della contemporaneità, la tecnologia e l’antropologia».

 
 
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