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Pregare in tempo di vacanza

04/08/2022  Non ci sono ricette magiche, ma si può fare qualcosa per dare spazio alla preghiera

Trovare un tempo per pregare è una delle sfide che accompagnano tutta la vita spirituale. Chi cerca di dare una priorità nella sua vita, sa quanto è facile trovarsi a fine giornata, divorato dal sonno, con la preghiera rinviata decine di volte lungo la giornata e di accontentarsi di fare una rapida preghiera con il proposito di essere più furbo e più attento il giorno dopo. Pregare è il nostro desiderio più profondo, è la sete d’Amore eterno che riverbera nel nostro cuore e che richiama – con cuore inquieto – l’unione intima con il Signore.

Allo stesso tempo, la preghiera è “innaturale” perché non è un’attività a soddisfazione immediata. A ragione, spiegava il mistico italiano, don Divo Barsotti, che nel nostro cuore c’è una irresistibile attrazione e una vera ripulsione verso la preghiera. Questa lotta per la priorità della preghiera, questa ascesi della fedeltà a un momento (o più momenti) di preghiera quotidiana, diventa ancora più difficile in tempo di vacanza! Si può fare qualcosa per custodire una vita di preghiera anche in tempo di vacanza? Sebbene non esistano soluzioni magiche, alcuni accorgimenti possono aiutare.

Ve ne propongo tre. Un incontro d’amore. Sembra una cosa banale, ma la disposizione interiore cambia molto la percezione dell’esperienza. C’è una grande differenza tra pregare «perché si deve» e pregare perché semplicemente si ama Dio e si vuole stare con l’amato. Lo sappiamo, ma bisogna ricordarselo di continuo. «Pregare è pensare a Dio amandolo», insegnava san Charles de Foucauld. Primizia. Pregare come prima attività della giornata. Non so se ti capita, a me sì! Alcune giornate mi sveglio con una occupazione (o una preoccupazione) e dico: faccio questa cosa e poi prego… e spesso una cosa tira l’altra e il momento di preghiera va a farsi benedire (si fa per dire!). Inizia con la preghiera…

Come prima attività eleva il cuore al Signore. Briciole. A volte ci frega la volontà di fare tanto (per non dire troppo). Quando dico inizia con la preghiera, non intendo sia sempre necessario fare la supplica di Pompei... Un breve momento di qualità è meglio di un rinvio con la scusa di voler dare a Dio una grande quantità di tempo. Una sosta sincera, briciole di preghiera… e chissà, magari capita come con l’appetito, che spesso e volentieri viene mangiando...

 
 
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