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venerdì 05 marzo 2021
 
PAPA FRANCESCO
 

«Pregate perché si convertano i colpevoli della vostra povertà»

06/07/2016  Bergoglio ha incontrato circa 200 tra emarginati e volontari, giunti in pellegrinaggio dalla provincia francese di Lione. «Voi siete nel cuore della Chiesa. E la Chiesa non può stare tranquilla finché non ha raggiunto tutti coloro che sperimentano il rifiuto, l’esclusione e che non contano per alcuno».

Città del Vaticano, 6 luglio 2016. Papa Francesco incontra circa 200 pellegrini giunti da Lione, in Francia. Tra loro anche moklti poveri e alcuni volontari che li aiutano. Foto Ansa. In alto: un momento dell'udienza in una foto dell'agenzia Reuters. In copertina: un'immagine dell'incontro pubblicata dall'agenzia Sir.
Città del Vaticano, 6 luglio 2016. Papa Francesco incontra circa 200 pellegrini giunti da Lione, in Francia. Tra loro anche moklti poveri e alcuni volontari che li aiutano. Foto Ansa. In alto: un momento dell'udienza in una foto dell'agenzia Reuters. In copertina: un'immagine dell'incontro pubblicata dall'agenzia Sir.

E' un tema a lui caro. Che ha affrontato più volte. E da più punti di vista. Papa Francesco ha a cuore la «teologia della povertà»  come ebbe a dire nella Messa mattutina celebrata a Santa Marta il 16 giugno 2015, perché, disse un anno fa, « la povertà non è un’ideologia», roba da «comunisti»: no, la povertà «è al centro del Vangelo»,  tanto che «se noi togliessimo la povertà dal Vangelo, non si capirebbe niente del messaggio di Gesù». Detto altrimenti e meglio: Jorge Mario Bergoglio a cuore i poveri,  che incontra, abbraccia, incoraggia. Aiuta. Oggi il Papa ha scritto una nuova pagina di questa lunga lettera d'amore agli ultimi della terra ricevendo in Vaticano circa 200 tra emarginati e volontari che li assistono, giunti a Roma in pellegrinaggio dalle diocesi francesi della provincia di Lione, accompagnati  dal cardinale Philippe Barbarin. L’iniziativa era promossa dall’organizzazione Amici di padre Giuseppe Wresinski, in occasione del centenario della nascita del sacerdote che ha dedicato la sua vita ai poveri.

«La vostra presenza è importante per me, e anche è importante che qui voi siete a casa», ha esordito Francesco: «Voi siete nel cuore della Chiesa, come diceva padre Giuseppe Wresinski, perché Gesù, nella sua vita, ha sempre dato la priorità a persone che erano come voi, che vivevano situazioni simili. E la Chiesa, che ama e preferisce quello che Gesù ha amato e preferito, non può stare tranquilla finché non ha raggiunto tutti coloro che sperimentano il rifiuto, l’esclusione e che non contano per alcuno. Nel cuore della Chiesa, voi ci permettete di incontrare Gesù, perché ci parlate di Lui non tanto con le parole, ma con tutta la vostra vita. E testimoniate l’importanza dei piccoli gesti, alla portata di ciascuno, che contribuiscono a costruire la pace, ricordandoci che siamo fratelli, e che Dio è Padre di tutti noi».

«Mi viene in mente di pensare a cosa pensava la gente quando ha visto Maria, Giuseppe e Gesù per le strade, fuggendo in Egitto», ha aggiunto a braccio: «Loro erano poveri, erano tribolati a causa della persecuzione: ma lì c’era Dio. Voi vi sforzate di entrare nella loro disperazione», ha detto Francesco ai loro accompagnatori: «Ma inoltre suscitate intorno a loro una comunità, restituendo loro, in tal modo, un’esistenza, un’identità, una dignità». Ai poveri, sempre a braccio, il Papa ha chiesto «un favore», anzi «una missione che soltanto voi, nella vostra povertà, sarete capaci di compiere»: pregare per «i ricchi, i saggi, coloro che ora ridono, quelli cui piace essere adulati, agli ipocriti. Vi do la missione di pregare per loro, perché il Signore cambi il loro cuore. Vi chiedo anche di pregare per i colpevoli della vostra povertà, perché si convertano! Pregare per tanti ricchi che vestono di porpora e di bisso e fanno festa con i grandi banchetti, senza accorgersi che alla loro porta ci sono tanti Lazzari bramosi di sfamarsi degli avanzi della loro mensa. Pregate anche per i sacerdoti, per i leviti, che – vedendo quell’uomo percosso e mezzo morto – passano oltre, guardando dall’altra parte, perché non hanno compassione».

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