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Pratesi: «Papa Francesco intervenga sulla difesa della natura»

27/09/2013 

79 anni appena compiuti, Fulco Pratesi, presidente onorario del Wwf, è uno dei padri storici della conservazione della natura nel nostro Paese. A lui si deve nel 1967 l'idea di creare le oasi naturalistiche del Panda, che ora sono oltre 100 in tutta Italia, e senza il Wwf difficilmente sarebbe nata la rete di parchi nazionali e riserve esistente oggi o saremmo riusciti a salvare specie come la lontra, l'orso, il camoscio e il lupo.
L'Italia è l' unico Paese d' Europa dove la battaglia per la salvezza del lupo ha avuto pieno successo: nel '72 il Wwf promosse l' “Operazione San Francesco” per salvare questi animali dall'estinzione, erano ridotti a poco più di 100 ed oggi sono oltre un migliaio.

 - Lei è particolarmente legato a San Francesco?
"Lo adoro. È stato un uomo straordinario che parlava di animali, con gli animali e agli animali. Aveva una sensibilità unica, non so se dovuta alla madre, Pica Bourlemont, di origine francese, ma resta il fatto che lui amava tutte le creature e raccomandava perfino a chi coltivava l'orto di lasciare uno spazio perché potessero crescere i fiori di campo."

- Il 6 aprile 1980 con bolla pontificia Giovanni Paolo II dichiarò S. Francesco patrono dei cultori dell’ecologia. Cosa è rimasto oggi dell'attenzione alla natura predicata dal Santo di Assisi?

"Molto poco, purtroppo. All'epoca scrissi una lettera al Papa di allora, firmandola come “San Francesco” per chiedere che mi venisse tolta questa responsabilità e che venisse affidata piuttosto a S. Uberto, patrono dei cacciatori, o a S. Pietro, patrono dei pescatori, perché l'uomo maltratta  troppo la natura. L'uomo secondo la Bibbia dovrebbe essere custode amorevole del Creato, ma “quis custodiet custodes”, visto che i custodi stanno dando fondo alle sue risorse e alla sua bellezza?

Non si può parlare sempre del Creato come qualcosa di impalpabile, è il miracolo che ci circonda di cui dobbiamo essere grati al Signore."

- Che pensa del fatto che il Papa abbia scelto il nome di “Francesco”?
"Sono stato molto felice che abbia scelto questo nome e mi ha colpito che al momento della sua nomina un gabbiano reale si sia posato sul comignolo della Cappella Sistina, quasi come lo Spirito Santo. Sarebbe ora però che il Papa spendesse qualche parola per i lupi ammansiti da San Francesco o per gli uccelli, nessuno finora lo ha fatto e i tempi sono maturi."

- Papa Francesco recentemente ha detto “coltivare e custodire il Creato è un’indicazione di Dio data non solo all’inizio della storia, ma a ciascuno di noi; è parte del suo progetto; vuol dire far crescere il mondo con responsabilità, trasformarlo perché sia un giardino, un luogo abitabile per tutti”.

"Sono d'accordo, purtroppo siamo diventati custodi infedeli del Creato che Dio, il Sesto Giorno, considerò “molto buono”. L'umanità, la cui crescita non conosce sosta (dovremmo arrivare a 11 miliardi nel 2100, n.d.r.) si accanisce contro la propria casa. Preoccupa che non giungano moniti per una limitazione dei consumi e per una riproduzione finalmente responsabile che tutelino le sorti delle generazioni che verranno dopo di noi. Altrimenti dovranno adattarsi a vivere in un mondo privato delle bellezze della natura, accalcato in sconfinate metropoli asfissianti, costrette e ridurre ogni spazio di libertà e conoscere guerre per la conquista dell'acqua, del pesce, delle terre coltivabili e delle ultime risorse naturali."


 
 
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